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Capitolo 19: Radunatevi, Uomini Lucertola!

Erano passati 4 giorni dalla dichiarazione di guerra fra gli Uomini Lucertola e le forze di Almodeus. Mentre i primi stavano preparando le proprie truppe e creando varie fortificazioni supplementari ai villaggi, i secondi non parevano così preoccupati dal conflitto imminente, anzi, non ci sembravano neanche interessati. Il piccolo villaggio conquistato da Almodeus era diventato una fiorente città, che ospitava tutte le tribù di Goblin della foresta, più i pochi Oni rimasti. Parlando degli Oni, questi si erano anch'essi evoluti, perdendo alcuni tratti bestiali e risultando più ordinati, anche la loro pelle si era schiarita, rendendola più simile a quella degli esseri umani, inoltre si erano integrati perfettamente nella vita di tutti i giorni: Ghu lavorava nella sua fucina, insieme ad alcuni apprendisti Goblin, era incaricato di forgiare armi di prima qualità per la città. Shen venne messo a capo della forza militare atta alla difesa della zona, Zed invece diviene parte di una squadra di ricerca. Hattori Hanzo venne incaricato di addestrare i volontari nell'arte della scherma, ma non era da solo in questo lavoro, difatti il vecchio Oni rimase profondamente colpito dalle abilità di Hirashi e aprì una sorta di Dojo in collaborazione con lei, diventando suo vice ed allievo. Shuna, la Principessa Sacra, iniziò ad aiutare nella produzione di vestiti e nelle faccende economiche, instaurò anche un piccolo tempio per il culto del Drago Cremisi e del Drago vento-forte, più un altro per il Sommo Almodeus, sotto richiesta dei Goblin. Infine, Shion si autoproclamò l'assistente e segretaria di Almodea, anche se fungeva più da guardia del corpo e compagna di giochi. Nonostante avesse l'aspetto di una donna matura e in carriera, era molto infantile e sbadata, similmente alla demone di cui era subordinata. Per quanto riguardava Almodea, venne nominata leader della città data l'assenza del padre e prese molto sul serio l'incarico, tanto che diede alla cittadina il nome di Almy, come quello della sua ombra senziente. Felice del nuovo incarico, Almodea iniziò a mostrare il suo lato maturo, per quanto spesso scaricasse parte del lavoro su Shuna, data l'inadeguatezza di Shion, che era sempre in competizione con l'altra femmina per i complimenti e le attenzioni della nuova leader. Shuna, dal canto suo, fu molto contenta di aiutare, per via dell'aprezzamento ricevuto.

"E per oggi abbiamo finito!"

A parlare fu Almodea, seduta nel proprio ufficio situato all'ultimo piano del municipio cittadino.

"Avete fatto un ottimo lavoro, come al solito Nobile Almodea!"

Le sorrise Shion. La Oni l'assisteva spesso con il lavoro, era la cosa più lontana possibile da un genio, ma aiutava al meglio delle sue possibilità, inoltre lei ed Almodea avevano legato molto, tanto da passare tutto il tempo assieme come migliori amiche. Grazie alle abilità di sarta di Shuna, gli altri Oni erano stati dotati di vari capi d'abbigliamento, nel caso di Shion le venne fornita un'uniforme da segretaria, formata da una giacca viola attillata, che solitamente lasciava sbottonata per far trasparire una generosa porzione della propria scollatura, ed una camicia verde chiaro.

"Grazie Shion! Sei stata molto d'aiuto!"

Rispose la demone, alzandosi dalla sedia e osservando fuori dalla finestra. La città cresceva a vista d'occhio, i non-morti pattugliavano le strade e miglioravano gli edifici sotto le direttive di Sergio, inoltre molti dei Goblin avevano deciso di addestrarsi per diventare una forza di difesa. Non sapeva perché, ma amava tantissimo quel posto, si sentiva felice.

"Vieni Shion! Andiamo fuori a fare un giro!"

Senza attendere una risposta, Almodea prese Shion per mano e la trascinò fuori dal municipio, iniziando ad esplorare la cittadina con lei.

"Però! Sta venendo bene, che dici?"

"Dico che voi e vostro padre siete stati una salvezza per questi Goblin...per noi, Nobile Almodea! Soprattutto per noi Oni! Non pensavo che sarei stata capace di adattarmi ad una nuova vita così in fretta!"

Almodea sorrise a quelle parole, si era affezionata molto a Shion in quei giorni, anche perché la Oni la seguiva come un cagnolino dappertutto, perciò era contenta che si stesse trovando bene.

"Sono felice per te Shion! Sei sempre un ottimo aiuto! Hey! Ti va se questa sera facciamo un pigiama party?"

"Un pigiama che?"

"Un pigiama party! Vieni a casa mia e ci mettiamo a leggere manga tutta sera! Posso invitare anche Shuna ed Hirashi! Una serata fra ragazze!"

Per quanto le fosse inusuale, l'idea parve piace a Shoin, che annuì con gioia. La costruzione dell'abitazione di Almodea era stata ultimata da poco e bisognava inaugurarla. A differenza di quello che ci si poteva aspettare, l'abitazione era una casetta molto piccola, con solo un salotto, un bagno e una stanza da letto.

"Parlando della vostra casa, non pensate che sia troppo piccola per una donna della vostra grandezza?"

"Sono crescita in una torre con più di 70 piani! Evito volentieri di perdermi per cercare il bagno..."

Shion rimase perplessa dalla risposta datale da Almodea, ma ci rise sopra, non era da lei rimuginare e fare ragionamenti troppo lunghi.

"Ora che ci penso, avrei una proposta Nobile Almodea!"

"Dimmi pure! Ti ascolto..."

"Visto che avrò l'onore di venire a casa vostra, vorrei ricambiare preparando qualcosa da mangiare!"

A quelle parole, i Goblin vicini iniziarono subito a nascondersi. Era risaputo che Shion fosse una pessima cuoca, la sua cucina era disgustosa, per non dire letale. L'unica che l'apprezzava era proprio Almodea, che in qualche modo sconosciuto riusciva a mangiare il cibo della Oni senza finire in coma per avvelenamento. Purtroppo questa piccola caratteristica di Shion fu scoperta con le cattive, quando più di metà della città finì in infermeria dopo una cena preparata dall'Oni. Ottennero tutti resistenza ai veleni.

"Oh sì! Sarebbe fantastico! Sei la migliore Shion!"

La donna arrossì a quei complimenti, non veniva spesso lodata per cose diverse dalla propria forza, perciò Almodea era risultata un gradito cambio di pagina. Era praticamente sempre alla ricerca di lodi e attenzioni da parte della demone, in maniera quasi ossessiva avvolte, portandola a strafare o a mal comprendere la situazione.

"Nobile Almodea! Shion! Buongiorno!"

Le salutò Shuna, facendo un breve inchino. Era in compagnia di un paio di Goblin, intente a dare le proprie preghiere al tempietto dedicato ad Almodeus.

"Ciao Shuna! Come va?"

"Tutto bene, Nobile Almodea! Voi?"

"Non posso lamentarmi"

"Ne sono contenta! Vorrei proporvi una questione, posso?"

"Certo!"

La piccola Oni aprì leggermente il proprio Kimono bianco latte e tirò fuori un plico di fogli, consegnandolo alla demone.

"Cosa sono?"

La faccia di Almodea si incupì leggermente alla vista dei fogli, pensando fosse altro lavoro. Sfogliandoli, notò di come fossero un insieme di firme, una sorta di petizione.

