Capitolo 21: L'arrivo dell'Assoluto signore
Dopo la grande vittoria degli Uomini Lucertola sull'armata non-morta, questi decisero di concedersi del meritato riposo, indicendo una grande festa in onore della prima battaglia dove l'intera razza era unita sotto un unico stendardo.
"È stato grandioso! Era da tanto che non mi divertivo così!"
Ruggì Kan, estasiato e anche un po' brillo, ancora intento a trangugiare una scodella di liquore.
"Battaglia...grandiosa!"
Aggiungse Shark, con la sua solita difficoltà a parlare.
"Ora che ci penso, dov'è Druso? E Lulu?"
Domandò Sakka, leccandosi le labbrara sporche d'alcool.
"A riposare, erano distrutti...soprattutto Druso, usare la Lich Bane richiede molte energie!"
Rispose Tiberio, incrociando le braccia.
"Il suo attacco principale è Mana Slash, vero? so che può essere usato solo una volta prima di essere ricaricato..."
Aggiunse Sakka, incuriosito.
"Lo ha tenuto nascosto fino alla fine...è un grande combattente! Il migliore che abbia mai incontrato! Ora so perché mio padre non ha mai vinto contro di lui!"
Commentò Kan, i suoi occhi brillavano di assoluto rispetto per il guerriero.
"Già, sono molto fiero di lui...e...hey! Dove vai Kan?"
Ruggì Tiberio, osservando il grosso guerriero alzarsi barcollante, come se fosse sul punto di cadere da un momento all'altro.
"Vado a chiamare Druso! Non m'importa se è stanco, che senso ha una festa senza il protagonista?"
Borbottò il monaco, mettendo giù la sua scodella, ormai vuota.
"Lasciali riposare e non andare a ficcare il naso!"
Le parole di Tiberio entrarono per un orecchio di Kan ed uscirono dall'altro. Io capo generale lo osservò andarsene barcollante, sospirando.
"Finirà male..."
Terminò il guerriero, scuotendo la testa e tornando con la mente al discorso che Sakka e Shark stavano facendo.
"Tiberio, secondo te cosa succederà adesso? Abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra è ancora aperta..."
Annuì alle parole del cacciatore, sarebbe stato sciocco pensare che il nemico si sarebbe fermato dopo una sola scaramuccia.
"Non lo so, magari manderanno un altro esercito, oppure il loro Assoluto signore scenderà in campo di persona, chi può dirlo?"
Sospirò, nonostante stessero festeggiando una vittoria, non poteva negare che la loro situazione era comunque molto precaria, erano morti molti soldati anche dalla loro parte ed escludeva che il nemico avrebbe attaccato nello stesso identico modo, sarebbe stato da sciocchi.
Nel buio della sua capanna, Druso riposava severamente su un piccolo letto. Lulu siedeva accanto a lui, addormentata con la testa sopra al suo petto dopo avergli prestato le dovute cure mediche.
"Mhh...che...cosa è...successo?"
Borbottò il vagabondo, svegliandosi lentamente, ancora intontito e dolorante.
"Mh?"
Mentre alzava lo sguardo, notò Lulu accanto a sè. Il suo cuore iniziò a battere all'impazzata e la coda iniziò a schioccare sul terreno senza freni, svegliando anche la druida.
"Vedo che stai meglio! Ero così in pensiero!"
Gli sorrise lei, massaggiandogli la guancia.
"G-Grazie...io, aspetta! Sei rimasta qui a prenderti cura di me?"
"Ovvio! Sai...tu mi hai aiutata in battaglia ed ecco..."
La femmina non potè fare altro che arrossire, incrociando la propria coda con quella del vagabondo.
"Tu sei stato il primo a fare tutto questo per me. Gli altri ci ridono dietro per gioco, ma i miei sentimenti per te sono sinceri, anche se nati da poco..."
Concluse lei, arrossendo ulteriormente.
"Stessa cosa, all'inizio ero rimasto colpito dalla tua rara bellezza, ma poi ho visto che c'è molto di più di quando balza all'occhio...io..."
Druso fece per avvicinarsi a Lulu, quando la porta della capanna si aprì di colpo, spaventado i due.
"Hey! Druso! Ci sei? La festa è...oh..."
Kan osservò la coppia, che nel mentre si era avvicinata per via dello spavento improvviso. Entrambi erano rossi dall'imbarazzo, come se fossero una coppia di adolescenti scoperti a letto da un genitore.
"Ci state dando dentro eh? Ahahah! Scusate! Fate pure con calma!"
Commentò il monaco, chiudendo la porta e allontanandosi come se niente fosse.
"Ma che cazzo è appena successo?"
Borbottò Druso, completamente intontito dal comportamento così indifferente e irritante del monaco. Eppure lo conosceva, sapeva che Kan aveva zero tatto per le cose intime, era il tipo che quando stava al bagno e qualcuno bussava, chiedendo se fosse occupato, non rispondeva con <<occupato>> oppure <<ho quasi finito>>, ma invece avrebbe gridato, in modo che tutti sentissero, <<un attimo! È quasi uscito!>>. Purtroppo aveva scoperto questo tratto della sua personalità con le cattive poco prima della guerra
"Non lo so..."
Concluse Lulu, estremamente imbarazzata, ma ancora abbracciata a Druso, senza la minima intenzione di lasciarlo andare.
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I passi di Hardshell erano pesanti mentre si dirigeva verso l'ufficio del suo padrone, seguito a ruota da Frederica. In circostanze normali sarebbe stato felice di essere al cospetto dell'essere che più ammirava, ma ora invece stava tremando internamente e per una giusta causa. Non solo aveva fallito nel conquistare gli Uomini Lucertola, ma aveva anche perso un dono fattogli dal Lord Almodeus in persona. Personalmente, essendo un guerriero, Hardshell aveva iniziato a rispettare gli Uomini Lucertola e avrebbe accettato una sconfitta da parte loro, ma in questo caso era diverso, il suo signore non conosceva disfatta e lui aveva macchiato questo dato di fatto con la sua pessima performance. Era la prima campagna militare della Fear Tower nel nuovo mondo ed era finita in disfatta per colpa sua, come poteva rimediare? Dopotutto lui non era altro che una bestia al servizio del suo Assoluto monarca, una mazza che uccide quando veniva usata. Si era già preparato alla punizione, ma non riusciva a sopportare di aver deluso il proprio padrone, inoltre, il disgusto dei suoi fratelli per il suo fallimento sarebbe stato una ulteriore fonte d'autocommiserazione per lui. Hardshell aveva decine e decine di cicatrici sul proprio endoscheletro metallico, segno delle passate battaglie, ne aveva combattute più di quando il suo piccolo cervello potesse ricordare, ma questa sarebbe rimasta impressa nella sua memoria come la peggiore di tutte, anche se non era sceso in campo.
Giunse al portone dell'ufficio e lo aprì, facendo passare Frederica con un gesto cavalleresco. Per quanto fosse un suo superiore, in quel momento Hardshell si sentiva indegno di farsi servire dalla sua cameriera, senza contare che aveva perso una scommessa con lei.
Normalmente non ci sarebbe stato nessuno nell'ufficio, se non Almodeus e sua moglie C, tuttavia, in quel momento erano presenti anche Morello, Sergio, Smaug e alcune delle cameriere al loro servizio. Da quando le Homunculus maid erano state introdotte, venivano richieste come assistenti da alcuni membri di alto rango.
