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Capitolo 27: I Mostri Disastro, ultima parte

Nella tana dei Troll, vi era un'unica regola: governava il più forte. Chi possedeva il titolo di Re dei Troll era considerato il più potente della tribù, nonchè il piu spietato, e Yeddu non faceva eccezione in questo. La sua brutalità ed il suo sadismo erano conosciuti in tutta la Giada Oscura, insieme al suo grande sogno nel cassetto: conquistare la totalità della foresta, sottomettendo e schiacciando chiunque osasse opporsi a lui.

Per riuscire nella propria impresa, Yeddu avrebbe dovuto sterminare gli Oni, tribù estremamente potente e abili utilizzatori del fuoco, una delle poche cose che potesse effettivamente uccidere un Troll, annullando la loro abilità rigenerativa. Per quanto avesse un vantaggio numerico, raggiungere gli Oni non sarebbe stato facile, poiché avrebbe dovuto prima superare il territorio degli Orchi, arido e impraticabile. Non poteva permetterselo, avrebbe ridotto la forza delle proprie truppe prima ancora dell'inizio delle ostilità.

Sembrava che le sue ambizioni sarebbero rimaste per sempre tali, ma fu proprio in quel momento di stallo che Yeddu fu avvicinato da due esseri demoniaci: Gerud e Laplace.

I due demoni, giunti lì in quanto emissari di un misterioso mandante, offriono al Re dei Troll tutto l'aiuto necessario per la conquista della foresta, in cambio dei suoi futuri servigi. Ovviamente li avrebbe uccisi dopo aver coronato il proprio sogno, tuttavia non poteva negare che i due si erano rivelati molto utili, consentendogli di apprendere l'abilità Divoratore, sbloccando di conseguenza l'evoluzione in Troll Disastro, diventando di fatti mezzo demone.

Finalmente, dopo tutti quegli anni, aveva il potere per conquistare la foresta della Giada Oscura e lo mise subito all'opera. Sottomise gli Orchi grazie all'aiuto di Gerud e poi li usò per attaccare in massa gli Oni, travolgendoli. Con i Goblin troppo deboli per resistere, gli unici nemici rimasti erano gli Uomini Lucertola, anche loro facilmente eliminabili. Tuttavia, qualcosa di inaspettato accadde: dal nulla apparve un nuovo contendente al trono di Re Assoluto della foresta. Il suo nome era Almodeus e ora il Troll se lo trovava davanti, proprio lì, nella sala dove aveva sognato innumerevoli volte la sua incoronazione in Re della Giada Oscura.

Il duello che stava per disputare avrebbe deciso le sorti non solo del conflitto totale, ma anche del proprio regno e dei suoi sogni. Se voleva che tutto non crollasse a picco, rendendo ogni sforzo vano, Yeddu doveva fare una sola cosa: vincere...

"Visto che sei il padrone di casa, ti darò l'onore del primo colpo..."

Non ebbe neppure finito di parlare, che lo spadone di quasi 4 metri di Yeddu calò dall'altro, si diresse verso di lui. Almodeus non si mosse di un millimetro, incassando il colpo sulla spalla senza emettere un gemito.

"Uh?"

"Che succede? Qualcosa non va? Mi sembri un po' confuso..."

Non lo aveva neanche scalfito. Contorcendo la faccia in una smorfia irritata, Yeddu vibrò nuovamente la spada, puntando al braccio questa volta, dove normalmente risiedeva il bicipite. Come poco prima, il colpo connesse senza problemi ed Almodeus ne uscì nuovamente illeso.

"Ma che?! Grrrr!"

Il gigante arretrò di qualche passo e guardò ora la sua spada ora il suo avverarsario. Poi, dopo avergli dato le spalle senza un minimo di preoccupazione o di rispetto, fece cenno ad un paio dei suoi sottoposti di venire da lui. In un istante, lo spadone tranciò la scapola di uno e il petto dell'altro, facendoli cadere rovinosamente al suolo.

Yeddu osservò compiaciuto i suoi subalterni cadere doloranti e annuì, avendo appurato con dimostrazione empirica che la sua arma non avesse nulla di strano.

"Qualcosa mi dice che li avresti colpiti anche se non fossero stati disposti dell'abilità rigenerativa, vero?"

I danni inflitti ai due sottoposti stavano pian piano rimargiandosi. L'impressione era che la ferita andasse sanandosi da sola, come una videocassetta riavvolta al contrario.

"I più forti hanno la possibilità di decidere sul destino dei più deboli, questo è chiaro...ma i tuoi metodi mi disgustano comunque"

Almodeus fece un passo in avanti, la sua voglia di lottare era praticamente inesistente, per lui quello era solo un gioco. Yeddu invece vedeva il duello come l'ultimo passo prima della coronazione dei propri sogni, perciò strinse la spada con ambo le mani, aspettando l'arrivo dell'avverarsario.

"Sire! Quest'essere è eccezionale! Dovete unirvi tutti per sconfiggerlo!"

"Taci serpe idiota! Io basto e avanzo!"

Il demone tu assalito da una scarica di fendenti. Quel genere d'offensiva, sferrata da un avverarsario della stazza di Yeddu, sarebbe stata devastante per ogni essere, ma non per Almodeus. Perfino quegli attacchi, capaci di ridurre in pezzi una parete, non gli provocarono alcun dolore. La spada tranciò il vento e gli si schiantò sul collo, spostandogli di lato il cilindro.

"Per la miseria...puoi evitare di rovinarmi il vestiario?"

Si sistemò il copricapo, sbuffando e Ignorando l'avversario. Solo dopo averlo pulito dalla polvere sollevata dall'impatto, alzò lo sguardo verso Yeddu, come se si fosse appena ricordato della sua presenza.

"Già finito?"

"Maledettoooo!"

Appurato che l'arma fosse inefficace, il colosso la spostò in una mano e sferrò un pugno con l'altra. Quel colossale arto, grande più di un maglio, avrebbe ridotto in frantumi qualunque cosa si fosse trovato difronte. Quell'affondo sarebbe stato letale per un essere umano, ma Almodeus lo incassò in pieno volto, senza battere ciglio o muoversi.

"Come sei noioso..."