"Sono richieste per erigere una statua in onore vostro e del Sommo Almodeus, alcune delle mie subordinate stanno finendo di raccogliere quelle per la statua della Nobile Hirashi, vi prego di scusarmi se vi ho dato un documento incompleto"

Almodea quasi non perse un polmone a quelle parole. Queste persone erano così grate a lei e suo padre che volevano erigere statue in loro onore? Gli sembrava estremamente eccessivo. Amava venire idolatrata da una bellezza ultraterrena come Shion, ma se tutta la città era così, ben presto sarebbe stata considerata una Dea.

​​​Solo a me pare troppo?

"Cioè...io..."

Iniziò a borbottare, ancora confusa.

"È un idea fantastica! La Nobile Almodea si merita una statua!"

La interruppe Shion. Gli occhi le brillavano dall'entusiasmo.

"Potresti dare una mano con i lavori, che ne pensi Shion?"

"Grande idea, Shuna! Grazie a me finiremo in men che non si dica!"

L'entusiasmo di Shion non fece che aumentare, mentre un piccolo ghigno si poteva intravedere sulle labbra innocenti della sacerdotessa.

"Visto che sarai impegnata con la statua, aiuterò io la Nobile Almodea con le sue faccende..."

"Eh?"

In quel momento, Shion si paralizzò di colpo, conscia di essere caduta nella trappola della Oni dai capelli rosati.

"Puntavi a questo, eh?! No! Sono io la sua segretaria ed assistente!"

"Vuoi tirarti indietro, Shion? Non è da te!"

Fra le due iniziarono a volare saette e frecciatine, le loro auree magiche iniziarono a mostrarsi poiché avevano smesso di sopprimerle, avvertendo tutti i cittadini vicini che un altro scontro verbale tra segretaria e vice segretaria, non ufficiale, stava per iniziare.

E ci risiamo...

Almodea si limitò a sospirare a quello spettacolo, ormai si era abituata, doveva ammettere che non le dispiaceva però, avere due ragazze lottare per le sue attenzioni le ricordava gli anime e manga che guardava spesso, inoltre adorava sentirsi desiderata.

Così è un po' troppo, ma mi piace lo stesso!

La modalità di scontro delle due donne era sempre la stessa: prima si vantavano dei lavori svolti recentemente, poi passavano a parlare delle proprie abilità e infine a denigrare l'avversaria, Shuna puntava sul valorizzare la propria inteligenza, mentre Shion la propria forza.

"Ragazze, basta così! Ok?"

Le interruppe Almodea, mettendosi in mezzo. Avrebbe voluto vedere di più dello scontro e farlo passare almeno alla seconda fase, ma voleva evitare danni o risentimenti, soprattutto con un pigiama party in preparazione.

"Certo Nobile Almodea, perdonatemi!"

Rispose Shuna, facendo un breve inchino.

"Fai bene a scusarti Shuna! Che è questo comportamento davanti alla Nobile Almodea?!"

La punzecchiò Shion, mettendo le mani sui fianchi e gonfiando il petto, come se non avesse fatto la stessa cosa per cui stava riproverando Shuna.

Anche tu sei colpevole! Ma fa nulla...tipico di Shion, mi piace così com'è per un motivo.

La demone si mise a ridere per via della situazione tragicomica che si era creata. Una volta raffreddati i bollenti spiriti, tornò seria e si schiarì la gola.

"Senti Shuna, vorrei dirti una cosa"

"S-Sì! Di cosa si tratta? Un'invasione? Una guerra?"

Domandò preoccupata la sacerdotessa, forse per via del tono serio usato da Almodea.

"Cosa? No! Volevo solo invitarti al pigiama party che farò questa sera!"

"Un pigiama che?"

"Uff! Un pigiama party! Vieni a casa mia, leggiamo manga e parliamo fino a tardi! Ci sarà anche Shion e forse Hirashi"

"Ohhh! Capito! Certo, ci sarò senz'altro!"

Rispose Shuna, calmandosi del tutto.

"Ok allora! Ci si vede a questa sera da me!"

Detto ciò, le due salutarono la sacerdotessa, che tornò a lavorare insieme alle sue assistenti. Il tempietto dedicato ad Almodeus era spesso frequentato, in molti lo vedevano come una sorta di salvatore.

"Ora dobbiamo chiedere ad Hirashi! Dove sarà adesso? Che sia tornata alla torre?"

"Se non ricordo male, dovrebbe essere insieme ad Hattori, impegnata ad allenare le nuove reclute! La costruzione del Dojo da loro richiesto non è ancora finita, perciò dovrebbero essere a Sud del villaggio, vicino al fiume"

Le Rispose Shion, atteggiandosi da donna matura, quando invece aveva letto tutto su una nota nascosta nella manica della giacca.

"Ma come sei ben informata, Shion!"

Ribattè ironica Almodea, consapevole di tutto, ma non gliene importava, adorava fare complimenti a quella che era diventata la sua migliore amica.

"Solo il meglio per voi, Nobile Almodea!"

Le rispose Shion, gonfiando nuovamente il petto, grande quanto la sua immaturità.

"Ora che ci penso, anche tu ti alleni con Hattori, vero? È severo?"

"È un mostro!"

Rise Shion. Era risaputo che Hattori fosse severo, tuttavia anche Hirashi aveva la stessa nomea, solo per via del suo atteggiamento stoico.

"Però devo essere forte, sono la vostra guardia del corpo dopotutto! Se dovesse succedervi qualcosa vorrebbe dire che ho fallito come Oni, come segretaria e come guerriera!"

"E come amica! Non dimenticare che sei la mia BFF!"

"BFF? Bella Faccia Frettolosa?"

Almodea perse un altro polmone a quella stupidaggine, iniziò a tosssire dal ridere come una deficienze patentata, appoggiandosi a Shion per supporto.

"Oddio no! Ahahahaha! Vuol dire Best Friend Forewer! Tradotto significa che sarai la mia migliore amica per sempre!"

La Oni arrossì a quella dichiarazione, sorpresa di essere così importante per la sua padrona.

"S-Siete sicura che io ne sia degna? Cioè, ne sono onorata, non fraintendete! Ma ci conosciamo da meno di una settimana!"

"Faccio amicizia in fretta! Tu sei la mia migliore amica e questo è un ordine! Hai capito?"

"Sì signora!"

Shion si mise sull'attenti, dimostrando di non aver colto l'ironia nelle parole di Almodea quando aveva detto che fosse un obbligo l'essere la sua migliore amica. Se c'era una cosa che lei non faceva, era obbligare la gente ad esserle amica, non lo avrebbe fatto con una sconosciuta e sicuramente non lo avrebbe mai fatto con Shion, per cui provava un affetto smisurato.

"Guarda che ero ironica...lasciamo perdere! Comunque, vedi di non strafare, Ok? Non mi devi morire! Non so riportare in vita la gente!"

Sorrise Almodea, cercando di metterla sul ridere, anche se il ricordo della morte di Fiora avvolte tornava ancora a tormentarla. L'idea di perdere Shion le fece venire una fitta al cuore, non avrebbe perso un'altra amica, non di nuovo.

Giunte al campo di addestramento provvisorio, notarono la colossale figura di Hirashi, vestita in un Kimono bianco con sopra farfalle viola, era leggermente aperto e permetteva una visione parziale della fascia fatta di bende per coprire il colossale petto. La donna era intenta a mostrare alcune tecniche con la spada ai Goblin dinanzi a lei, nel mentre Hattori osservava anche lui, punendo con una sonora mazzata chi si distraeva.

"Oh Nobile Almodea! Shion! Ben venute!"

Le salutò Hattori, vestito in un abito bianco con un soprabito verde.

"Ciao Hattori! Come sta andando?"

Domandò Almodea, avvicinandosi al vecchio Oni, che pareva ringiovanito leggermente con l'evoluzione, ottenendo un pizzetto lungo che usava spesso massaggarsi per apparire più saggio durante i discorsi.