I passi di Hardshell si fecero ancora più pesanti, come se fosse sotto l'influenza di un incantesimo di sfinimento. Percepì lo sguardo dei suoi fratelli, era evidente che fossero delusi o affranti, ma alcuni cercavano di nasconderlo, come per evitare di far pesare ulteriormente al colosso la sua sconfitta, quell'onore toccava solo al loro Assoluto signore, seduto alla sua poltrona come sempre, con C al suo fianco, l'unica che sembrava veramente calma in tutto ciò.
"Ben arrivati, vi stavo attendendo!"
Iniziò Almodeus, ottenendo l'attenzione di tutti.
"Direi di cominciare dalle novità! La conquista della Giada Oscura ha portato alla fondazione della città di Almy, dove adesso mia figlia ne è in carica. Vi chiedo di darle tutto il supporto possibile quando richiesto, senza trattenervi!"
Tutti annuirono a quelle parole, nonostante fosse una richiesta di un padre premuroso, per loro era un ordine dell'Assoluto signore.
"Sempre parlando della Giada Oscura, nonostante più di una settimana di ricerche, Shaco non è riuscito a trovare nulla, perciò direi di mettere per un momento in pausa la questione degli Orchi, passando a quella degli Uomini Lucertola..."
Alla nomina delle lucertole, tutti gli sgaurdi si posarono su Hardshell, in ginocchio in mezzo alla stanza, con Frederica in piedi alle sue spalle.
"Hardshell, ho saputo che il tuo attacco è finito in una clamorosa sconfitta!"
Il tono freddo e deluso del demone fece gelare il sangue artificiale del colosso, che abbassò il capo in imbarazzo.
"Sì...ho fallito miseramente! Non era mia intenzione, io..."
"Alza il capo, voglio vederti in faccia!"
"Subito!"
A quel duro ordine, Hardshell alzò la testa ed incrociò lo sguardo con il proprio signore, i suoi occhi bicolore erano iniettati di sangue come al solito, facendo pensare che avesse un istinto omicida perenne, fungevano quasi da maschera per le sue vere intenzioni.
"Vorrei sapere cosa hai da dirmi, togli le scuse dal discorso e vai al sodo..."
Hardshell annuì alla richiesta. Non era da lui scusarsi, ma in quel momento avrebbe tanto voluto poterlo fare. Non era bravo con le parole, perciò non sarebbe riuscito a soddisfare il proprio padrone con delle lusinghe o con chissà qualche spiegazione dettagliata.
"Non mi perdono di avervi deluso e di aver sprecato un vostro dono, io..."
"Non hai capito...a me non interessa quella roba!"
Hardshell aprì gli occhi in confusione. Se il suo padrone non voleva punirlo o sentirlo ammettere i propri fallimenti, cosa voleva da lui? Iniziò a fargli male la testa, pensare non era una cosa in cui eccelleva.
"I-io...non capisco..."
"Non voglio rimproverarti per la tua colossale sconfitta..."
A quell'affermazione, il cervello di Hardshell smise del tutto di funzionare, non aveva idea di cosa stesse succedendo. Anche i suoi fratelli presenti risultarono sorpresi, tranne Sergio, il quale rimase calmo e attento al discorso.
"M-Ma...perché?"
"Perché tutti sbagliano, è naturale! Quello che voglio capire non è come hai fallito, perché lo so già, ma come avresti potuto evitare Il fallimento! In sostanza: dove hai sbagliato? Capisci quello che intendo? Oppure devo dirlo in maniera più semplice? So che questi discorsi sono difficili per te, perciò prenditi tutto il tempo che ti serve per ragionare..."
Hardshell si era perso del tutto, come poteva rispondere a quella domanda, quando non l'aveva neanche capita?
"Io...ecco...hem..."
Notando le difficoltà del suo sottoposto, Almodeus sospirò.
Come sospettavo, è troppo difficile per lui, ma voglio provarci comunque!
"Frederica, puoi dargli una mano?"
"D-Dite a me, signore?"
Balbettò stupidamente la domestica, sorpresa di essere stata chiamata in causa così all'improvviso.
"Sì, esattamente! Eri con lui ed hai assistito alla lotta...di la tua opinione, per favore"
Rispose Almodeus, facendo cenno a Frederica di continuare.
"C-Credo che Hardshell, anzi, Padron Hardshell! Perdonatemi!"
Frederica fece un colpo di tosse, per cercare di calmarsi. Non era pronta a questo. Non voleva essere lì.
"Credo che Padron Hardshell avrebbe dovuto schierare meglio le proprie truppe e raccogliere più informazioni, come sulla catapulta o sulle trappole preparate dagli Uomini Lucertola"
Almodeus annuì a quella risposta, un piccolo sorriso si iniziò a formare sul suo volto.
"Molto bene! È questa la risposta che volevo! Hardshell...hai capito cosa ti ho chiesto adesso?"
Il colosso annuì e cercò di formulare uan risposta simile a quella data da Frederica.
"E-Ecco, io credo di aver sottovalutato il nemico..."
Riuscì a balbettare, sperando di aver fatto bene.
"Esatto, dobbiamo stare attenti! Come dico sempre, non bisogna mai fidarsi dell'universo, ha il brutto vizio di cambiare le carte in tavola a partita già iniziata!"
Commentò Almodeus, ribadendo il suo odio per il fato.
"I-Inoltre avrei dovuto schierare subito uno dei generali da voi assegnatomi! Non reputandoli necessari non volevo sprecare i vostri doni, tuttavia sono esperimenti e devono essere testati! La mancanza di un generale ha aggravato molto le condizioni dell'esercito, essendo non-morti di basso livello"
Il ragionamento di Hardshell sorprese e non poco i presenti. Finalmente stava usando il cervello, anche se era evidente che fosse in grande difficoltà, dopotutto erano serviti ripetuti esempi e piccole spintarelle per fargli dire una frase lunga più di 10 parole.
"Bene, ma oltre a questo? Altro?"
"N-no! Non mi viene in mente nulla e ad essere onesto, mi sta facendo male la testa..."
Almodeus rise a quella risposta e battè Il proprio pugno sul tavolo, non in segno di rabbia, ma bensì di soddisfazione.
"Eccellente! Eccellente! Tolto Scratcher, tutti i non-morti sono facilmente evocabili in massa! L'averli persi non è un danno di per sè! A dire il vero è stato molto proficuo!"
L'esperimento usando il corpo e l'anima del Marchese Baldur ha portato alla creazione di uno Scratcher di livello 34, chissà cosa creerà Shockwave quando avrà finito con lei...
"Perciò...non siete arrabbiato, Lord Almodeus?"
Domandò Hardshell, confuso.
"Arrabbiato? Per niente! Se questo ti ha fatto migliorare, allora è stato un vero affare! Perderei 1000 volte se servisse a far imparare qualcosa ad uno di voi!"
Rispose Almodeus, ridendo di gusto.
"I-Io...sono onorato, padrone!"
"Tuttavia, una sconfitta rimane una macchia sul curriculum, perciò..."
Almodeus smise di ridere ed alzò la mano destra verso Hardshell, portandolo con il dito indice.
"Dovrai essere punito!"
Hardshell annuì e abbassò il capo, comprendendo di dover fare qualcosa per espiare al proprio peccato.
"Sono pronto ad offrire la mia vita, se serve a..."
Iniziò il colosso, ma venne interrotto subito da un boato.
"Sei solo un idiota! Così dimostri di non aver capito niente!"
Sbuffò Almodeus, cercando di calmarsi.
"Cerca di ragionare per favore, so che è difficile per te, ma fallo! Se ti uccido cosa ci guadagno?"
Hardshell si grattò il capo, spaventato e confuso dal cambio d'umore del proprio sovrano.