Dopodiché, si spolverò con una mano la zona colpita, interrompendo l'attacco di Yeddu. Il suo viso si deformò in una smorfia confusa ed irritata, poi fissò il suo avversario, ancora del tutto illeso nonostante i vari attacchi subiti.

"Tu che sei il grande Re dei Troll...hai già finito di lottare?"

"La tua difesa non è male, ma rimani comunque un debole inset...Gwaaaaah!"

Almodeus aveva fatto un ulteriore passo in avanti e vibrato il bastone da passeggio, portandogli via un intero ginocchio. Fisicamente Incapace di rimanere in piedi, il colosso barcollò all'indietro e cadde rovinosamente al suolo, alzando un grande polverone.

"Non è detto che un insetto sia debole. Avrai un cervello grande quanto una ghianda, ma dovresti averlo già capito, no? Non puoi vincere. Non puoi sperare di battermi! Inchinati e prega per la tua vita, ed io te la risparmiero!"

I Troll spettatori levarono esclamazioni di stupore alla pietosa disfatta del loro leader. Almodeus sospirò annoiato quando vide il Troll rispondergli con un grugnito: giunti a quel punto, un mostro che si rifiutava di comprendere la propria debolezza era inutile, non valeva niente. Il discorso cambiava per chi era stato abbastanza furbo da aspettare il momento più giusto per darsi alla fuga.

"Nikusa. Non farlo scappare!"

La donna si girò verso Vennominon, che si era nuovamente mimetizzato e stava provando a sbisciare via. In un secondo si portò daganti a lui, bloccandogli la strada.

"E tu dove pensi di andare?"

"Brutta tettona!"

Gridò l'uomo Seprente, trasformando le proprie mani in due cobra senzienti e usandoli per legare Nikusa, immobilizzandola.

"Ti stritolerò a morte!"

"A chi ha dato della tettona, scusa?"

Nikua si liberò con facilità dalla presa e lo afferrò per il collo, sollevandolo senza difficoltà.

"N-No! Aspetta! Aspetta! Abbi pietà!"

La sguardo glaciale della donna lo fece affloscare. Non riusciva a spiegarsi come Nikusa avesse una tale forza fisica, nonostante la stazza elevata, non era una montagna di muscoli come in Troll o un Orco, eppure si era liberata senza neanche provarci.

"Tienilo vivo per adesso, ho delle domande da fargli..."

"Ok ok! Che noia..."

Almodeus mosse lo sguardo verso Nikusa, che si portò vicino all'entrata della stanza, con ancora il collo di Vennominon chiuso in una morsa d'acciaio con le sue grosse dita.

"Ah già...non deve scappare nessuno, sono chiaro?"

"Come vuoi...ma mi devi un favore!"

Nikusa schioccò le dita e delle sbatte nere, fatte di pura energia del caos, bloccarono tutte le uscite possibili.

Alcuni valorosi Troll provarono a sollevarle o sfondarle, ma appena le toccarono, iniziarono a disintegrarsi, ridotti ad un cumolo di cenere, come se venissero rimossi del tutto dalla realtà. L'unica cosa che rimaneva dei poveri malcapiteti era il loro ricordo nelle teste dei compagni, nient'altro.

Almodeus mosse lo sguardo da loro, verso Yeddu, che si era rimesso in piedi.

"Ti sei rigenerato, finalmente...pronto ad arrenderti?"

"Fottiti bastardo! Io sono il grande Yeddu e non...Gwaaaah!"

Almodeus sventolò il banale bastone come se fosse una mazza da Cricket, colpendolo al mento e portandosi via la mandibola, scavandogli un solco lungo la parte inferiore della faccia.

"Abbai meglio di un cane, sacco di carne...sono stanco di giocare!"

"Perché i miei attacchi non hanno effetto?! Che è questa? Magia forse?!"

Furono le prime parole dette dal Troll appena la sua mandibola fu del tutto rigenerata.

"Chiamala come vuoi...sta di fatto che fra i due sei tu quello che indietreggia!"

Era vero, quello indietreggiava, imbracciando la spada, e Almodeus veniva avanti, incalzandolo.

"Ma che strano! Io che sono solo un debole intruso sto avanzando, mentre tu, il grande Yeddu, che è il valoroso Re dei Troll, arretri? Come si spiega questo?"

A rispondergli fu Nikusa, ridendo sonoramente:

"Perché il vero debole è quello stupido Troll con la spada grande abbastanza da compensare qualcosa, vero serpentino?"

"C-Certo! Il Troll è il più debole!"

Almodeus annuì a quelle parole e al piagnisteo strozzato di Vennominon.

"Capisco, capisco...ora è tutto chiaro! Qui il debole è quello che non si è sottomesso quando ne aveva l'occasione!"

"Bastardoooo!"

"Taci, pazzo arrogante!"

Il terrore di Yeddu cedette il posto alla rabbia e menò un fendente. Almodeus si limitava a parare con il bastone, senza nemmeno tentare di schivare o di difendersi, non lasciando all'altro possibilità di parare o scartare a sua volta. Il bastone vibrò per l'ennesima volta, portandosi via entrambi i gomiti di Yeddu.

"Gwaaaaaaah!"

La paura si dipinse sul viso dei Troll che stavano assistendo allo scontro. Come poteva essere che il loro potente Leader fosse stato atterrato così facilmente?

"Sei fortunato ad essere un Troll! Grazie all'abilità rigenerativa di cui disponi, riusciresti a tornare in vita anche se ti riducessi in poltiglia. Contro di me, però, questa tua caratteristica razziale non funzionerà! Senti comunque il dolore e questo vuol dire che posso sottoporti ad una dolce agonia senza trattenermi!"

Con un altro colpo, gli portò via metà della testa. Una creatura comune sarebbe morta, ma Yeddu stava tornando alla forma originale a vista d'occhio.

Una volta rigenerato, il volto di Yeddu si colorò di paura, contorcendosi in una maniera insolita per lui, data dall'intenso terrore che gli piegava la mente.

"M-Ma tu chi sei?! Perché i miei attacchi non funzionano su di te?!"

"Sono la paura, il terrore...la morte perfino! Sono colui che è venuto a portarti il dolce abbraccio del terrore eterno!"

La faccia di Almodeus si contorse in un sorriso sadico, rivelando dei denti aguzzi come rasoi e un istinto omicida senza pari.