"Molto bene! La Nobile Hirashi è un ottima insgenante, anch'io ho molto da imparare, le sue tecniche sono rivoluzionarie!"

"Sai che non servono complimenti, Hattori..."

Borbottò Hirashi, avvicinandosi a loro.

"Scusate Sensei!"

Rispose prontamente, abbassando il capo.

"Non serve..."

Lo rimbalzò la donna gigante, muovendo la mano su e giù.

"Perciò Hirashi, sei libera questa sera? Oppure hai le cose della guerra contro gli Uomini Lucerola da sistemare?"

Domandò Almodea, avvicinandosi alla gigante, che scosse la testa.

"No, sono libera. Il comandante in capo della guerra sarà Hardshell, così ha deciso tuo padre..."

"Hardshell? Sarà una buona idea?"

La demone riconosceva la forza del guerriero, ma la sua stupidità era risaputa tanto quanto la sua forza, soprattutto fra i ranghi della Fear Tower. Hardshell non era un idiota, ma non vi era troppo lontano, soprattutto quando arrabbiato.

"Dovresti averlo capito ormai, il piano di tuo padre non è solo vincere, ma guadagnarci nel mentre. Hardshell è un soldato, una belva, deve imparare ad essere capace di comandare, non solo di uccidere"

"Ha senso..."

Le parole di Hirashi erano corrette ed Almodea lo sapeva bene.

Magari mi ha messo a capo della città per mettermi alla prova, starò facendo un buon lavoro?

La demone iniziò a ragionare sul fatto che suo padre l'avesse messa sotto esame, ma i suoi pensieri vennero interrotti da Hirashi, che si avvicinò ulteriormente.

"Perché volevi sapere se ero libera?"

"Per invitarti ad un pigiama party! Questa sera"

"Dovrei finire per le 20:00, mi preparo e vengo da te"

"Evviva! Evviva!"

Almodea era al settimo cielo, anche perché non aveva dovuto spiegare per l'ennesima volta cosa fosse un pigiama party. Già era stato difficile spiegare cosa fosse una foto a Ryu. Parlando del Troll, doveva essere impegnato nella fucina con Ghu, forse avrebbe potuto andare a salutarlo.

"A questo proposito, Nobile Hirashi, cosa ne pensate di una vostra statua?"

"Una che? Cosa intendi Shion?"

"Una statua! Shuna sta raccogliendo delle petizioni!"

Hirashi sospirò a quelle parole, non pareva molto contenta alla notizia.

"Senti, non serve e non ho fatto nulla per meritarmelo"

"Ma perché? Siete una sorella per la Nobile Almodea! Avete aiutato a costruire la sua casa! Ne avete tutto il diritto!"

Hirashi sospirò nuovamente e portò le mani ai fianchi.

"Possiamo parlarne un'altra volta? Starei insegnando..."

"La Nobile Hirashi ha ragione, Shion! Non c'è tempo per queste frivolezze adesso..."

"Avete ragione, perdonatemi!"

Hirashi alzò la mano, come per mettere fine alla questione che reputava un'idiozia.

"Parlando di insegnamento, cosa gli stai insegnando?"

Domandò Almodea, spostando lo sguardo verso le reclute, intente a lucidare le loro spade.

"Per adesso stiamo ripassando le basi, come impugnare la spada e i punti deboli, tuttavia Hattori mi ha chiesto di insegnargli la mia tecnica suprema..."

Hattorì annuì in assenso a quelle parole, aveva deciso di diventare allievo di Hirashi e vice allenatore della città di Almy proprio dopo aver assistito all'uso di tale mossa.

"Tecnica suprema? Posso vederla, Nobile Hirashi?"

Domandò Shion, facendo involontariamente gli occhi da cucciola.

Hirashi non è una orgogliosa, non credo che bastino degli occhi dolci per...

"Ok...va bene"

Cooosa?!

Almodea era allibita, Hirashi non era una show off, perciò fu sorpresa che avesse accettato di far vedere una delle sue tecniche.

"Davvero?! Grazie Nobile Hirashi!"

Esultò felice Shion.

"Di nulla, se può servirti a migliorare o a spronarti..."

Rispose stoica Hirashi, ma era evidente che fosse sinceramente contenta di aiutare Shion.

"Guardati Hirashi! Sembri davvero un'insegnante esperta!"

La punzecchiò Almodea, ridendoci sopra. Non si aspettava che la sua fredda amica trovasse così tanta soddisfazione nell'insegnare l'arte della spada agli altri. La gigante si limitò a fare spallucce a quella frecciatina, per poi afferrare la propria katana viola, ricoperta da occhi del medesimo colore sorpa la lama. Era la sua arma prediletta, quella con cui si era allenata di più e, a detta di Almodea, la migliore al mondo con essa.

"La tecnica l'ho chiamata: Assasin Queen Mercy"

Hirashi aveva pensato a lungo a quel nome, era arrivata perfino a chiedere il permesso alla madre per poter usare il termine Queen, poichè si sentiva indegna di poterlo anche solo pronunciare, se non diretto verso Nikusa, l'unica e vera regina a suo dire.

"Pronti? Vado..."

Hirashi rimase ferma ed immobile, non mosse un muscolo per vari minuti, come se volesse aumentare la suspense. Il momento d'attesa vene interrotto quando l'albero alle loro spalle si aprì in due e cadde a terra, come se fosse stato tagliato a metà in un unico fendente, con una precisione chirurgica a dir poco.

"Wow! Siete stata voi?! Ma come? Non vi siete mossa!"

Commentò Shion, allibita.

"In realtà mi sono mossa, solo che non lo hai visto..."

Hirashi spiegò di come, unendo varie abilità in suo possesso, potesse teletrasportarsi vicino ad un bersaglio, colpirlo e ritornare al punto d'origine, tutto in meno di un secondo, rendendo il movimento impercettibile a occhio nudo o a visioni accelerate di basso livello. Fu in quel modo che uccise il soldato lucertola al villaggio di Tiberio e Druso.

"Wow! Siete strabiliante Nobile Hirashi! Quasi quanto la Nobile Almodea!"

Commentò Shion.

"Mi fa piacere che la mia tecnica sia di tuo apprezzamento, ora noi torniamo al nostro allenamento, voi cosa fate? Volete unirvi?"

"No, credo che andremo a casa mia a preparare tutto per il pigiama party! Chiamatemi se ci sono novità sulla guerra!"

Detto ciò, Almodea prese Shion per mano e iniziò a correre verso la sua abitazione.

"Però, hanno legato subito..."

Borbottò Hirashi, osservando la coppia lasciare la zona di allenamento.

"Shion non è mai stata una che si fida al primo incontro, precedentemente all'evoluzione almeno, è stata l'influenza della Nobile Almodea a cambiarla! Ne sono sicuro, l'ha resa più affabile"

Le parole di Hattori fecero intendere che perfino lui era sorpreso, Shion era un'ottima allieva, ma poco indicata per cose diverse dalla lotta o dal buttare giù cose a pugni.

"Mi sta simpatica..."

"Ma davvero, Nobile Hirashi? Uh uh! Non si direbbe!"

"Se fa felice Almodea, allora ha la mia fiducia..."

Terminò la gigante, rinfonderando la katana e iniziando a tornare verso le reclute, lasciando da solo Hattori. L'anziano Oni rise sotto i baffi e fece un passo in avanti, fermandosi e notando che un secondo albero era stato tranciato a metà, probabilmente dopo l'ultimo commento fatto da Hirashi. In quel momento gli fu chiaro che, seppur la donna pallida non lo avesse esplicitato con il tono di voce, chi perdeva la sua fiducia non finiva bene.