"Niente?"
"Esatto! Vedi che ci arrivi quando vuoi? Perciò che senso avrebbe punirti se non ci guadagno niente nel mentre?"
Per Hardshell aveva poco senso il ragionamento, una punizione serviva per non far più sbagliare qualcuno, perciò la morte aveva senso, non aveva senso per lui la questione del guadagno, ma se il suo signore voleva così, allora sarebbe stato così, non era in discussione.
"Lava il tuo peccato con il sangue degli Uomini Lucertola! Sterminarli tutti, da solo!"
Quella dichiarazione sorprese il colosso, che aveva iniziato lentamente a comprendere dove volesse arrivare il suo signore.
"Mi pare un ottima trovata amore, Hardshell potrà pulire l'onta subita in questo modo! Tutti hanno bisogno di una seconda possibilità!"
Commentò C, sorridendo e avvicinandosi al marito.
"La regina è così misericordiosa..."
Commentò a bassa voce una delle Homunculus maid nella stanza, prendendo un fazzoletto e iniziando a pulirsi le lacrime.
"Già, non per niente è la compagna dell'Assoluto e madre della sua gloriosa progenie..."
Aggiunse una sua collega, soffiandosi il naso. Frederica si limitò ad osservarle, imbarazzata. Sembravano una coppia di ragazze che aveva appena visto la scena madre di un dramma.
E poi si chiedono come ho fatto a capire subito che non sono umane...
"L-Lord Almodeus, avrei una richiesta da sottoporvi e..."
Iniziò Hardshell, con tono titubante, ma venne immediatamente interrotto da Morello.
"Hai sentito gli ordini, o no?! Osi avanzare richieste al padrone dopo averlo deluso? Ma ti senti?!"
"Silenzio Morello, qui ci penso io..."
All'ordine di Almodeus, il robot con il capello bianco tacque immediatamente e abbassò il capo, dando la parola al suo signore.
"Sottoponimi questa questione Hardshell, senza timore..."
Il colosso prese un respiro profondo ed alzò la testa, mettendosi poi dritto con il busto, rimanendo però in ginocchio.
"La verità è che sono contrario allo sterminio totale degli Uomini Lucertola! Vi prego di mostrare pietà!"
Prima che Almodeus potesse rispondere, Morello si girò verso il fratello, guardandolo come se avesse appena detto una bestemmia in chiesa.
"Scherzi? Non capisci la posizione in cui sei?! Questa richiesta è assurda! Io..."
Un ulteriore pugno sulla scrivania zittì il robot in bianco, facendogli spostare lo sguardo verso il suo padrone.
"Morello, fa silenzio! Non lo dirò un'altra volta!"
"Vi chiedo perdono, Assoluto..."
Il drone si fece indietro, lasciando nuovamente la parola ad Almodeus, che spostò la sua attenzione su Hardshell.
"Hardshell, perché dovrei risparmiarli? Cosa ci guadagniamo noi?"
"Credo che sia possibile infondere in loro la lealtà verso di voi! Sono grandi guerrieri! Potrebbero tornarci utili! Sarebbe uno spreco usarli per fare non-morti o darli in pasto a Shockwave..."
Propose Hardshell, sorprendendo tutti ancora una volta per la complessità del discorso che aveva fatto, nonostante fosse chiaro che stesse facendo molta fatica ad usare così tanto il cervello.
"Allettante, dopotutto abbiamo già visto cosa succede con Oni e Goblin, tuttavia...rimane più conveniente lo sterminio, anche con le reliquie dei 6 grandi eroi, quei semi-umani valgono comunque poco per noi, ma se hai altri punti a favore della tua richiesta, fammelo notare..."
Rispose Almodeus, incitando Hardshell ad andare avanti.
"Io...non..."
"Se non mi dai alti motivi, procederemo con il mio piano..."
Continuò il demone, facendo scacco matto ad un Hardshell arrivato ormai al limite delle sue possibilità argomentative.
"Lord Almodeus, posso?"
Domandò Smaug, alzando una delle 4 braccia e prendendo il palcoscenico.
"Ovviamente, parla pure..."
Annuì il monarca, dandogli la parola.
"Sono d'accordo con mio fratello Hardshell, potremmo potenziare gli Uomini Lucertola come sta facendo Lady Almodea con gli Oni e i Goblin, tramite l'evoluzione..."
Propose il guerriero.
"Idea affascinante, ma richiederebbe troppo tempo...inoltre non è detto che gli Uomini Lucertola si evolvano velocemente quanto gli altri, hai altro da portare alla mia attenzione, Smaug?"
Il robot con 4 braccia scosse la testa e abbassò il capo, anche lui vittima di un pesante scacco matto. Fu un quel momento che un altro braccio si alzò, questa volta dalla parte opposta della sala.
"Lord Almodeus, avrei una proposta!"
Dichiarò Sergio, alzandosi in piedi.
"Dimmi pure..."
"Vede, in futuro è probabile che dovremmo conquistare dei vasti territori popolati e non sempre ci ritroveremo ad usare il modulo usato questa volta, ossia sottomissione o morte. Perché non usamo gli Uomini Lucertola come un esperimento di governo?"
La proposta del robot in giacca marrone intrigò Almodeus, che portò una mano al mento e iniziò a ragionarci sorpa.
"L'idea mi piace, però...cosa rende gli Uomini Lucertola diversi dai Goblin e Oni, già da noi conquistati?"
A quella domanda, Sergio sorrise preparato, a differenza dei suoi fratelli, sarebbe stato difficile fare scacco matto a lui.
"È semplice padrone! Loro saranno conquistati con la forza, invece gli altri sono stati conquistati con la diplomazia! Potremmo osservare le risposte ed ottenere importanti informazioni!"
A quella risposta, Almodeus sorrise molto felicemente, come se stesse aspettando una proposta di quel genere.
"Mi piace! Idea approvata Sergio! Non deludi mai!"
"Siete troppo buono, mio Assoluto padrone"
Lo sguardo di Almodeus tornò su Hardshell, ancora confuso dai continui scambi avvenuti, era troppo per il suo cervello.
"Hardshell! La tua proposta è stata accetta! Lo sterminio è annullato, perciò modificherò la tua missione! Invadi i loro villaggi! E portali tutti sotto al nostro dominio! Hai capito?"
Il drone sorrise a quella dichiarazione a abbassò il capo, annuendo felicemente.
"Sì! Non vi deluderò, Assoluto signore! Il mio operato ripagherà la visita benevolenza! La vostra magnanimità non andrà sprecata!"
"Voglio dirvi un'ultima cosa, ed è rivolta a tutti! Quello che avete visto, non deve essere considerato un avvenimento strano! Voglio che tutti voi siate in grado di dirmi la vostra opinione senza paura...faccio i miei complimenti a ognuno! Ricordate di mettere sempre la nostra famiglia al primo posto!"
Detto ciò, il demonio si alzò dal proprio trono, nel mentre, le Homunculus maid presenti ritornarono a piangere per via delle parole proferire da Almodeus, viste da loro come una sorta di vangelo. Notandole, Frederica si sentì nuovamente imbarazzata, essendo la rappresentante e responsabile di tutte le cameriere della torre, si sentiva in colpa per il loro comportamento, tuttavia, nessuno dei presenti sembrò farci caso, anzi, molti di loro, come Smaug e Morello, sembravano rispettare e vedere di buon grado quella esagerata lealtà nei confronti dei regnanti.