"V-Voi! Uccidetelo!"

"Oh? Sei davvero un debole allora! Infrangere il sacro onore del nostro duello chiamando in tuo supporto gli altri tuoi alleati...è degno di un debole come te! Te lo concedo..."

Dichiarò il demone, non facendo nulla per impedire a Yeddu di chiamare aiuto.

Fu tutto vano. Intrappolati dalla paura nei confronti dello sconosciuto, i sottoposti si mossero lenti. Per quanto fossero stupidi e non proprio brillanti, avevano visto con i loro stessi occhi la forza dell'avversario

"Che fate lì impalati come muli?! Spiccatevi! È un ordine!"

Continuarono a non muoversi. Non ne erano in grado. Lo stesso valeva per Almodeus. Tutti i presenti erano bloccati in un equilibrio precario. Se il demonio si fosse mosso, gli altri si sarebbero dati alla fuga e sarebbe stata una bella rogna.

"Ci siamo, mio Re!"

Un grido di battaglia sopraggiunse dagli spalti e 10 robusti Troll in armatura nera si lanciarono sul campo di battaglia, a supporto di Yeddu, che scoppiò in una grossa risata.

"Ahahahah! Ora che ci sono i miei Troll migliori, non hai speranze insetto!"

"Dici davvero? Eppure ci hanno messo un bel po' ad intervenire, non è che hanno avuto paura? Magari non sono così valorosi"

Quella domanda fece tornare il terrore sul volto del colosso, che si rialzò con l'aiuto di uno dei suoi sottoposti.

"I giochi sono finti!"

Attivò un incantesimo, era uno dei suoi più potenti e pensò fosse sprecato su individui del genere, ma non aveva voglia di perdere ulteriore tempo.

"Absolute Death!"

Un aura oscura partì dal demone e si diffuse tutt'intorno. I Troll sugli spalti, in armatura nera e Yeddu caddero al suolo come dei burattini dai fili recisi, senza muovere un muscolo in seguiti. Nonostante i corpi fossero ancora caldi, era evidente che la vita li avesse abbandonati del tutto.

"C-Cosa avete fatto?!"

Balbettò Vennominon, esterrefatto e timoroso

"Ho solo usato un'incantesimo..."

Rispose Almodeus, chimandosi per osservare la spada del defunto Yeddu.

"I Troll avranno pure alta resistenza e un'abilità rigenerativa, ma non sono immuni alla morte istantanea. Non avete valore ai miei occhi, però avrei voluto capire se potevate tornarmi utili, prima di uccidervi. Ma dato che questo idiota non si è sottomesso, ho dovuto dare sfogo alla mia ira..."

"Io mi sottometto a voi! Oh glorioso signore!"

Almodeus fissò il serpente supplicante e fece spallucce, disinteressato.

"Va bene, dopotutto l'offerta di sottomettervi è ancora valida"

"Spaventoso! Davvero non ti importa nulla di me? Io sono Vennominon Zigurat! Il diretto successore del trono degli Uomini Serpente!"

"Ma davvero? E allora cosa ci fai qui, a leccare i piedi al Re del Troll?"

"Ecco io..."

Vennominon abbassò il capo, amareggiato.

"Mia sorella Vennominaga mi ha rubato il trono! Ero io l'erede! Ma lei è stata scelta dalla divina serpente ed io sono stato esiliato!"

"Perciò sei venuto qui per offrire i tuoi servigi in cambio di un aiuto a riconquistare il trono perduto, dico bene?"

"Esatto..."

Calò il silenzio fra i due. Almodeus stava pensando a come procedere.

"Gli Uomini Serpente vivono nel sottosuolo, vero?"

"Sì! Viviamo in un complesso di caverne proprio sotto queste montagne! Molto in profondità!"

"Capito. Mi dovrai raccontare tutto..."

"Certamente! Vi dirò ogni cosa! Tutto quello che so, a patto che voi ovviamente...ecco..."

Vennominon incespicò e d Almodeus gli fece cenno di continuare.

"Voi mi diate salva la vita!"

"Così sia, ma se mai oserai tradirmi..."

"N-Non vi tradirei mai, mio signore! Solo gli sciocchi lo farebbero! Stolti tali da non accorgersi come i vostri glaciali occhi guardano ogni altro essere al pari di formiche sul ciglio della strada!"

"È una tua abilità?"

"No...però lo si vede! Basta avere dell'intelletto!"

Almodeus pensò che fosse una qualità raziale degli Uomini Serpente, ma scosse la testa e non ci diede molto peso.

"Nikusa, lascialo andare..."

"Sicuro?"

"Sicuro..."

La donna lasciò la presa sul collo del serpente, che si buttò a terra e si inchinò, in attesa di direttive. In quel momento, un portale si aprì davanti a lui.

"Questo sarà il tuo primo ordine, dì tutto quello che sai a chi è dall'altra parte del portale, mi sono spiegato?"

"Signorsì!"

Senza esitare, il serpente sbisciò in vanti, sparendo nel portale.

"Che fatica..."

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Il giorno dopo la sconfitta del Troll Disastro, fu preparata in fretta e furia una piccola assemblea, dove i rappresentanti delle varie razze vennero riuniti nella sala del trono di Yeddu.

In vece di rappresentante dei Goblin, fu chiamato Rigurd, per gli Oni invece, tutti e 6 furono presenti, capitanati da Shen. Per gli Uomini Lucertola fu Lizard Magnus a riprendere il comando, accompagnato da Tokka, Druso e Tiberio, Gabiru fu escluso per motivi ignoti. In veste di repressentante degli Orchi, fu nominato Gherd, assistito da Scylla. In fine, Hyo-Zan-Ryu fu resuscitato e venne messo a capo di un piccolo manipolo di Troll, che avrebbero dovuto rappresentare la loro razza per la durata dell'assemblea.

Eccoli tutti riuniti nella sala del trono che precedentemente apparteneva a Yeddu. Lui e il resto dei Troll che avevano affrontato Almodeus erano stati trasformati in Troll zombi, che ora fungevano da guardiani all'entrata.

Il portone si spalancò e l'elegante figura di Almodea ne emerse, seguita a ruota da Hirashi, Sergio e Trinity. La prima venne fatta accomodare sul gigantesco trono, mentre le altre figure si misero accanto a lei.