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Per quanto fossero tutti unificati sotto un solo sovrano, i villaggi degli Uomini Lucertola mantenevano una certa autonomia. C'è n'erano pochi degni di nota, ma uno che sicuramente era conosciuto, tanto quanto quello di Tob, era il villaggio di Fang, che aveva la nomea di essere il più potente, militarmente parlando. Druso e Lulu stavano viaggiando proprio verso di esso per reclutare uno dei membri dei 6 eroi, che si dicesse ne fosse il capo tribù. Druso si aspettava di incontrare colui che era soprannominata il <Pugno di pietra>, Jengis.

"Quanto manca, Druso?"

Chiese Lulu, osservando l'orizzonte.

"Ancora un paio d'ore e dovremmo esserci..."

Rispose il vagabondo, tirando le redini del coccodrillo che stavano usando come monta. I coccodrilli grigi erano un tipo di bestia che nasceva spesso nella palude, con il tempo gli Uomini Lucertola riuscirono ad addomesticarlo, trasformandolo in un animale da soma a o da aratura. Quello che stavano cavalcando ora era un esemplare lungo 10 metri, si chiamava Ruu ed era l'animale domestico di Druso. Negli anni, fra i due naque un forte legame, tanto che il vagabondo teneva Ruu accanto al proprio allevamento, come un cane da guardia, con la certezza che non avrebbe mangiato i pesci senza permesso.

"Secondo te, troveremo il membro dei 6 eroi? Oppure ha fatto come mia madre e ha passato il titolo al successore?"

"Non lo so...però spero con tutto me stesso che questa ricerca non sia un buco nell'acqua, mancano 3 giorni alla guerra e non possiamo perdere neanche un momento!"

La druida annuì a quelle parole, per poi osservare la coda del vagabondo: si stava muovendo leggermente su e giù. Per gli Uomini Lucertola, soprattutto per i maschi, la lunghezza della coda era simbolo di grande orgoglio, era spesso usata durante gli antichi rituali di accoppiamento e la riproduzione.

"Qualcosa non va Druso? La tua coda è irrequieta..."

L'Uomo Lucertola sussultò alla domanda, sarebbe stato imbarazzante rivelarle che la sua presenza gli stava facendo effetto. Non era mai stato uno interessato all'amore, eppure da quando l'aveva vista alla riunione, non era riuscito a toglierle gli occhi di dosso.

"N-No! Va tutto bene!"

Balbettò lui, suonando per nulla credibile.

"Siete in pensiero per la guerra?"

"S-Sì..."

Druso diede un poderoso colpo di tosse e ritornò serio, grato che lei non avesse capito il vero motivo della sua insicurezza.

"Non ho mai incontrato nessuno spaventoso come quella donna..."

"Mi hanno detto che era gigansca e molto forte, è vero?"

"Oh sì! Sarà stata alta più di 3 metri! Per la forza, la stazza parla da sola, non ho visto lei o il suo corpo in azione, ma ti posso assicurare che il suo sguardo freddo era quello di un guerriero che ne ha passate tante..."

Una volta giunti alle porte del villaggio vennero fatti subito entrare, data la presenza del sigillo della famiglia reale sui loro vessilli. Furono condotti al centro del villaggio, dove vennero circondati dalla guardia cittadina e da alcuni popolani, interessati alla motivazione della visita, stranamente però, nessuno si fece avanti come capo tribù.

Dove è Jengis?

​Druso attese qualche munito, dubbioso su come continuare, ma alla fine decise di presentarsi.

"Io sono Druso Senshi! Membro origiale dei 6 grandi eroi! Mi manda sua maestà, il principe Gabiru! Devo parlare con il vostro capo tribù!"

Anche Lulu si fece avanti, ammaliando molti maschi con la sua pelle dal colore raro e con la sua grazia nei movimenti.

"Io sono Lulu Horatia! Sono una dei 6 eroi, ho succeduto a mia madre e anch'io desidero parlare con il vostro capo tribù"

Lo stupore si dipinse sulle facce dei presenti, avere lì due membri dei 6 grandi eroi, nonché uno dei fondatori di tale gruppo, era un onore enorme.

Nessuno si fa avanti? Che sia andato a cacciare?

Dei passi pesanti interruppero i pensieri di Druso, che alzò il capo e vide qualcosa di grosso avvicinarsi.

"Ben venuto! Portatore della Lich Bane!"

A parlare fu un Uomo Lucertola colossale, alto poco meno di due mentre e trenta, con scaglie marroni scuro sulla schiena e un vasto numero di cicatrici lungo tutto il corpo. La sua coda era danneggiata, un pezzo del lato destro era stato strappato via e la ferita era bendata con un pezzo di stoffa dello stesso materiale dei suoi vestiti. Aveva le braccia asimmetriche, difatti l'arto destro era molto più muscoloso e robusto del sinistro, tanto che faceva sembrare piccola la lancia di modeste dimensioni che impugnava.

"Ma tu...non sei Jengis!"

"Esatto! Il mio nome è Kan Monk! Sono suo figlio!"

"Ha avuto un figlio? Non me lo aspettavo..."

"Tu sei il famoso Druso, vero? Mio padre mi ha parlato di te! Sei stato l'unico che lo abbia mai battuto, non è così?"

Druso sgranò gli occhi, non gli piaceva dove stava andando la conversazione.

"Sì, è proprio così! Ma non sono qui per quello, io..."

"Estrai la spada!"

Druso fece un passo indietro, quando vide il robusto guerriero puntargli addosso la lancia.

"Non mi hai sentito? Estrai la spada! Qui si ha il diritto di parlare solo se si è valorosi! E tu devi ancora dimostrarlo, Druso!"

Il vagabondo annuì e sguainò la spada priva di lama, sorprendendo molti dei presenti. Kan parve estasiato a quella visione, tanto che la sua coda danneggiata iniziò a battere sul terreno senza freni.

"Finalmente una sfida! Ascoltate tutti! Se dovessi morire, sarete al suo servizio! Non è in discussione!"

Druso fu sorpreso, non aveva realizzato che il loro scontro sarebbe stato fino alla morte.

"Non puoi dire sul serio!"

Intervenne Lulu, indignata.

"Oh sì invece! Ma non temere! Se il tuo uomo dovesse morire, prenderò provvedimenti personalmente!"

"Lui non è il mio uomo!"

Ribattè Lulu, arrossendo di colpo.

"Esatto, lei non è ancora mia..."

La supportò Druso, non accorgendosi di aver detto un ancora di troppo, che fece scondizolare la druida.

"Ah, capisco! Scusate allora! Errore mio! Mai stato granché in amore..."

"Vuoi lottare o giocare a fare cupido?"

"Oh lottare! Senz'altro!"

Il rettile non aspettò un via e si lanciò verso il proprio avversario, creando potenti solchi nel terreno con le poderose gambe. Druso rispose attivando la propria spada, facendo manifestare una lama fatta di pura energia bianca e blu: il mana. Con una spada degna di chiamarsi tale, il vagabondo parò il colpo e riuscì a respingere l'avversario, iniziando uno scontro che chi assisteva avrebbe definito leggendario.

Dopo un veloce scambio di colpi, Druso riuscì a vedere un apertura nella difesa nemica e la sfruttò, disarmando Kan con un affondo, facendo cadere la lancia alle spalle del nemico, ma un dolore lancinante al petto gli impedì di festeggiare o di prendere vantanggio della situazione. Kan lo aveva colpito con un calcio ed era riuscito a mettere distanza fra i due.

"Non mi divertivo così tanto da quando ho preso il posto del mio vecchio!"

Ruggì Kan, estasiato.

"Sei abile...un calcio del genere non è da tutti"

Lo complimentò Druso, agguzzando la vista. Qualcosa non gli quadrava, quel calcio era stato troppo forte per uno che sembrava uno spadaccino o abituato ad una lotta all'arma bianca.