"Mia amata, riferisci per favore a Shockwave di prepararmi due armate di non-morti secondo le istruzioni che gli darò a breve e di inviarle al fronte, al villaggio di Combust. È ora che gli Uomini Lucertola capiscano con chi è che hanno a che fare!"
Disse il demone, girandosi verso C.
"Certamente! Riferirò subito! Tu cosa farai nel mentre?"
Domandò lei, sorridendo.
"Ho una faccenda da sbrigare..."
Risposto ciò, il demone sparì nel nulla.
"Grazie fratelli, questa è stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto, mi fa male la testa!"
Borbottò Hardshell, girandosi verso Sergio e Smaug, che lo avevano supportato durante la discussione con Almodeus.
"Non serve, ho assistito alla lotta contro gli Uomini Lucerola, sono meritevoli..."
Rispose Smaug, producendo del vapore caldo dai piccoli pori sul proprio corpo.
"Esatto, inoltre credo che fosse proprio questo il piano originale di Lord Almodeus!"
Aggiunse Sergio, estasiato.
"Aspetta...vuoi dire che lui stava pianificando tutto questo fin dall'inizio?"
Domandò Hardshell, allibito.
"Ovvio! Non per nulla è lui il nostro sovrano! Lord Almodeus è sempre 1000 passi avanti!"
Terminò Sergio, entusiasto.
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Almodeus riapparve davanti alla sua camera da letto, dove una delle Homunculus maid lo stava attendendo.
"Buon giorno padrone!"
Lo salutò lei, facendo un breve inchino e aprendogli la porta della stanza.
"Grazie Decret..."
Rispose il demone entrando nella stanza, seguito dalla cameriera. Tempo prima, alle Homunculus maid fu offerto un premio per il loro duro lavoro e tutte chiesero di diventare le maid personali di Almodeus o di un'altro ai vertici. Di conseguenza, venne deciso che le cameriere avrebbero fatto a rotazione per assistere Almodeus come maid di compagnia, 24 ore a testa. Dire che quello turbava non poco il demone sarebbe stata un'esagerazione, inizialmente non ci vedeva problemi, ma poi si accorse di come tutte le cameriere fossero stacanoviste: lavoravano senza risparmiarsi e avrebbero rischiato la fame pur di fare il loro dovere. Era così imbarazzante per lui, si sentiva uno sfruttatore senza neanche aver fatto attivamente qualcosa per diventarlo.
"Ti sei presa un giorno di pausa? Come d'accordi?"
Domandò Almodeus, avvicinandosi alla finestra della propria stanza. Dall'esterno, era impossibile far vedere che la torre avesse effettivamente delle finestre, poiché erano mimetizzate, questo era un grande vantaggio.
"No, Lord Almodeus...lo prenderò domani, è un problema?"
Rispose lei, rimanendo sulla soia della porta e non osano fare neanche un solo passo avanti, come se il terreno della stanza fosse lava bollente.
"No, non lo è...basta che tu ti riposi adeguatamente"
Concluse il demone, avvicinandosi allo specchio della stanza, posizionato davanti al letto matrimoniale. Dovette abbassarsi per potersi specchiare, poiché il mobile su cui era montato era stato adattato all'altezza più minuta della sua consorte.
"Riflesso, ci sei?"
Domandò il demone, osservando il proprio riflesso prendere vita ed annuire.
"Certo! In cosa posso esservi d'aiuto, padrone?"
"Come sta andando Almodea? Ed Hirashi? Va tutto bene ad Almy?"
Domandò il demone, con un tono da padre preoccupato.
"Va tutto ok! Hirashi sta dando una mano con la costruzione del suo Dojo, mentre Almodea è nel suo ufficio a coccolarsi con Shion..."
Almodeus alzò un sopracciglio a quella risposta.
"Coccolarsi? Ho sentito bene?"
"Oh certo! Hanno finito di lavorare e stanno vedendo leggendo insieme! Almodea si sta facendo rifare la coda da Shion..."
"Ah...Shion era una delle due donne Oni, vero?"
Domandò Almodeus, non aveva mai incontrato di persona gli Oni, perciò non poteva avere ben presente chi fosse Shion, tuttavia sapeva che era diventata la migliore amica di Almodea e che le due erano molto intime.
"Quella con il petto paragonabile ad quello di Niksa? Sì..."
A quella risposta, il demone si tirò uno schiaffo in faccia. Il suo riflesso era fin troppo diretto alcune volte, ma non poteva lamentarsi troppo, esso veniva generato dalla sua superbia dopotutto.
"Non chiamarla più così, mi imbarazza ed è irrispettoso nei confonti della nostra ospite e delle altre donne presenti!"
Detto ciò, Almodeus si allontanò dallo specchio e si sedette sulla poltrona a lato della stanza, gratandosi gli occhi con le dita della mano.
Non mi aspettavo così tanto da Hardshell, neanche da Smaug a dire il vero! L'idea di Sergio poi, perfetta! Non ho avuto molto tempo ultimamente, per via della Gilda...
Mentre ragionava, si udì un pesante bussare alla porta. La cameriera controllò prontamente chi fosse, per poi girarsi verso Almodeus.
"Lord Almodeus, è arrivata la padrona Nikusa, insieme ad alcune delle sue Estorica, la faccio entrare?"
E adesso cosa vuole questa?
Almodeus si limitò a sospirare e annuì, osservando Nikusa entrara nella stanza, seguita da tre donne alate, equipaggiate con un'armatura pesante bianca. Riconobbè quella al centro, si chiamava Albedo ed era il capo delle 26 Esoterica originali che servivano Nikusa come se fosse una Dea, la loro lealtà a lei era indiscutibile tanto quanto quella degli A.L Bot a lui.
"A cosa devo questa visita?"
Borbottò il demone, sapendo che non era una buon segno.
"Oh nulla di che! Volevo solo parlarti un secondo...sono annoiata!"
Rispose la donna pallida, sedendosi sopra al letto matrimoniale.
"E perché lo dici a me?"
"Perché tu sei il capo qui! Shockwave è sempre impegnato a fare esperimenti e la mia piccola Hirashi è impegnata in quella cittadina a fare chissà cosa! Mi sento sola!"
Aspetta...Hirashi non le ha detto cosa sta facendo alla citta di Almy? Curioso...vabbè affari suoi.
"Mi fa strano sentirti chiamare Hirashi <<la tua piccola>> visto che è alta come te"
Ridacchiò il demone, punzecchiando il lato materno della donna pallida.
"Sia com'è! Crescono così in fretta! Ha 25 anni, ma per me rimane la mia piccolina! Mi sono persa la sua infanzia purtroppo..."
Sospirò Nikusa, affranta.
"La regina è una madre così premurosa..."
Commentò Albedo, lacrimando insieme alle altre due donne alate.
"Avete ragione, Nobile Esoterica"
Aggiunse Decret, pulendosi le lacrime con un fazzoletto e porgendone altri alle Esoterica.
Che è oggi? Piangono tutti! Mi piangono le cameriere a caso!
"Ho capito..."
Borbottò Almodeus, cercando di rimanere serio e di non perdersi nella valle di lacrime davanti a lui.
"Bene! Perché voglio chiederti di farmi scendere in campo!"
Ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh?
Ad Almodeus quasi non salutarono fuori gli occhi dalle orbite a quell'affermazione. Era pura pazia.
"No! No e ancora no! Lavatelo dalla testa!"
"Cosa? Ma perché?!"
"Perché non sono pazzo! Io non ti lascio girare libera per questo mondo! Vorrei evitare di ritrovarmi una landa desolata!"
Nikusa parve irritata dal fatto che lui non credesse che lei potesse controllarsi, tuttavia era la verità.