"La moderatrice, Almodea Fearterror, può dare inizio all'assemblea"

Affermò la Driade, con aria serena.

"Mh? Io? E cosa dovrei dire?"

"Per ora inizierò io, Nobile Almodea"

Sergio fece qualche passo avanti, ottenendo l'attenzione di tutti i presenti.

"Mi presento, io sono Sergio e in questa assemblea farò le veci dell'Assoluto Almodeus, che purtroppo non è riuscito ad essere presente per via di un impegno imprevisto"

Iniziò il robot, sembrando un avvocato.

"Vuol dire che anche questa volta non lo vedremo..."

Borbottò Shion, avvicinandosi ad Almodea. Seppur stesse facendo le veci degli Oni, la donna decise di rimanere dalla parte della sua padrona e di agire come sua guardia e segretaria.

"Iniziamo con il dire che la guerra è stata devastante per tutte le fazioni! Gli Oni sono praticamente decimati, i Goblin si stanno riprendendo dagli abusi subiti, gli Orchi e i Troll hanno visto ridotti i propri numeri, stessa cosa vale per gli Uomini Lucertola, che hanno subito le perdite maggiori"

Continuò Sergio, facendo qualche passo verso il centro della stanza.

"Il desiderio dell'Assoluto era quello di unificare la foresta, e credo che questo sia possibile ora come non mai. Adesso passerò la parola alla più alta in rango presente, ossia la repressentante della città di Almy, la Nobile Almodea!"

Gli sguardi si spostarono sulla giovane demone, che era visibilmente confusa.

Non ho mai gestito un'assemblea di queste dimensioni! E ora che faccio?!

​Notando il silenzio, Sergio si avvicinò alla demone e le suggerì qualcosa all'orecchio, portandola a sospirare.

"Non ho mai fatto una cosa del genere, perciò non sono brava. Sentite, per semplificarci la vita io dirò cosa penso e poi voi valuterete il da farsi, ok?"

Tutti annuirono e fecero cenno alla demone di continuare.

"So che gli Uomini Lucertola, Oni e Goblin non saranno d'accordo, ma per me i Troll e gli Orchi non sono da incolpare..."

A quella dichiarazione sia Gherd che Hyo-Zan-Ryu alzarono il capo in sorpresa, del tutto sbalorditi, insieme ai loro sottoposti.

"La causa principale che ha portato gli Orchi ad allearsi con i Troll è stata la carestia nei loro territori, già inospitali di base. In tutta onestà, io avrei fatto la stessa cosa! Perciò posso capirli. Parlando dei Troll..."

Lo sguardo di Almodea si spostò su Ryu, seduto dietro al suo maestro, per poi tornare al centro della stanza.

"I Troll sono già più biasimabili, tuttavia il desiderio di conquista era principalmente portato avanti da Yeddu, che ora si trova a guardia dell'entrata sotto forma di zombie. Il resto della loro aggressività è stata data dell'abilità Diviratore, anche in questo caso, qualcosa al di fuori del loro controllo..."

Almodea si Interruppe e sospirò, ossevando i vari membri dell'assemblea, cercando di capire se stesse dicendo cose sensate per loro, sperando che non venisse recepito come una cozzaglia di belle parole e minchiate.

"Questa è la posizione ufficiale, almeno per ora..."

"E quella non ufficiale?"

Domandò Lizard.

"Mentre combattevo l'Orc Disastro, ho capito che non era colpa loro e che non potevo biasimarli. Certo, io sono più forte, perciò posso fare quello che voglio...ma non è così che vorrei andare avanti, perciò mi sono fatta carico di tutte le loro colpe e sofferenze"

"No! Aspettate, vi prego!"

Gherd si alzò in piedi di scatto.

"In quello che dite non c'è nessuna logica! Noi Orchi abbiamo commesso delle atrocità innominabili! Una punizione è d'obbligo!"

"Vero, ma questa è una promessa che ho fatto a tuo padre, prima di ucciderlo"

"Io...io non so cosa dire..."

Gherd cadde come un peso morto sulla propria sedia, ancora sconvolto dalla decisione della demone.

"Se mi è concesso, per me è sleale. Sapete benissimo che nessuno qui oserebbe mai affrontarvi perché siete la figlia dell'Assoluto Almodeus. Perciò nessuno vi punirà per le colpe degli Orchi, né tantomeno per quelle dei Troll"

Borbottò Lizard, incrociando le braccia. Non c'era vera rabbia nel suo tono. Aveva perdonato gli Orchi da tempo, dopo che Gherd aveva salvato sua figlia Tokka.

"Non lo nego, quando uno ha ragione ha ragione..."

Gli rispose Almodea, d'accordo con lui.

"Per me, la Nobile Almodea ha ragione!"

Gridò Hyo-Zan-Ryu, alzandosi in piedi.

"In natura esiste un'unica legge, quella del più forte! E la Nobile Almodea è la più forte, perciò può decidere quello che vuole e noi dobbiamo stare zitti..."

"Questo stesso ragionamento ha portato ad una guerra, lo sai vero?"

"Oh certo che lo so! Ma non posso negare l'ovvio!"

Rigurd aveva provato a mettere in dubbio le parole di Hyo-Zan-Ryu, tuttavia la risposta del guerriero Troll non lasciava troppo spazio per una risposta certa.

"Vero, la forza è tutto..."

Shen si fece avanti, rimanendo saldo e pacato.

"Non possiamo lamentarci di quello che ci è successo, possiamo solo rialzarci ed essere sempre pronti!"

Almodea annuì a quelle parole, mostrando il suo supporto.

"Sono d'accordo..."

Iniziò Lizard Magnus.

"Tuttavia avrei una domanda, cosa volete fare ora? Non volete punire gli Orchi, né i Troll. Perciò cosa farete con loro? Li lascerete morire di fame?"

"Si potrebbe collaborare, no?"

"Collaborare?"

"Esattamente, Nobile Lizard! Ne ho parlato anche al deceduto Gherdmiude. Quello che voglio è creare un luogo dove i miei amici e la gente che amo possa vivere felice. Non so se è il piano di mio padre, ma per ora la città di Almy è sotto la mia giurisdizione..."