"Grazie! Ma non ti risparmierò solo perché mi fai i complimenti"

Con grande sorpresa di Druso, Kan non si lanciò a recuperare la lancia, ma invece lo attaccò a testa alta, alzando il suo braccio destro.

"Stone Skin!"

Riuscì a parare il colpo per miracolo, per qualche motivo il braccio del suo avverarsio sembrava duro come la roccia, se non di più.

"Ora mi è tutto chiaro!"

Fece una capriola all'indietro e riuscì a mettere ulteriore distanza fra i due, assicurandosi secondi preziosi.

"Sei un monaco! Vero? Si dice che i vostri pugni siano in grado di spezzare la roccia, ma i tuoi vanno ben oltre..."

"Grazie! Sono l'avversario più difficile che tu abbia mai fornteggiato, dimmi che è così!"

"Senz'altro..."

Druso aveva affrontato molti nemici nella sua vita, non era certo che Kan fosse fra i più difficili, ma gli rispose così per fargli un favore, visto quando lui fosse ecitato di lottare.

"Riprendiamo! Ti farò vedere la mia tecnica! Stone Skin!"

Kan potenziò il proprio braccio destro e riprese ad attaccare come una furia, mentre Druso si limitò ad incassare, parlando i colpi con la spada.

"Ti stai trattenendo? Perché non attacchi?!"

"Fidati Kan, lo capirai!"

Lo scambio di colpi unilaterale continuò per vari minuti, fino a quando Kan non iniziò a sembrare più lento, più stanco, ma era impossibile, uno della sua stazza avrebbe potuto lottare per giorni, eppure eccolo già senza fiato dopo mezz'ora.

"Non...ci credo!"

Lamentò il monaco, mettendosi su un ginocchio a riprendere fiato.

"Mi hai battuto..."

Nessuno capì cosa fosse successo, come aveva fatto Druso a vincere senza attaccare?

"È stata fortuna..."

Ribadì il vagabondo, sedendosi a terra esausto.

"Fammi indovinare, è stata la Lich Bane! Ma come?"

"È una lama completamente permeata di mana, può assorbire energia al solo tocco..."

Kan sorrise a quella spiegazione, capendo come fosse stato astutamente sconfitto. Sapeva che la Lich Bane era una spada potente, ma credeva che senza attivarne il potere fosse una normale arma. Si sbagliava di grosso.

"Perciò più forte la colpisci, più energia ti toglie..."

Druso annuì, spiegando di come l'energia sottratta veniva tenuta nella spada, non poteva usarla per curarsi, ma solo per potenziare i danni della spada stessa.

"Interessante! A casa il ho il medaglione di mio padre, che aumenta le resistenze"

Commentò Kan.

"Druso! Permettimi di curarti! Middle Heal"

Un cerchio verde partì dalle mani di Lulu, rigenerando le ferite del vagabondo.

"Hey! Sono geloso! Puoi aiutare anche me, femmina?"

Borbottò ironicamente Kan, sedendosi accanto a Druso.

"Certamente, dammi un attimo! Comunque mi chiamo Lulu!"

"Sì sì..."

Dopo aver rigenerato entrambi i combattenti, i tre si sedettero insieme per terra. Druso si girò verso un calmo e pacato Kan, pronto ad iniziare le trattative.

"Immagino che saprai perché sono qui..."

"Non eri qui per sfidarmi?"

"No..."

Druso si diede una manata in faccia, sbuffando.

"Siamo in guerra Kan, ci serve tutto l'aiuto possibile!"

"Ohhh! Mi piace! Ci sto!"

Rise il guerriero, sorprendendo gli altri due con quanto fosse amichevole adesso.

"Vorremmo parlarti di alcune questioni più tecniche, per esempio quanti del tuo villaggio possano andare al fronte"

Iniziò il vagabondo, prima di venir fermato dal monaco.

"Calma un attimo! Prima beviamo un po'! I discorsi importanti vanno sempre fatti davanti ad un bicchiere, vero?"

"No!"

Gli risposero all'unisono Lulu e Druso.

Verso sera, fu indetta una piccola festa al villaggio di Fang, per loro la notizia di dover andare in battaglia era motivo di celebrazioni.

Lulu si avvicinò ai due eroi, intenti a bere come amici che si conoscevano da anni, nonostante le differenze, avevano fatto molta amicizia.

"Perciò, cosa avete deciso?"

Domandò lei, sedendosi accanto a Druso.

"Lotteremo fino alla morte!"

Rispose Kan, ingurgitando una scodella di liquore in un sorso.

"I soldati di Kan partiranno domani mattina e giungeranno al fronte, mentre noi tre torneremo a palazzo per incontrare mio fratello, sperando abbia finito di radunare gli altri membri dei 6 eroi"

Spiego più nel dettaglio Druso, ancora sobrio nonostante le varie scodelle bevute.

"Bene, penso che sia la prima volta che tutti gli Uomini Lucertola siamo riuniti sotto un unico stendardo, è un'avvenimento unico e..."

Iniziò Lulu, per poi venir interrotta da un semi-ubriaco Kan.

"Ora che ci penso, devo darvi una capanna per la notte! Ve ne do una per due?"

A quelle parole, la druida e il vagabondo arrossirono di colpo.

"Ma si può sapere che dici?!"

"Che c'è Druso? Tu prima hai detto che non era ancora tua, pensavo che dovessi ancora...sai no?"

"Taci! Taci! Taci!"

Il monaco fu fermato dalla druida, che stava fumando da quanto fosse imbarazzata.

"Ok! Che palle che siete! Vi darò due capanne, così siamo apposto"

"Grazie..."

Rispose Druso, calmandosi.

"Però voglio essere presente alla nascita del bambino!"

"Kaaaaaaaaan!"

Quella sera, andarono a dormire fra urla e risate. Nonostante le iniziali proteste, Druso e Lulu condivisero la capanna per la notte, inutile dire che non si limitarono a dormire e basta.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

La sera stessa, alla città di Almy, Hirashi se ne stava seduta da sola vicino alla portafinestra della casa di Almodea, intenta ad osservare il cielo stellato. Sembrava che il pigiama party fosse finito.

"Eccovi qui, Nobile Hirashi..."

La salutò Shuna, avvicinandosi e sedendosi accanto a lei sul portico.

"Ciao Shuna..."

Rispose la gigante, con il solito fare stoico.

"Qualcosa non va, Nobile Hirashi?"

"No, va tutto bene. Stavo solo pensando, piuttosto...dove sono quelle due? Sono già K.O.?"

Shuna annuì a quella domanda e si mise a ridere, coprendosi la parte inferiore del volto con le larghe maniche del Kimono, come faceva di solito. Hirashi si era sempre chiesta perché lo facesse, ma non voleva risultare pesante perciò non fece domande.

"Già, potete vedere voi stessa..."

Aggiunse la piccola Oni, indicando il centro del salotto, dove erano stati preparati dei sacchi a pelo per il pigiama party. In uno di essi riposava Shion, con un Almodea dormiente sopra al petto voluminoso dell'Oni, facendo sembrare le due come sorelle che si erano addormentate insieme, cosa non troppo diversa dalla realtà dei fatti, le due erano crollate allo stesso momento ed Almodea aveva abbracciato Shion nel sonno, come se fosse un Koala.

"Direi di non svegliarle..."

Sussurrò la donna pallida, ottenendo l'assenso della Oni.

"Ammetto di essere gelosa, questa volta ha vinto Shion, ma la prossima volta farò io da cuscino per la Nobile Almodea!"

"Farò finta di non aver sentito, ok Shuna?"