"Ma dai! Posso controllarmi!"
Borbottò la donna, gonfiando le guance.
"Nikusa! Io e te siamo gli esseri più forti di questo mondo probabilmente! Hai idea di cosa succede se ci lasciamo andare?"
"No, cosa?"
"Che poco prima il mondo c'è, ma dopo che tu ti incazzi il mondo non c'è più! Coincidenze? Io credo di no!"
Rispose Almodeus, cercando di far capire a Nikusa la gravità della situazione.
"Almodeus..."
"Ma che Almodeus ed Almodeus! Io non metterò in pericolo la felicità di mia figlia solo per farti piacere, pensa se ammazzassi per sbaglio un amico di Almodea o di Hirashi? Hai idea di quanto gli faresti male? Tu forse non c'eri, ma è stato poco tempo da quando Almodea ha avuto la sua ultima crisi e non la voglio più vedere chiusa in camera a piangere!"
Ribattè il demone, serio come non mai.
"Se tua figlia è una bimba viziata troppo emotiva che si farebbe un Harem di sole donne la colpa non è certo mia!"
Ruggì Nikusa, irritata.
"Ah si? Almeno mia figlia sa sorridere e non si allena tutto il giorno invece di passare del tempo con me"
Quelle parole fecero diventare gli occhi di Nikusa rossi dalla rabbia. La sua mano destra si cosparse di energia oscura e si serrò in un pugno.
"PARLA ANCORA UNA VOLTA DELLA MIA HIRASHI ED IO TI..."
In quel momento venne interrotto da Albedo, che si mise in mezzo insieme a Decret.
"Mia regina! Calmatevi! Ve ne supplico! Sappiamo tutti che uno scontro fra voi due porterebbe alla distruzione di questo mondo e forse di altre realtà, perciò prendiamo un respiro e ragioniamo! Per il bene della Nobile Signorina Hirashi!"
Udito il nome della figlia, Nikusa si calmò di colpo e si sedette sul matrimoniale, annuendo.
"Sì, sono andata troppo oltre, Almodea è una bravissima ragazza e l'hai crescita con tutto l'amore possibile..."
Ammise, sospirando. Per lei Almodea era una nipote, erano più simili di quanto pensasse.
"Anch'io ho esagerato, quando parlano male di mia figlia perdo la testa, ed Hirashi è fortunata ad avere una madre che la vizzia così tanto..."
Aggiunse Almodeus, dispiaciuto.
"Già, abbiamo sbagliato entrambi! È ironico di come finiamo sempre in parità, non trovi?"
Rise Nikusa, tornando al suo solito atteggiamento spensierato.
"Vero..."
Sospirò il demone, prima di riprendere.
"Senti, io ti posso dare delle missioni, ma devi promettermi che ti tratterai, questo mondo è altamente instabile! Tu da sola potresti distruggerlo! E se mai visiti la città di Almy, per favore non uccidere nessuno..."
Nikusa annuì e scosse le spalle, accettando i termini.
"Ok, posso farlo...perciò, cosa mi dai da fare? Spero qualcosa di divertente!"
"Per ora non ho nulla, però...è probabile che in futuro attaccheremo la base dei Troll, tu sei dei nostri?"
Propose Almodeus, cercando di creare un compromesso.
"Dei Troll eh? Mi piace! Ci sarò!"
Rispose Nikusa, alzandosi in piedi.
"Visto che non hai niente da farmi fare adesso, io andrò a farmi un bagno di bellezza alle terme della torre! Devo mantenermi la Regina più bella di tutte, non solo del caos! Alla prossima vecchio mio!"
Rise, prima di uscire dalla stanza, seguita da Albedo e le altre due donne in armatura.
"È stata una...discussione accesa, Lord Almodeus"
Commentò Decret, chiudendo la porta.
"Sì, ma la colpa è mia! Sono troppo stressato, dovrei staccare un po'..."
Rispose il demone, mettendosi comodo sulla poltrona. Con tutto quello che stava capitando ultimamente, non si era riposato affatto, continuava a pensare a chi avesse attaccato Almodea.
"Se mi è concesso, potete riposarvi adesso, no?"
Propose la domestica.
"Sì, hai ragione Decret...avvisami se mia moglie o qualcuno arriva alla porta, ok?"
Richiese il demone, sospirando.
"Certamente, fate fare a me..."
Annuì la domestica.
"Senti Decret, posso farti una domanda? Voglio che rispondi in tutta onestà..."
"Certamente! Fate pure, Lord Almodeus...non posso mentirvi"
Il demone deglutì e si preparò a porre il quesito.
"Per te, sono un bravo genitore?"
Ecco, quello che voleva chiedere lo aveva chiesto. Aveva sganciato la bomba, ora doveva vedere i risultati dell'esplosione.
"Ovviamente! Siete il migliore! Nessuno ama la propria figlia quanto lo fate voi, mi viene sempre da piangere quando ne parlate con così tanto affetto, anche le altre domestiche sono della stessa opinione!"
Almodeus sorrise leggermente, quelle parole stavano aiurando un poco la sua quasi inesistente autostima da genitore.
"Grazie! Sai, te lo dirò in confidenza...ho sempre pensato di essere un pessimo padre..."
La domestica aprì gli occhi in sgomento, come se avesse appena sentito una decina di bestemmie in un solo colpo.
"M-Ma, Lord Almodeus! Non è assolutamente vero! Siete il miglior padre che esista! Ogni volta che dimostrate affetto per vostra figlia mi fate venire voglia di suicidarmi, per quanto sono indegna di osservare tale perfezione e soprattutto..."
"Basta! Basta così per carità! Ho capito e grazie del tuo punto di vista! Non serve continuare!"
La interruppe lui, stremato. Era già la quinta volta che uno voleva ammazarsi per lui oggi, quel livello di lealtà era troppo.
Shockwave mi sentirà! Non posso continuare così! Piangono per ogni parola e minacciano il suicidio ogni 5 secondi!
Il demone sospirò amaramente, era così difficile essere il sovrano assoluto, anche per la paura in persona.
"Padrone, avete sospirato...qualcosa non va?"
Domandò la cameriera, preoccupata.
"No, nulla..."
Rispose il demone, scuotendo la testa.
"Sono proprio un incapace! Una maid che non sa intrattenere il proprio padrone non merita di stare al mondo!"
Disse la maid, sul punto di scoppiare in lacrime.
"Eh?"
Shockwave!!!!!!!
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"Hey Shion! Sta iniziando! Ci sei?"
Domandò Almodea, sedendosi sul divano del suo salotto.
"Eccomi, Nobile Almodea!"
Le risorse la Oni, sedendosi accanto a lei. Almodea le si attaccò subito addosso come un Koala e iniziò a coccolarsela come al solito.
"Sei pronta? Mamma ha detto che fra poco papà andrà dagli Uomini Lucertola! Non voglio perdermi niente!"
Disse la demone, attivando un incantesimo di visione a lunga gittata, come aveva fatto l'altra volta.
"Sono così eccitata, Nobile Almodea! È la prima volta che vedo vostro padre! Noi Oni non abbiamo avuto l'onore di conoscerlo! Mi ha detto Rigurd che è molto potente, è vero?"
Domandò la donna, facendo sedere Almodea sopra le proprie coscie e iniziando a sistemarle e capelli.
"Oh sì! Un giorno di questi ti porto alla torre e ti faccio vedere la nostra stanza dei cimeli! È piena di armi di esseri che credevano di poterlo battere...idioti!"
Rise la demone, facendosi coccolare.