"Cosa intendete fare allora?"

"Voi Uomini Lucertola potete pensare alla pesca e all'acqua, i Goblin e gli Oni alla caccia e alle coltivazioni, i Troll e gli Orchi daranno la forza lavoro necessaria per costruire case ed edifici"

Almodea si alzò in piedi e dispiegò le ali, alzando le mani al cielo.

"Chiederò a papà di formare una grande alleanza fra le varie razze! Sarete tutti sottomessi sotto di lui, ma collaborerete! Noi saremo il collante per questa grande foresta!"

"Aspettate! Anche noi Orchi e Troll potremmo prendere parte a questa alleanza? E come pari? Non come sconfitti?"

"Certo Gherd! Ma dovrete metterci dell'impegno! Tutti lavoreranno per la una gloria condivisa!"

Le parole di Almodea accesero delle fiamme di speranza nei cuori degli Orchi, che si alzarono in piedi e si inchinarono, con le lacrime agli occhi.

"Dedicheremo la nostra vita a servirvi!"

I Troll, guidati da Hyo-Zan-Ryu, fecero la stessa cosa.

"Anche noi! Saremo sempre pronti ad aiutare!"

"Fantastico! A te va bene Trinity?"

"Certamente! Noi Draidi siamo a vostra disposizione, avete la nostra benedizione..."

Almodea sorrise e applaudì leggermente. Intanto, Sergio fece qualche passo avanti, sistemandosi il completo e dando un colpo di tosse, come se volesse dare un annuncio.

"Sistemata questa parte, dovrà esserci un capo a questa nuova alleanza e l'Assoluto ne ha già nominato uno..."

Il robot si girò e si inchinò davanti ad Almodea.

"Giuriamo fedeltà ad Almodea Fearterror! Il capo dell'alleanza della foresta della Giada Oscura!"

"Sono d'accordo con voi, Mastro Sergio..."

Pronunciò Trinity, inchinandosi, seguita a ruota dagli Oni.

"Eh? Ehi...un momento..."

Anche i Goblin, gli Orchi, i Troll e gli Uomini Lucertola si inchinarono ad Almodea, che aveva da tempo smesso di capirci qualcosa.

Hanno nominato me capo?! Ma non dovrebbe farlo Sergio? O papà! Oppure mamma! O anche Hirashi! Perché io?!!!

Avrebbe rifiutato, ma se era la volontà di suo padre, non avrebbe potuto direi di no.

"E va bene...lo faccio! Sarò il vostro capo! Per prima cosa ci serve un nome..."

"Un nome?"

"Esatto Shen, un nome che ci faccia riconoscere come uno stato assestante! Qualcuno ha qualche idea?"

"Alleanza della Giada Oscura suona bene, ma Alleanza Giada Almodea suona ancora meglio!"

"Mi piace! Sei fantastica Shion!"

La proposta di Shion ottenne molto consenso e perciò, mentre la demone era in preda ad un incredibile sudore freddo, nacque l'Alleanza Giada Almodea.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Finita la riunione, tutti iniziarono a tornare ai propri territori, con la promessa di rincontrarsi nei giorni successivi per sistemare meglio i tratti e gli accordi.

Almodea e Shion stavano vicino all'entrata della montagna dei Troll, intente a chiacchierare amorevolmente. Fu in quel momento che il gruppo degli Orchi uscì fuori, capitanati da Gherd e Scylla.

"Nobile Almodea!"

"Uh?"

L'ibrida Orca-Ogre si allontanò dal suo gruppo e si avvicinò alla demone, inchiandosi.

"Oh, ciao Scylla!"

"Posso parlarvi?"

"Certo! Cosa c'è?"

L'Orca sollevò il capo e fissò Almodea negli occhi.

"Vorrei mettermi al vostro completo servizio, è l'unico modo per potervi ripagare per tutto, oltre ciò, mi avete salvato la vita ben 2 volte..."

La demone spostò lo sguardo verso Shion, come per chiederle il permesso di poter rispondere e questa glielo diede.

"Ok, potrei aver bisogno di una segretaria in più! Ti piacciono i pigiama party?"

"I pigiama che?"

"Uff! Ci sarà molto lavoro da fare anche con te!"

Almodea sorrise e porse la mano a Scylla, facendola rialzare.

"Ben venuta alla città di Almy, cara Scylla"

Scylla sorrise a sua volta, mostrando le zanne da ogre.

"Grazie Nobile Almodea, non vi deluderò!"

"Avrai bisogno di un arma degna...ho già un idea!"

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Hirashi aprì la porta scorrevole del proprio dojo, che era stato da poco ultimato. Fece un passo all'interno della struttura e alzò lo sguardo verso il soffitto.

"Dovrei trovarci un simbolo..."

"Yaaah!"

Hattori e apparve dall'ombra e provò a colpire la donna con la spada, ma questa la bloccò con le dita della mano, senza neanche guardarlo.

"Sei miglorato, Hattori..."

"Mai una volta che riesco a fregarvi, eh maestra? Eh eh!"

"Già...comunque, vorrei parlarti un attimo"

Il vecchio Oni rinfoderò la spada e annuì prontamente, mettendosi in una posizione più rispettosa.

"Ditemi pure, Nobile Hirashi!"

"Dovrò lasciare la città di Almy per alcune settimane, ti affido il dojo..."

"Posso sapere il motivo?"

"Troppo lungo da spiegare, ma sono direttive dell'Assoluto"

"Capisco, non temete sensei! Continuerò l'addestramento delle reclute al posto vostro, nonostante io non sia al vostro livello..."

"Grazie, mi fa piacere..."

Con il solito stoicismo, la donna si mosse verso una delle stanze adiacenti ed iniziò a mettere delle cose in un borsone. Hattori la seguì a ruota.

"Posso sapere dove siete diretta?"

"L'impero di Nexia, alla capitale..."

"L'impero di Nexia, eh? Chissà come prenderà la nascita della Giada Almodea..."

"Non lo so, ma nonostante quanto sia marcio quello stato, escludo che possa essere così stupido da attaccarci..."

"Già, avete ragione voi"

La donna chiuse il borsone e fece per uscire, prima di fermarsi all'entrata, dove incontrò Yor.