"Certamente, Nobile Hirashi"

Per quanto fosse molto imbarazzante quello che la Principessa Sacra avesse appena detto, la sua innocenza rendeva impossibile prenderla sul serio.

"A questo proposito, non mi avete detto cosa ne pensate dell'idea della statua..."

La domanda di Shuna arrivò come un fulmine a ciel sereno per Hirashi, non ci aveva pensato granché, sperava che si sarebbero dimenticati di quella sciocca proposta.

"Non ne sono convinta..."

Rispose, sistemandosi il top grigio sotto la giacca.

"Per me ve la meritereste! State facendo tanto per la città di Almy..."

"No, mi limito a fare quello che facevo prima, semplicemente ora insegno mentre mi alleno, inoltre è stata un idea di Hattori, perciò fate una statua a lui..."

"Non dovreste sminuirvi, Nobile Hirashi! Voi forse non ve ne accorgete, ma moltissimi vi considerano un'eroina! Una figura che va ammirata per la sua forza e bellezza!"

"Dalle mie parti quelli si chiamano simp..."

"Che?"

"Lascia perdere...comunque, se volete così tanto farmi una statua, fatela pure, ma io non farò da modella. Vi do una foto e viene come viene..."

Sospirò Hirashi, abbastanza stremata dalla continua ammirazione. Su quel punto, era totalmente l'opposto di Nikusa, la madre adorava essere al centro dell'attenzione.

"M-Ma Nobile Hirashi, non è detto che una statua presa fatta basandosi su un'immagine faccia onore alla vostra perfezione! Alla vostra altezza, alle vostre magnifiche e toniche curve, al vostro poderoso e colossale sen..."

"Sì sì ho capito, basta farmi complimenti. Non ci sono abituata e mi fa strano..."

Tagliò corto Hirashi, pentendosi subito dopo di quanto fosse stata dura con la piccola Oni. Per qualche motivo, il modo in cui la complimentava le ricordava Yor.

"Perdonami se sono sembrata troppo irritata, è che non sono abitata ad essere complimentata così tanto..."

"Perdonatemi voi, stavo seguendo le direttive di Yor"

"Ecco perché mi sembrava familiare la tiritera, per fortuna che ti ho fermato, altrimenti sarebbe stato tutto più imbarazzante. Yor ha la brutta abitudine di fare i complimenti alle mie parti del corpo in un ordine preciso ed estremamente scomodo..."

"Già, anch'io mi stavo sentendo a disagio ad essere onesta, farvi dei complimenti così diretti è irrispettoso, essendo io una vostra sottoposta, è che vedendo Shion farlo sempre con la Nobile Almodea mi era venuta voglia di provare, vi prego di perdonarmi..."

L'Oni abbassò il capo, genuinamente dispiaciuta d'essersi fatta prendere dal momento.

"Non devi scusarti, ad Almodea piace questo tipo di complimento, perciò con lei puoi farlo..."

"Mi sono comportata come Shion, che imbarazzo..."

Le rispose Shuna, completamente rossa.

"Calmati..."

Le intimò Hirashi, cercando di usare un tono dolce, riuscendoci solo in parte.

"Comunque, Nobile Hirashi, io sono seria quando dico che vi sottovalutate troppo, avete fatto tantissimo per la città! Non solo allenate le nuove reclute, ma date una mano nella caccia e nella raccolta, oltre che nella costruzione! Vi meritate dei riconoscimenti!"

"Dici?"

"Sì! Vi prego di credermi, Nobile Hirashi!"

Hirashi osservò nuovamente il cielo, non era sicura di meritarsi qualcosa, non le pareva di aver fatto nulla di ché, però le insistenze di Shuna stavano iniziando a farle cambiare idea, a dubitare dei suoi stessi dubbi.

"Va bene, fate la statua se volete, ma preferisco dare una mano in città più che fare da modella..."

Shuna annuì a quell'affermazione, capendo le responsabilità della gigante.

"A questo proposito Shuna, tu non dovresti tipo...odiarmi?"

"Odiarla? Perché mai, Nobile Hirashi?!"

Dire che Shuna fosse allibita, sarebbe stato un eufemismo, le parole della donna pallida erano state del tutto inaspettate. La piccola Oni ammirava Hirashi, non solo per la sua bellezza e forza, ma anche per il suo carattere.

"Tu sei una sacerdotessa e io non credo nella tua stessa religione..."

"Oh no! Credere nel Drago Cresimi è diverso dal venerarlo! Noi crediamo più negli ideali che nel Dio. È importante ricordare gli antenati e onorare la loro memoria, nel nostro credo non c'è spazio per l'odio..."

"Forse è la prima religione che mi piace..."

La piccola Oni si alzò in piedi e iniziò a ridere, divertita dalla situazione.

"Nobile Hirashi, visto che la statua non sarà in grado di rappresentare la vostra magnificenza, posso compensare?"

"Compensare?"

"Sì! Vi preparo uno spuntino notturno. È poco, ma..."

"Non importa, mia madre dice che un dono non si rifiuta mai"

La interruppe Hirashi, alzandosi a sua volta in piedi e accompagnando Shuna in cucina.

"Per case seguite una dieta? O avete qualche allergia?"

Domandò Shuna, tirando fuori gli ingredienti per fare del riso.

"No, sei libera di fare quello che più ti aggrada...piuttosto, fai tutto il rumore che vuoi, Almodea non si sveglia neanche se le facessi esplodere una bomba accanto, ci ho provato..."

Mormorò Hirashi, domandandosi perché tutti pensassero a priori che seguisse una dieta. Spostò lo sguardo su Almodea, ancora abbracciata a Shion, trovava il tutto estremamente carino. Le tornò alla mente quanti esperimenti fece Almodea per trovare un'incantesimo che potesse creare una sveglia in grado di svegliarla. La storia della bomba non era uno scherzo, solo un esperimento fallito.

"Stessa cosa vale per Shion..."

Ribattè la cuoca, accendendo il fuoco. Anche lei spostò lo sguardo verso le due e sorrise. Per qualche motivo ci tornava qualcosa di divertente nel vedere Almodea usare il seno di Shion come un cuscino, standole attaccata come un bradipo si avvolge al proprio albero.

"Siamo sicure che non siano state separate alla nascita?"

La domanda ironica di Hirashi fece ridere Shuna, che annuì prontamente, spostando il proprio sguardo verso la gigante. Non poteva nascondere di provare della leggera invidia per il fisico della sua superiore, nonostante fosse un'adulta a livello di età, lei era rimasta bassa e poco sviluppata, rimaneva una bellezza da togliere il fiato, ma odiava che Shion la prendesse in giro proprio su quel punto durante le loro litigate amichevoli. Se avesse avuto un copro come quello di Hirashi, avrebbe vinto quei bisticci in meno di un minuto. Scosse la testa a quel pensiero, era sbagliato per una come lei di pensare certe cose della sua superiore, badava molto all'etichetta insegnatale durante gli anni d'apprendimento del culto del Drago Cremisi.

"Grazie che cucini, dopo la cena di Shion, mi è rimasto ancora un po' di fame"

A quelle parole, la cuoca divenne pallida in volto, il ricordo del cibo di Shion era qualcosa di debilitante. Era riuscita a nascondere la propria porzione sotto un cuscino, che copriva il pavimento corroso dal cibo, ora al suo posto c'era un buco che arrivava fino alle fondamenta della casa. Sarebbe stato un segreto fra Hirashi e Shuna, uno che sarebbe stato portato nella tomba.

"Già, non so come abbiate fatto a mangiare tutto senza dire niente! Avete uno stomaco di ferro, Nobile Hirashi!"