"Posso una domanda, Nobile Almodea?"
"Mh? Ovvio! Cosa c'è?"
"Riguarda la Nobile Hirashi, perché è sempre così...fredda?"
"Storia lunga! Detto in poche parole, ha avuto una brutta infanzia! Diciamo che è stata creata per uccidere...ma fidati, adesso è molto più emotiva di quando l'ho conosciuta! Sorride pure avvolte!"
"Tutto grazie alla vostra presenza, vero?"
"Anche...diciamo che la aiuto, in cambio mi insegna ad essere una figacciona come lei!"
Rispose Almodea, gonfiando il petto, felice dei propri miglioramenti. Non si sarebbe mai sognata di gestire una città e fare effettivamente un buon lavoro, anche se passava la maggior parte del sul tempo a girare con Shion o con le sue succubi.
"Per me siete già una figacciona, Nobile Almodea!"
Le risorse Shion, stringendo le sue braccia attorno al suo ventre.
"Nahhh, sono bella, ma non ho il corpo da figacciona, per adesso! Comunque...sta iniziando!"
Le due iniziarono ad osservare la scena sulle schermo magico, ma iniziarono subito delle interferenze inaspettate, che rendevano impossibile vedere chiaramente la scena.
"Ah giusto...papà ha delle abilità difensive, eh niente..."
Sbuffò la demone, per poi farsi venire un idea.
"Ci vediamo un film?"
"Cosa è un film?"
"Ho molto da insegnarti, mia bellissima segretaria..."
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Dopo neanche due giorni dalla battaglia contro l'esercito non-morto, delle nubi nere coprirono nuovamente il villaggio fortificato di Combust. Lo si sarebbe potuto attribuire ad una pazzia meteorologica, come quando piove con fuori il sole, tuttavia, non era quello il caso. Come dal nulla, apparvero centinaia e centinaia di non-morti, la dimensione della nuova armata superava nettamente quella della precedente e non era l'unica differenza: le prime 5 linee della fanteria non-morta erano formate da scheletri equipaggiati con un armatura completa di colore nero inchiostro, con l'elmo che lasciava scoperto solo parte del loro volto ossuto. Le successive linee erano formate da morti viventi in armatura rossa, ma tutti i soldati avevano una cosa in comune: un'enorme A rossa inscritta un cerchio del medesimo colore sul petto, lo stesso simbolo visto da Druso dopo la morte di Scratcher.
"Sono già tornati? Ma è troppo presto!"
Commentò il vagabondo, esterrefatto. Come poteva il nemico disporre di così tanto forze e, se le aveva, perché non le aveva usate fin da subito?
"Hey Druso, lo hai notato anche tu?"
Domandò Kan, riferendosi alle armi degli scheletri, erano tutti equipaggiati con scudi e spade magiche.
"Armamenti incantati..."
Rispose il vagabondo, prima di girare la sguardo verso Lulu, questa sembrava terrorizzata e ne aveva tutto il diritto, quale sovrano poteva permettersi tutti quegli equipaggiamenti incantati? Anche per i nani, i migliori fabbri conosciuti, sarebbe stato difficile armare così tanti soldati, senza contare che i nemici erano non-morti, non proprio semplici da evocare in così elevato numero, indipendentemente dal livello.
"Che hai Lulu? Qualcosa non va?"
Domandò Kan.
C'è anche da chiederlo? Un'armata di non-morti davanti a noi, ecco cosa non va!
Drusò si avvicinò all'amata e le mise una mano sulla spalla, mostrandole supporto e conforto.
"Hey...andrà tutto bene, ok?"
La druida sembrò uscire fuori dalla propria trance e cercò di ricomporsi, scuotendo la testa. Aveva fatto lo stesso ragionamento di Druso, solo che lei si era fatta prendere dal terrore e paralizzare dall'ansia.
"Scusatemi, è che un esercito del genere, accompagnato da questo tempo e vento gelido, mi ricorda i racconti sul Dio della morte..."
Ammise lei, quasi dispiaciuta.
"Il Dio della morte?"
Domandò Kan, scettico. Non credeva in divinità o cose del genere.
"Sì, Arcadeus! Il Dio della morte e della discordia della Teocrazia. Nelle leggende si narrava che avesse un esercito fatto di morti viventi e che l'oscurità lo seguisse ovunque andasse, portando un vento freddo come l'abbraccio della morte"
Rispose la druida, osservando l'armata all'orizzonte.
"Questa magia potrebbe essere la stessa che ha usato quella Hirashi di cui mi hai parlato tu, Druso"
Commentò Kan, osservando le nubi.
"Che sia opera del loro Assoluto signore?"
Propose Sakka, avvicinandosi al gruppo.
"Se avesse davvero un potere tale, sarebbe al pari di un Dio..."
Aggiunse Lulu, iniziando a tremare per il freddo. Le tornò alla mente l'ipotesi che il sovrano nemico, ossia il presunto demone di nome Almodeus, fosse nient'altri che Arcadeus, il Dio della morte reincarnato. All'inizio era scettica, ma messa davanti a tutto quel potere oscuro, iniziò velocemente a ricredersi.
"Oppure una delle divinità maligne affrontate dagli dei della Teocrazia più di 500 anni fa...che sia un sopravvissuto? Ma perché mostrarsi adesso?!"
Druso scosse la testa e smise di parlare, per poi abbracciare Lulu e fornigli calore, cercando di rassicurarla nel mentre. Era improbabile che una delle divinità oscure che avevano combattuto nella grande guerra 500 anni prima fosse ancora viva, perché rimanere nascosto fino a quel momento? Perché puntare la Giada Oscura e non la Teocrazia?
"Non abbiate paura!"
Gridò Tiberio, raggiungendo gli altri sulle mura. Le sue parole erano più dirette ai soldati alle sue spalle che a suo fratello e agli altri eroi, anche se tutti stavano provando incertezza e terrore in quel momento, e come biasimarli?
"Non dobbiamo deludere gli spiriti degli antenati che hanno vegliato su di noi! Qualunque cosa accada, combatteremo a testa alta!"
Terminò il capo, per poi girarsi verso il fratello.
"Come procede?"
"Per ora sono fermi e..."
Le parole di Druso gli si fermarono in gola, quando vide la formazione nemica iniziare a muoversi, tuttavia non sembravano intenzionati ad avanzare.
Le prime linee si aprirono e rivelarono un essere enorme vestito di nero, con il busto avvolto da un mantello, il volto invece era visibile, insieme al cappello a cilindro che indossava. Sul petto era possibile intravedere, dall'apertura del mantello, la solita lettera rossa inscritta nel cerchio, tuttavia la sua A non era statica come quella sulle armature dei soldati, ma bensì pulsava come un cuore che batteva forte e sano. I soldati lucertola parvero sorpresi dalla vista di una creatura del genere, non la sapevano riconoscere, ma erano sicuri che fosse forte, vista l'enorme aura di potere che sprigionava. Dall'occhio destro della figura uscì fuori una piccola fiamma, ad indicare che stava osservando tutti coloro che erano sulle mura o nascosti dietro di esse, nessuno gli sarebbe sfuggito.
"È lui? Il loro Assoluto signore?"
È addirittura piu grande della messaggera! Sarebbe lui...quello per cui nessuna crudeltà è troppo grande?
Osservò Druso, prima di notare che la figura in lontananza aveva alzato la mano destra. Nonostante la distanza, era ben visibile, data la sua colorazione rossa e l'incredibile energia che quell'arto da solo sembrava sprigionare.
Snap!