"Lady Hirashi! Mi permetta di accompagnarla alla capitale!"

"No..."

"Per favore!"

Yor si lanciò ai piedi di Hirashi in lacrime, come una bambina che non voleva lasciar andare il genitore al lavoro.

"Yor, è imbarazzante..."

"Lady Hirashi! Vi prego! Vivo solo per servirvi!"

"E va bene, puoi venire con me, ma anche meno fanatismo...ok?"

Borbottò Hirashi, esasperata.

"Sì! Come volete voi, Nobile Hirashi!"

"Cosa avevo appena detto? Sai cosa...lascia perdere"

Detto ciò, la donna uscì dal dojo, seguita a ruota da Yor.

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Un paio di giorni dopo, alla capitale dell'impero di Nexia si sarebbe tenuto un congresso eccezionale per discutere la nuova potenza che si era creata nei loro territori: l'Alleanza della Giada Almodea.

Immobile accanto al trono dell'Imperatore Rampos IV, Gareth individuò gli esponenti delle 8 grandi famiglie nobiliari fra gli aristocratici presenti. Questa nuova potenza era emersa in maniera così improvvisa che erano stati richiamati tutti i membri del ceto nobiliare, dai più famosi marchesi ai più sconosciuti duchi. Perfino i capi Gilda delle città piu inflienti erano presenti, dato che la nuova potenza emergente era formata da mostri, sarebbe stata necessaria la loro sapienza in quanto esperti in materia.

Oltre all'Imperatore, erano presenti anche i suoi 4 eredi imperiali, seduti su dei troni accanto al padre. Il più vicino al sovrano era il primo principe nonché principale ereditario del trono, Bilius Barbaro Igvana Raizelf, il quale aveva l'appoggio di uno degli 8 grandi nobili per la corsa alla corona. A seguire vi era il principe cadetto Zangan Valor Igvana Raizelf, sempre distintosi per il suo intelletto più che per le abilità fisiche, diffati era abbastanza grassoccio per avere solo 21 anni. Accanto a lui siedeva il terzo principe, Oswald Wild Igvana Raizelf, era quello meno noto dei 4 eredi poiché aveva già apertamente rinunciato al trono per supportare il fratello Zangan. Infine, ma non per importanza, l'unica figlia femmina dell'Imperatore, soprannominata la "Dama Aurea" per il suo sorriso splendente come l'oro, la principessa Arianne Tudor Igvana Raizelf, anche lei in corsa per la corona, anche se non attivamente come i fratelli, soprattutto per il fatto che fosse una donna, motivo per cui in molti la davano già per sconfitta in partenza.

"Direi di cominciare"

Disse l'Imperatore, facendo cenno al ciambellano di corte di avvicinarsi.

"È arrivata una missiva da parte di una certa <<Alleanza della Giada Almodea>>, per favore...potrebbe leggero?"

Obbedendo alle parole del sovrano, il ciambella strotolò la pergamena e lesse ad alta voce:

"Dopo la sconfitta del Troll Disatro da parte della Somma Almodea Fearterror, la foresta della Giada Oscura si è finalmente unificata sotto un unico stendardo. Visto che i territori della foresta non sono mai stati soggiogati o assoggettati all'Impero di Nexia per vie legittime, come conquista o cedimento, tali territori sono da considerarsi non reclamati. Per tanto, le varie tribù della Giada Oscura, capitanate dell'illustre Almodea Fearterror, hanno deciso di dichiararsi indipendenti dal teorico dominio dell'Impero di Nexia. D'ora in avanti la foresta sarà conosciuta come una grande coalizione e prendera il nome di Alleanza, o Federazione, Giada Almodea. Chiediamo che venga riconosciuta sovranità e territori, nonché data la possibilità di instaurare rapporti commerciali e amichevoli. Nel caso dovessero venir recepite risposte ostili a codesta missiva, l'Alleanza Giada Almodea si prenderà il diritto di dichiarare guerra, specificando in maniera accurata gli eventuali casus belli. Tutto in nome della pace e della giustizia. Firmato: la rappresentante della Giada Almodea, Lady Almodea Fearterror"

La richiesta non era del tutto campata per aria, tuttavia il fatto che obbedrvi avrebbe portato alla nascita di un regno di semi-umani sarebbe stato pericoloso.

"Perciò questi mostri vogliono l'indipendenza? Ma è... un'assurdità!"

Abbadiò il marchese Buck, uno dei grandi 8, il nobile con il potenziale bellico più elevato dell'impero, nonché principale sostenitore del primo principe.

"Credete che sia una delle scuse del Regno? Magari ci vogliono ingannare!"

Propose il conte Light, anch'esso uno dei grandi 8, il meno influente.

"Lo escludiamo, è arrivata a palazzo portata da un Uomo Sepente, è stato rinchiuso in una stanza mentre attende la nostra risposta"

Concluse l'Imperatore, mettendo fine ai dubbi sull'autenticità della missiva.

"La risposta da dare mi pare ovvia: No!"

Ruggì il marchese Buck, grattandosi una delle tanti cicatrici sul volto.

"Sarebbe da pazzi permettere ad uno stato di semi-umani di nascere! Già abbiamo abbastanza problemi con quei regnicoli! Se poi si aggiunge anche questa Giada Almodea! Siamo fregati!"

Al coro si unì anche il marchese Blumund, anch'egli uno dei grandi 8, conoscito per essere molto avido.

"Magari è la volta buona che mettiamo in riga quei semi-umani! Una bella guerra per fargli capire il loro posto!"

"Pernettetemi di parlare"

Si fece avanti appena il marchese Pepea, il più giovane dei grandi 8, succeduto al padre da pochi mesi come capo della famiglia Pepea.

"Per me non possiamo sopportare tale arroganza, sono a supporto della guerra!"

Alcune voci dal fondo fecero intendere che la maggior parte dei presenti fosse d'accordo con il muovere battaglia contro la neonata Giada Almodea. In molti però fecero notare che uno scontro bellico di quella portata avrebbe indebolito parecchio l'Impero, portandolo ad essere più scoperto per un attacco da parte del Regno di Ashen.

Mentre si discuteva, la mentre di Gareth iniziò a vagare. Il sentire così tanto il nome Almodea lo portò a chiedersi dove lo avesse sentito prima.