La sacerdotessa diede qualche colpetto alla pancia della donna, per enfasi. Ridacchiò leggermente sentendo la dura pelle sotto la giacca, Hattori le aveva detto che neppure la sua spada, che aveva ferito Almodea, era stata in grado di tagliare Hirashi. Rise per qaulche minuto e diede un altro paio di colpetti, le sembrava di star bussando sul diamante, poi si accorse di quello che stava facendo ed abbassò il capo, arrossendo in imbarazzo e vergogna.

"Perdonatemi Nobile Hirashi, è stato fuori luogo!"

"No..."

La gigante scosse la testa, rimanendo impassibile, ma non in un modo severo o irritato.

"Non serve scusarsi, Shuna...inoltre chiamami Hirashi quando siamo solo io e te, so che per voi è importante l'onorifico, ma quando siamo da sole puoi usare il mio nome, va bene?"

Shuna annuì sorridente a quelle parole. Nonostante si sentisse strana a poter chiamare una sua superiore per nome, ne fu immensamente felice, per lei significava che si stava creando un legame superiore alla semplice convivenza pacifica. Lei ed Hirashi stavano diventando amiche.

"Grazie, allora vi prego di sedervi Nobile...hem solo Hirashi! Accomodatevi pure, è quasi pronto!"

Gesticolò, non usare gli onorifici si stava rivelando più dura del previsto, andava contro le sue tradizioni e gli insegnamenti della sua tribù, ma era consapevole che la richiesta dell'altra donna puntava a parificare il terreno fra le due, per instaurare un amicizia paritaria.

"Puoi anche non usare la terza persona...sai cosa? Fai come riesci, tanto siamo solo noi due"

Rispose Hirashi, sedendosi al piccolo tavolo lì vicino.

Per fortuna che Almodea mi ha preparato una sedia adatta...

Pensò la gignate, per poi spostare lo sgardo verso Shuna ai fornelli, era estremamente abile, seconda solo a C, a suo dire. Non si erano ancora incontrate, ma era certa che sarebbero andate d'accordo.

"È pronto! Spero sia di vostro gradimento!"

La Oni le porse un piatto di riso con carne, per poi fare un leggero inchino.

"Sono sicura che lo sarà..."

Commentò Hirashi, prendendo un assaggio.

"Mangia qualcosa anche tu, mi sento strana ad essere l'unica a masticare..."

"Mh? Certamente!"

Le due iniziarono a mangiare con gusto, parlando fra loro e sentendo in sottofondo il russare di Almodea e Shion, che intanto avevano iniziato a sbavare nel sonno per via dell'odore provocatl dal cibo.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Il giorno successivo, poco prima di mezzogiorno, Druso ritornò al palazzo reale, insieme a Lulu e Kan. Ad aspettarli davanti al portone principale vi erano Tiberio e un paio di guardie, che fecero un piccolo saluto, in segno di rispetto.

"Fratello! Ben tornato!"

"Grazie, ti presento Kan Monk! È il figlio di Jengis"

"È un onore incontrarla, Mastro Tiberio!"

Il monaco si avvicinò e prose la mano destra, stringendo quella del guerriero. Normalmente Kan non badava agli omorifici, ma anche un non tradizionalista come lui non poteva che provare solo rispetto per il maggiore dei fratelli Senshi.

"Anche per me, Jengis era un grande guerriero ed è un piacere conoscerne il figlio! Comunque puoi chiamarmi semplicemente Tiberio"

"Grazie, potete anche voi gettare l'onorifico, mai stato un fan delle formalità"

"Oh oh! Capisco!"

Una volta finite le presentazioni, i quattro entrarono nella sala del trono e si avvicinarono ad un tavolo, con sopra srotolata una mappa della palude.

"Oh eccovi! Vi stavamo aspettando!"

Li accolse il principe, intendo a segnare delle cose sulla cartina.

"Scusate il ritardo altezza, vedo che ci siamo tutti..."

Rispose Druso, posando lo sguardo sui due rettili accanto al principe: uno era Shark Same, un guerriero dotato di un'armatura fatta interamente d'ossa di squalo, stessa cosa valeva per la sua ascia, l'altro invece, armato d'arco e fionda, era il miglior cacciatore della loro tribù, Sakka Senshu. Il primo era uno dei membri origiali dei 6 grandi eroi, mentre il secondo era succeduto al nonno, dopo la morte prematura del padre avvenuta per colpa di una malattia, i funerali erano stati fatti pochi anni prima, in quell'occasione aveva conosciuto Tiberio, ma non Druso, che era in viaggio.

"Bene, direi di iniziare a discutere dei dettagli tecnici..."

Iniziò Tiberio, avvicinandosi al tavolo.

"Con la tribù di Kan, abbiamo ben 17 mila soldati a disposizione, fra giovani e adulti!"

Gli Uomini Lucerola definivano giovane chi avesse almeno vent'anni, adulto chi ne avesse compiuti più di trenta e anziano chi avesse superato i sessanta.

"Io sono andato in ricognizione con alcuni dei miei uomini, i nemici hanno preparato un accampamento lungo il confine Sud, le loro forze contano circa 30 mila unità, principalmente formate da non-morti e zombi"

Aggiunse Sakka.

"30 mila non-morti? Ma sono tantissimi!"

"Ma no! Basterà che ognuno di noi ne abbatta 5 o 6, no?"

Propose stupidamente Kan, facendo capire subito di non essere il più sveglio, tuttavia nessuno osò mettere in dubbio che il suo ragionamento avesse un minimo di senso logico, per uno che vuole combattere e basta.

"No, dobbiamo preparare una strategia..."

Rispose il Druso, osservando la mappa.

"Noi abbiamo 17 mila unità, ma dobbiamo dividerle su due fronti, io farei 70-30"

Propose il vagabondo, ottenendo risposte positive.

"Come ci dividiamo? Io proporrei divisioni comandate dai membri qui presenti..."

Avanzò Tiberio.

"No, è meglio creare una squadra formata solo da eroi"

Gli rispose Druso.

"Così...crei truppa soldati scelti?"

Rispose Shark, parlando a fatica. Una delle ferite che gli era stata inferta in guerra fu alla testa, e da quel momento ebbe difficoltà a formare frasi di senso compiuto, tuttavia le sue abilità in battaglia e decisionali non erano da sottovalutare.

"Esatto, se mai dovesse apparire un generale o una forza d'attacco potenziata, sarebbe difficile eliminarla, se divisi lungo il fronte"

Tutti annuirono a quella decisione, non potendo argomentarci contro.

"Bene, perciò noi rimarremo nelle retrovie in attesa di avverarsi che i nostri soldati non possano eliminare, mi piace come idea fratello! Così risparmiamo le energie"

In quel momento, il principe si fece avanti, ottenendo l'attenzione di tutti con un poderoso colpo di tosse.

"Direi che per il Sud è tutto deciso! Lascio a voi le amministrazioni militari, io penserò alla difesa del fronte Nord! Gli Orchi sono sempre in agguato!"

Gli eroi furono d'accordo e lasciarono la stanza, facendo entrare alcuni generali dell'armata reale.

Ormai manca poco...

Druso salì sul proprio coccodrillo da viaggio e osservò il sole alto, mancavano pochi giorni alla battaglia che avrebbe potuto segnare la fine della loro specie. Aveva paura, paura di morire, paura di perdere le cose e persone a lui care.

"Qualcosa non va, fratello?"

Gli domandò Tiberio, notando lo sguardo perso del minore.

"Tutto fratello, questa guerra porterà molto caos e il principe non se ne accorge, è troppo accecato dalla corsa al trono"

"Non c'era altra scelta..."

"Credo tu abbia ragione, fratello mio...purtroppo hai sempre ragione"

Sospirò il vagabondo, venendo avvicinato da Kan.