In tutta la zona si udì un rumore simile ad uno schiocco di dita, in quel momento, un'enorme A rossa apparve nel cielo, proprio al di sopra della figura nascosta dal mantello.
"E quella cosa diavolo è?!"
Chiese Druso, cercando di capire se qualcuno sapesse il significato di quello strano simbolo con cui il loro nemico era così fissato. Non lo aveva mai visto, in nessuno dei suoi tanti vagabondaggi.
"Non ne ho idea, ma il potere che sprigiona è superiore a qualunque altro..."
Rispose Lulu, terrorizzata. Essendo una druida, lei era una dei pochi che avesse davvero capito quanto quell'essere vestito di nero fosse potente.
Ad un certo punto, dal centro della A in cielo, si originò un potente raggio che trasformò tutta l'acqua sporca della palude in un liquido nero ed appiccicoso, simile ad inchiostro.
"Uscite dall'acqua! Presto!"
Le grida di Tiberio fecero rientrare i soldati schierati al di fuori delle mura. Non avevano idea se quello strano liquido nero fosse velenoso o meno e non erano nella posizione di rischiare per scoprirlo.
"Non ho più dubbi, sono certo che si tratti del loro Assoluto signore...Almodeus!"
Commentò Kan, con tono calmo e analitico. Per quanto anche lui provasse paura, non era uno che la mostrava.
"Forse hai ragione..."
Gli rispose Druso.
"Oh sicuramente è così! Agli occhi di un mostro simile saremo al pari di moscerini di merda!"
Appena Kan terminò di parlare, l'attenzione di tutti si posò sulle ultime linee dell'armata nemica, dove dei soldati non-morti, dotati di scudo sulle spalle, iniziarono ad avanzare, superando Almodeus ed entrando nella acque nere, per poi mettersi in ginocchio uno dopo l'altro, su sei righe parallele attaccate fra loro, fermandosi solo verso la metà della palude.
"Ma...che stanno facendo?! Stanno formando un ponte? Ma per chi? "
Druso non ci stava capendo più niente, cosa volevano fare quei soldati? Perché non attaccare e basta? A cosa serve un ponte se le acque non sono profonde?
Fu in quel momento che una seconda fila di soldati, quelli in armatura rossa, si fecero avanti dividendosi in due file parallele, una a destra e una a sinistra. Brandivano una bandiera a testa e la tenevano alta mentre avanzavano nella acque, usando gli altri non-morti come ponte per raggiungere la metà della palude.
"Ma non ci credo..."
Druso era senza parole, soprattutto quando vide i soldati in armatura rossa issare i propri vessilli, aventi una A rossa su sfondo nero come stemma. In quel momento, Almodeus, o chi loro credevano fosse tale, iniziò a muoversi verso di loro, usando gli scudi dei soldati come piattaforma per passare sopra alle terre paludose.
"Stanno aprendo la strada al loro sovrano? Tutte quelle truppe solo per questo?"
Il vagabondo non riusciva a credere che il suo avverarsio potesse permettersi un simile spreco. Avrebbero potuto lanciargli addosso delle frecce o dei sassi, ma dubitò che avrebbero avuto qualche effetto, se non quello di inimicarsi ancora di più questo potente avversario.
Una volta giunto alla fine del ponte, dalle acque nere della palude uscì fuori un trono ed Almodeus ci si sedette sopra, accompagnato da due enormi mostri in armatura e dotati di spada, spuntati anch'essi dalla palude nefasta.
"Quelli sono Black Knight...mostri leggendari!"
Gridò Sakka, osservando i due cavalieri fare da guardiani al loro sovrano. Le parole del cacciatore non nascondevano il terrore che provava, i Black Knight sono conosciuti per essere nostri estremamente potenti, praticamente invincibili.
Dopo pochi secondi, sempre dalle nere acque dalle palude, emersero decine di corvi rossi, che si diressero verso il villaggio di Combust. I soldati lucertola prepararono le frecce, ma Sakka diede ordine di non aprire il fuoco, la situazione era estremamente delicata e non dovevano dare pretesto al nemico per attaccarli prima del previsto.
"Vi portiamo le parole dell'Assoluto!"
Annunciò uno dei rapaci dello stormo.
"Desidera conferire con voi! Gioite! È un grande onore!"
Aggiunse un altro.
"I vostri rappresentanti si rechino immediatamente al suo cospetto! L'Assoluto non ama perdere tempo!"
Concluse uno di loro, prima di guidare gli altri verso Almodeus, che schioccò le dita e li fece sparire.
"Quei mostri...serviranno unicamente come messaggeri?"
Osservò Druso, stupefatto. Loro erano stati sottovalutati dal nemico nella battaglia precedente, ma non si erano accorti di aver fatto lo stesso errore dopo la vittoria.
Siamo stati sciocchi! Ha mandato un armata così debole la prima volta perché sapeva di aver già vinto!
"Fratello mio..."
Gli disse Tiberio, avvicinandosi a lui.
"Ti va di accompagnarmi all'udienza?"
Gli domandò, non nascondendo il timore nella sua voce.
"Sì! Ti seguirei fino alla morte fratello!"
Rispose Druso, prima di girarsi verso Lulu, che lo stava pregando con lo sguardo di non andare.
"Non posso lasciare mio fratello da solo..."
"Ma..."
"Ti prometto che tornerò!"
Concluse lui, dandole un bacio sulla fronte. Fatto ciò, i due fratelli scesero dalle mura e iniziarono a camminare lungo le acque d'inchiostro, diretti verso Almodeus.
Fa attenzione...Druso!
"Perdonami se ti ho chiesto di venire con me..."
Disse Tiberio, girando leggermente il muso allunganto verso il fratello minore. Se fossero morti per via di una trappola nemica, non se lo sarebbe mai perdonato.
"No, hai fatto bene! Visto il loro numero, potrebbero offendersi se ti vedessero andare da solo..."
Rispose Druso, prima di udire un grosso Splat alle proprie spalle, qualcosa si era lanciato dalle mura ed era atterrato alle dietro di loro.
"Hey! Non avrete tutto il divertimento solo voi 2!"
Gridò Kan, raggiungendoli.
"Che ci fai qui?"
Domandò curioso Druso. Non capiva perché l'amico li avesse seguiti.
"Perché, se proprio devo morire, voglio farlo al fianco dei miei migliori amici! Che domande!"
Le parole del monaco fecero sorridere i due fratelli, portando un pizzico d'allegria in quel momento così cupo.
Giunti ad una decina di metri da Almodeus, si generò una piccola passerella sopra alle acque, che permise ai tre di salire all'asciutto.
Almeno non ci vuole umiliare...non troppo...
Tiberio si fece avanti e si posizionò a meno di tre metri dal comandante nemico, indicando che fosse lui il capo della spedizione.
"Io sono Tiberio Senshi, uno dei 6 eroi! Vengo a voi insieme a mio fratello Druso Senshi e al mio fedele amico Kan Monk!"
Ruggì la lucertola, mostrandosi fiduciosa.
"È un piacere fare la vostra conoscenza..."
Rispose il demone, osservandoli con i suoi occhi iniettati di sangue.
"Io sono Almodeus! Demone della paura! Innanzitutto vi ringrazio di avermi fatto divertire durante la battaglia di qualche giorno fa, mia figlia l'ha trovata molto intrattenente e di questo non posso che esservene grato!"
Continuò il demone, sorprendendo i suoi interlocutori alla nomina di una figlia. Ai loro occhi, lui non era alto che un mostro, che avesse della prole era un qualcosa di sconcertante, soprattutto se era vero che fosse un demone come aveva detto Hirashi. I demoni non avevano figli, era risaputo.