Ma certo!

La mente di Gareth fu colpita da un lampo a ciel sereno. Era lo stesso nome della ragazza che accompagnava l'illustre Almodeus, difatti ricordava che i due nomi fossero molto simili. Che quell'Almodea incontrata al villaggio fosse la stessa che ora governava la Giada Oscura? Voleva dire che Almodeus era coinvolto? Oppure ne era estraneo?

"Capitano, voi cosa ne pensate?"

La domanda dell'Imperatore riportò Gareth alla realtà. Scosse la testa e si strinse nelle spalle, ossevando i nobili difronte a lui. In pochi lo ammiravano, per via della sua estrazione popolare, avrebbe dovuto fare attenzione a quello che gli usciva dalla bocca, perché ogni parola sarebbe potuta essere usata contro di lui per screditare l'Imperatore.

"Io credo che la guerra sia l'ultima spiaggia, proporrei di interrogare i capi Gilda, visto che sono stati convocati"

Con un rapito gioco di parole, Gareth aveva scaricato il suo fardello su qualcun'altro.

"È vero, cosa sapete dirci?"

Li interrogò il sovrano, portando lo sguardo di tutti verso di loro.

"Ecco..."

Uno di loro si fece avanti, era un uomo sulla cinquantina con i capelli grigi e dei folti baffi. Si chiamava Isacc ed era il capo della Gilda di Arel, una delle più inflienti, conosceva molte persone, perfino nel Regno di Ashen e nella Federazione di Bashad.

"Noi crediamo che sia meglio concedere l'indipendenza"

"Cosa?! Ma ti senti? Questo dovrebbero essere le parole di un capo Gilda?"

Lo schernì Buck, grattandosi la grossa pancia.

"Per favore maestà, mi è concesso spiegarmi?"

"Naturalmente..."

"Prima di tutto, i semi-umani della Giada Oscura non sono normali come gli altri, ma bensì si sono evoluti nel tempo, questo fattore è costato all'Impero salate sconfitte in passato, giusto?"

"Corretto..."

La nomina delle sconfitte passate sollevò un piccolo sottofondo di brusii, più precisamente insulti diretti verso i mostri della foresta.

"Già solo questo è importante! Se non siamo riusciti a batterli quando erano divisi, che speranze abbiamo adesso che sono uniti?"

Nessuno ebbe da ridire su quel punto. Era palese come il sole che Isacc avesse ragione.

"Inoltre, nella missiva viene nominato il Troll Disastro. Ho fatto delle ricerche e ho scoperto qualcosa di interessante. Maestà! Mi è concesso convocare un testimone?"

"Certamente, di chi si tratta?"

L'uomo fece cenno ad una figura nascosta nell'ombra di avvicinarsi. Una volta illuminata dalla luce, venne rivelato un cavaliere alto e armato di spada, nascosto per intero dalla propria armatura nera come la pece.

"Lui è Sir Amon, un avventuriero di rango Smeraldo, recentemente promosso al rango Diamante!"

"I miei ossequi, vostra maestà!"

Il cavaliere fece un breve inchino. In sottofondo ripartirono i sussurri, dopotutto un avventuriero di grado Diamante era cosa più unica che rara, sia nell'Impero che nel Regno.

"È un piacere avervi qui, Mastro Amon. In cosa potete esserci testimone?"

"Della smisurata potenza della Giada Almodea. Vedete, nella missiva non c'è scritto, ma i mostri Disastro presenti erano 2: uno era il già citato Troll Disastro, mentre l'altro era l'omesso Orc Disastro. Sono entrambi mostri estremamente potenti, capaci di distruggere più città da soli"

"Dove volete arrivare? Come fate a sapere tutte queste cose?"

"La farò breve. Io ho sconfitto L'Orc Disastro con l'aiuto della Nobile Almodea, mentre lei ha sconfitto il Troll Disastro, tutto da sola"

A quell'affermazione, iniziarono a piovere insinuazioni.

"Da sola?!"

"Impossibile!"

"Sei in combutta con loro! Hai pure usato un onorifico per quella megera che si è autonomnata capo!"

Amon si girò verso il nobile che aveva appena parlato, zittendolo con il solo sguardo. Nonostante avesse il volto coperto dall'elmo, l'uomo fissato provò comunque un sentimento di paura.

"Sto cercando di farvi capire che la guerra sarebbe un errore! Se Lady Almodea è in grado di sconfiggere da sola un mostro del genere come il Troll Disastro, potrebbe facilmente battere anche me, che sono di rango Diamante! Inoltre non sto contando che quella foresta è protetta dal leggendario Drago vento-forte"

Alla nomina del Drago, tutti i nobili si zittirono. Quella bestia era conosciuta per essere uno degli esseri più potenti del mondo. Era risaputo che avesse dato la sua benedizione sulla foresta, diventandone il protettore.

"Oltre ciò, aggiungo anche che Lady Almodea ha la benedizioni delle Driadi, sarebbe una pazza affrontare anche loro"

Dei sussiri si levarono dal fondo della sala, questa volta animati dallo stupore. Le Draidi venivano viste come delle sorte di Dee dagli umani, perciò in pochi le avrebbero affrontate direttamente, soprattutto quelle della Giada Oscura, ritenute fra le più potenti della loro specie.

"Vostra maestà, mi è concesso un ultimo commento?"

"Certamente, Messer Amon"

"Per me potreste sfruttare questa situazione a vostro vantaggio. Dal contenuto della missiva sembrano intenzionati ad iniziare rapporti commerciali, questo aiuterebbe la vostra economia a girare meglio, inoltre non stiamo contando che la foresta si trova proprio fra l'Impero e il Regno, potrebbe fungere da stato cuscinetto"

A quelle parole, partiromo mormorii di assenso. Moltissimi aristocratici sembravano passati come per magia dalla parte di Amon. Il potere del denaro non tradiva mai.

"Dopo quello che ho sentito, ho deciso di deliberare..."

Tutti gli sguardi si spostarono sull'Imperatore, il cui sguardo serio non faceva trapelare nulla.