"Dai Druso! Almeno ti sei guadagnato una donna!"

"Si può sapere di cosa parli?"

"Di cosa parli tu! Vi ho sentito ieri sera! Ci avete dato sotto pesante eh? Quanto ti invidio amico!"

Druso e Lulu arrossirono, mentre Tiberio si mise a ridere.

"Sei troppo diretto Kan! Io..."

Lo rimproverò Druso, prima di venir interrotto.

"Fratello!"

"Sì? Che c'è?"

Rispose il vagabondo, cercando di farsi passare il rossore.

"Per me Kan ha ragione, in qualche modo..."

"Davvero?"

"Davvero!?"

"Davvero?!!"

Domandarono in ordine Druso, Lulu e Kan stesso, ugualmente sorpreso dalle parole di Tiberio come gli altri due.

"Sì, ora hai qualcosa per cui combattere, io ho mia moglie e mio figlio non ancora nato, tu Lulu...almeno così non mi muori sul campo di battaglia! Voglio un nipote, capito?"

"M-Ma, Fratello! Ti ci metti anche tu!?"

Le risate affossarono le grida, portando imbarazzo e gioia durante tutto il viaggio verso il fronte.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Nel mentre che gli eroi avanzavano verso un domani incerto, nell'accampamento nemico, situato alle spalle della formidabile armata formata da 30 mila non-morti, Frederica stava apparecchiando la tavola, in preparazione alla cena.

"Ben tornato, Padron Hardshell..."

Mormorò alla vista del colosso robotico, ancora poco abituata nel assegnargli un onorifico. Le faceva strano essere la maid personale di una qualcuno che sembrava una bestia senza cervello.

"È tutto pronto per la battaglia?"

Domandò la cameriera, osservando il colosso sedersi al grosso tavolo.

"Sì! È tutto pronto! Non vedo l'ora che inizino le ostilità!"

Rispose felice lui, non sembrando per niente la testa di cazzo che Frederica aveva affrontato tempo prima.

"Siete così entusiasta di sporcarvi le mani?"

Gli domandò lei, versandogli del liquido nero nel calice.

"Nahhh! Lord Almodeus mi ha ordinato di non scendere sul campo di battaglia, ma solo di gestire le cose da qui..."

"Che peccato..."

Lo stuzzicò Frederica, tuttavia lui non sembrò cogliere la frecciatina.

"Comunque, puoi anche darmi del tu, non m'interessa l'onorifico..."

"Come desideri, smetto di usare anche la terza persona?"

Domandò lei, anche se aveva già smesso di farlo senza il suo permesso.

"Sì sì...fra quanto è pronta la cena?"

"10 minuti..."

"Benone!!!"

Annuì Hardshell, prendendo il calice con la grossa mano artigliata e iniziando a berne il contenuto.

"Sai, non capisco perché Lord Almodeus mi abbia dato truppe di così basso livello..."

"Magari non vuole vincere..."

"Balle! Lord Almodeus non può sbagliare! È l'Assoluto!"

"Scusa, non volevo offendere..."

"Niente...non hai offeso, direttamente almeno!"

Frederica ruotò gli occhi e sospirò, stare con Hardshell era davvero dura, ma ultimamente aveva iniziato a sentirsi più a suo agio con il colosso, lo reputava comunque un idiota senza cervello, ma almeno non odiava starci attorno.

"Piuttosto, vorrei farti una domanda..."

Iniziò lei, osservandolo.

"Chiedi pure!"

"Perché mi avete scelta come vostra maid personale?"

A quella domanda, Hardshell iniziò a grattarsi la testa metallica. Non sapeva come risponderle, visto che la verità dei fatti sarebbe stata imbarazzante. Quando Almodeus gli aveva chiesto cosa volesse come premio, non ci aveva pensato a fondo, perciò scelse la prima cosa, o persona in questo caso, che gli venne in mente, ossia Frederica, dato che aveva appena finito di combatterci. Avrebbe potuto dirle quello, ma era sicuro che se avesse fatto così, sarebbe stato insultato pesantemente da lei, era una domestica, ma aveva il carattere di una tigre.

Cosa fare?

"Allora? Devo ripetere la mia domanda?"

"N-No!"

Hardshell diede un colpo di tosse e si sedette più composto sulla sedia, cercando disperatamente di guadagnare preziosi secondi per farsi venire in mente una risposta.

"Io ho scelto te perché...hem...perché sei stata un ottima avverarsia! Sì! Perciò ho pensato sarebbe stato divertente averti come mia maid personale!"

"Mi hai...oggettificato?"

La domanda gli mise ancora più ansia, non sapeva cosa volesse dire <<oggettificare>, ma suonava offensivo, non voleva offenderla a caso.

"Eh? No! Che cazzo vuol dire poi?!"

"Scusa, ritiro quello che ho detto, sei troppo stupido per essere sessista..."

"Esatto!"

Frederica aprì gli occhi in sorpresa. Sul serio non si era accorto di essersi appena dato dello stupido? Dovette fare di tutto per evitare di ridergli in faccia.

"Ah comunque..."

La cameriera si mise composta e si sistemò la gonna, pronta a dare un'informazione importante.

"Poco fa è arrivato un messaggio da Lord Almodeus, dice che dovrò rimanere qui durante la battaglia e fare rapporto su tutto"

"Sarai fortunata allora! Avrai posti in prima fila per la schiacciante vittoria che darò al glorioso signore!"

"Wow, sono stata invitata ad un massacro di sangue, evviva..."

Borbottò la domestica, sospirando.

"Continuo a non capire perché ho truppe così scarse, che sia stato un errore di Sergio? Non importa! Vincerei anche da solo! Però...chissà perché mi è stato proibito di uscire allo scoperto?"

Ragionò ad alta voce il robot, non trovando risposta alle proprie domande.

"Non pensarci, è meglio! Anzi! Pensa a mangiare piuttosto! Vado a prenderti il cibo e se dici che non è buono ti tiro una cinquina!"

Sbuffò la domestica, muovendosi verso la cucina.

Davvero non ha capito il vero intento di Almodeus? È proprio un idiota! Però...non è così stronzo come pensavo, rimane un coglione, ma è simpatico avvolte!

A differenza di Hardshell, Frederica aveva capito subito che Almodeus intendeva mettere alla prova il suo sottoposto, sperando che raggiungesse alla vittoria grazie alle proprie capacità, senza darla per scontata. Tuttavia, Hardshell non sembrava aver inteso l'idea del proprio padrone.

Se continua così, perderà la guerra! Non voglio immaginare la reazione di Almodeus!

Sospirò e prese un grosso tacchino dal forno, per poi iniziare a portarlo nel salone principale. Nonostante avesse capito parte delle intenzioni del suo padrone, Frederica non aveva colto ancora il significato della propria presenza lì. A cosa serviva lei? Doveva aiutare Hardshell oppure era con lui solo per via del suo ruolo di maid personale? Non lo sapeva, Almodeus non gli aveva dato informazioni, eppure l'aveva sollevata dalla protezione di C per quell'incarico, dove voleva andare a parare? Se gli fosse stato chiesto, non avrebbe nascosto il timore di venir punita in caso di sconfitta, non ci voleva pensare, le urla del Marchese Baldur le riecheggiavano ancora nelle orecchie, soprattutto dopo aver scoperto cosa gli fosse successo, cosa quell'uomo spregevole fosse diventato dopo giorni e giorni nel laboratorio di Shockwave. Gli vennero i brividi e i peli gli si rizzarono al solo pensare di poter subire la stessa sorte del Marchese.

Almodeus...non riesco a capirti! Cosa vuoi da Hardshell? Cosa vuoi da me? Quale è il tuo reale obbiettivo qui? Solo la conquista oppure c'è altro?

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