"Mi avete fatto divertire così tanto che ho deciso di modificare il mio piano! Non vi sterminerò più, bensì ho deciso di conquistarvi tutti!"
Le parole di Almodeus sorpesero e non poco gli Uomini Lucertola, che rimasero ad ascoltare in silenzio, in attesa di informazioni più dettagliate.
"So bene che per ora il punteggio è 1 a 0 a vostro favore, per questo lancerò un nuovo attacco fra 7 ore, al tramonto!"
Quell'affermazione fece gelare il sangue di Tiberio, che diede una veloce occhiata all'armata alle spalle del demone. Era circa due volte più grande di quella che avevano già affrontato, senza contare gli armamenti magici, e aveva solo preso in considerazione i soldati in armatura nera, escludesno quelli in armatura rossa e quelli dotati solo di scudo, usati da Almodeus come passerella.
"Non temete, quest'armata alle mie spalle è qui solo per evitare che voi fuggiate..."
Continuò il demone, facendo inturire che avesse compreso le loro preoccupazioni con un semplice sguardo. Questo non fece altro che aumentare il timore dei tre Uomini Lucertola
"Ad attaccarvi sarà solo 1 dei miei sottoposti..."
A quelle parole, tutti i presenti pensarono immediatamente ad Hirashi, anche se l'uso del maschile fece intuire che forse sarebbe stato mandato qualcun'altro.
"Si chiama Hardshell ed è fra i miei più fidati alleati! Se riuscirete a batterlo, io mi dichiarerò sconfitto e vi lascerò da soli per sempre..."
Il demonio non attese una risposta e si alzò in piedi, dando le spalle al trio e incominciando ad allontanarsi, sensa timore di essere colpito.
"Alla prossima, Uomini Lucertola...vi porgo i miei saluti!"
"A-Aspette! L'acqua tornerà normale?"
Balbettò Tiberio, genuinamente preoccupato. L'acqua gli serviva per abbeverarsi e rimanere idratati, nonché per cacciare e pescare, in quella condizione era inutile a loro e solo per quello sarebbero stati obbligati a ritirarsi. Almodeus si fermò e si limitò a girare leggermente il capo, quasi come se avesse udito una domanda sciocca.
"Sì! È temporaneo, scusate per il disordine, ma non volevo sporcarmi di fango...è difficile da lavare via dall'inchiostro!"
Detto ciò, il demone si diresse verso il proprio esercito, iniziando a sparire lentamente, come se fosse un fantasma.
"Che bastardo!"
Commentò Tiberio, una volta che l'esercito non-morto tornò dalla parte opposta della palude, in attesa di qualcosa.
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Tornati al villaggio, i membri dei 6 eroi si riunirono in una delle capanne ed iniziarono a ragionare sui recenti avvenimenti.
"Per me vuole solo mostraci la sua forza, magari ci ha considerato degni di poterlo servire.."
Commentò Tiberio, seduto al centro della stanza.
"Già...perciò? Che si fa?"
Domandò Kan, grattandosi la nuca confuso. Non aveva capito molto del discorso di Almodeus, se non che un certo Hardshell li avrebbe attaccati e che se avessero vinto il nemico si sarebbe ritirato.
"L'armata non-morta ha circondato la zona, anche volendo non possiamo fuggire. Io farei scendere in campo tutti i soldati disponibili e i 6 grandi eroi qui presenti"
Propose Tiberio, ottenendo grande consenso.
"Ne basteranno 5..."
Mormorò Druso, ottenendo invece degli sgaurdi confusi.
"Se l'obbiettivo di Almodeus è quello di dimostrare la sua forza, allora non ci stermineranno, inoltre l'ha detto lui stesso, ora ci vuole conquistare! Quindi qualcuno dovrà guidare i sopravvissuti dopo la battaglia"
Le parole del vagabondo vennero accolte con sguardi dubbiosi, anche se gli altri avevano capito cosa volesse dire l'Uomo Lucertola e chi volesse che fosse lasciato al villaggio mentre loro lottavano.
"Siamo tutti d'accordo? Allora è deciso! Lulu! Tu rimarrai qui, sei la più indicata!"
Tutti annuirono in assenso alle parole di Tiberio, tranne la druida, che parve invece indignata.
"Cosa? No! Come druido potrei esservi d'aiuto! Voglio combattere anch'io! Druso! Digli qualcosa!"
Rispose lei, battendo la coda contro la parete, estremamente irritata.
"Lulu, ora non si parla più di sterminio..."
Controbattè lui, ma prima di poter continuare fu interrotto da un altro schiocco di coda proveniente dalla femmina.
"Non importa!"
Ruggì Lulu, rossa dalla rabbia.
"Va bene...convinciala tu Druso, è la tua futura moglie, inoltre sappiamo tutti che non sono io quello che porta i pantaloni in casa, non sono bravo a comandare le donne! Non fare il mio stesso errore!"
Commentò Tiberio, alzandosi ed uscendo dalla capanna, seguito ruota da Sakka e Shark. Perfino Kan, che normalmente non aveva problemi in quelle situazioni, uscì fuori insieme agli altri, zitto e buono come un agnellino.
"Allora? Cosa è questa storia?!"
Gridò furiosa la druida, sbattendo la coda a terra.
"Ti prego, cerca di capire..."
Il tono di Druso era diverso dal solito, pareva stanco, spento, rassegnato, come se sapesse che avevano già perso in partenza.
"Che cosa dovrei capire?! Con le mie abilità di druido possiamo vincere! Non è detto che debba finire in una disfatta!"
Ruggì lei, ancora rossa dalla rabbia.
"Tu non capisci Lulu..."
"Cosa non capisco?! Dove è finito il Druso di cui mi sono innamorata? Che ho conosciuto all'inizio della guerra?!"
"È morto! Non esiste più! E sai perché? Perché si è innamorato di te e non permetterò alla femmina che amo di morire sul campo di battaglia! Non...mentre è in attesa"
Le parole del vagabondo fecero diventare rosso il volto della druida, non dalla rabbia, ma dall'imbarazzo.
"C-Come hai capito che sono incinta?"
"Diciamo che dopo le ultime notti che abbiamo passato insieme, c'era d'aspettarselo...inoltre"
Lo sguardo di Druso si spostò verso la punta delle coda di Lulu.
"La tua coda sta perdendo colore...non si nota ad occhio nudo, ma in contro luce è abbastanza evidente. È un segno che sei incinta...l'ho imparato molto tempo fa..."
La druida arrossì ulteriormente e iniziò a nascondere la coda.
"Lulu...ti prego di accettare la mia richiesta, rinani qui e guida i sopravvissuti e, nel caso non dovessi fare ritorno..."
Druso afferrò Lulu e l'abbracciò forte, stringendola a sè.
"Voglio che tu sappia che sei stata la migliore moglie che io abbia mai avuto"
Lulu gli diede un piccolo pugno sul petto.
"Non è vero, non sono tua moglie, non ancora..."
"Puoi diventarlo!"
"Solo quando tornerai da me..."
A quelle parole, Druso annuì e sorrise.
La amo troppo...troppo per vederla morire.
"Ok, appena tornato dalla battaglia ti sposerò..."
Lulu si strinse a Druso, cercando il calore del suo corpo. Anche lei aveva capito che l'amato non sarebbe tornato dal fronte, ma non le importava, voleva godersi il momento.
"Promesso?"
Druso annuì e la baciò in fronte. Quella sarebbe potuta essere l'ultima volta che la vedeva.
"Promesso!"
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