"Lasceremo diventare questa Giada Almodea uno stato assestante, una guerra per un territorio che non possiamo sfruttare sarebbe un insulto verso chi ha dato la propria vita per il nostro Impero"

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Una volta finita la riunione, Amon tornò al proprio alloggio, una locanda che aveva prenotato con i soldi della Gilda, dato che era stato convocato come testimone speciale.

"Ben tornato, Lord Almodeus!"

Lo accolse Sergio, facendo un breve inchino. Il demone si sedette sul letto e assunse la sua forma originale, sospirando leggermente.

"E anche questa è fatta, la Giada Almodea è al sicuro per adesso..."

"Esatto! Comunque...volete parlare del nostro piano?"

"Sì, dobbiamo riuscire ad aumentare la fama di Amon nella capitale. Come va con la raccolta delle informazioni?"

"In maniera eccellente, osserei dire!"

"Molto bene...io torno al Fear Tower per riposarmi un po', manderò qui Shaco, fagli usare le sue abilità per prendere il posto di Amon"

Come per incanto, Almodeus sparì di colpo e poco dopo apparve Shaco, che prese le sembianze del cavaliere di rango Adamantio.

"Ricordati la parte da recitare, ok Shaco?"

"Tranquillo! Non sono un pazzo...aspetta! Sì invece! Ahahaha!"

Sergio sospirò alla batutta e ruotò gli occhi, per poi iniziare a riflettere. Un piccolo sorriso si fece pian piano strada lungo il suo volto.

"Hey Shaco..."

Si avvicinò al clown mimetizzato ed iniziò a sussurrare.

"Ti andrebbe di fare un po' di casino?"

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Passarono vari mesi dalla nascita dell'Alleanza della Giada Almodea. Le risposte delle nazioni limitrofe furono abbastanza neutrali, con L'impero di Nexia che diede il suo benestare insieme al Regno di Ashen. La Teocrazia si dimostrò contraria invece, vista la stretta dotrina contro le razze semi-umane. Dovette però cedere e riconoscere la sovranità nazionale della Giada Almodea, poiché altrimenti si sarebbe scatenato un conflitto fra le due nazioni, dal quale la Teocrazia sarebbe uscita sconfitta in ogni caso, visto che anche in caso di vittoria, i danni sarebbero stati così elevati da permettere al Regno o all'Impero di essere una minaccia, senza contare che la Teocrazia aveva già un conflitto aperto con il Regno Elfico e un cessate il fuoco sembrava tutto, fuorché dietro l'angolo.

La città di Almy crebbe a vista d'occhio e molte cose cambiarono drasticamente. Prima di tutto, grazie ai Troll e agli Orchi, ora evolutisi in High Orc e High Troll, venne costruito un colossale acquedotto, insieme a vari sistemi d'irrgazione e alle strade, che resero agilibi molte zone della foresta, oltre che a favorire il commercio. Vennero edificate molte più abitazioni e tutti gli Orchi si trasferirono nella grande città di Almy, insieme ad una grande porzione della popolazione dei Troll. Gli Uomini Lucertola decisero di rimanere nella propria palude, ma Tokka e altri soldati vennero inviati come studenti per fare carriera e ottenere esperienza. Lei e i suoi sottoposti si evolsero in Dragonoidi, perdendo la forma da lucertola, ma ottenendo una forma umana e una forma mezzo-drago.

Scylla, evolutasi in una High Ogre, divenne la seconda segretaria e guardia di Almodea, le fu donata una potente mazza incantata appartenuta ad un Troll del mondo di provenienza di Almodea. A differenza di Shion era un'ottima cuoca, ma anche lei risultava pressoché incapace e maldestra con le cose d'ufficio. Se prima Shion doveva litigare con Shuna per le attenzioni della demone, ora ci si era aggiunta anche Scylla.

Per via della sua condotta incresciosa durante il proprio governo e del gran numero di vittime provocate dalla guerra contro Almodeus, Gabiru fu spogliato del proprio titolo di principe ed esiliato insieme ad alcuni suoi sottoposti fedeli. Venne accolto da Almodea a braccia aperte e questa li fece evolvere in Dragonman, donandogli ali di drago e soffio infuocato. Gabiru divenne primo comandante della divisione aerea della città di Almy, un ruolo che non solo gli piaceva, ma che anche gli permise di migliorare le proprie tattiche militari.

Hattori e Hyo-Zan-Ryu presero in mano il dojo di Hirashi durante la sua assenza, continuando l'addestramento delle reclute. Tokka fu inviata insieme ad una parte dei soldati sopravvissuti per poter fare carriera nella grande città di Almy e ben presto entrarono a fare parte della squadra di ricognizione guidata da Zed.

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Mentre la città d Almy si evolveva e si espandeva a vista d'occhio, c'era chi scrutava nell'ombra. Ad Est della Federazione di Bashad vi erano vari territori sotto il dominio di chiunque fosse abbastanza forte da mantenere il proprio governo su quelle terre, senza far parte della Federazione. Uno di questi comprendeva un castello con una landa desolata ed un canion. Veniva chiamata "Teator of the Puppetier"

Un uomo sulla trentina osservava lo svolgersi della battaglia fra Almodea e l'Orc Disatro tramite una sorta di specchio magico affisso alla parete. Con un movimento della mano l'immagine fu modificata ai giorni odierni, raffigurando la città di Almy, in special modo un cantiere.

"Perciò, il tuo piano per creare un Arcidemone burattino usando il Re dei Troll e il Re degli Orchi è andato in fumo..."

La voce di Laplace, seduto su un divanetto davanti a lui, gli spraggiunse. L'uomo si sistemò il ciuffo verdognolo, spense lo specchio con uno schiocco di dita e si alzò in piedi. Prese un bottiglia di vino rosso e se ne versò un po' in un bicchiere, porgendolo al giullare, che però rifiutò con un cenno della mano.

"Hai ragione, caro Laplace. Tuttavia non ogni sforzo è andato sprecato. Ho ancora molti pezzi sulla mia scacchiera, inoltre quella Almodea Fearterror potrebbe tornarci utile..."

"Oh sì! Anche quello Shaco non era male! Comunque...alla fine sei riuscito a sottomettere il Coccodrillo delle sabbie?"

"Non ancora, avrebbe dovuto occuparsene quell'incapace di Gerud, ma ora che è morto...credo che lascerò la cosa in sospeso. Ho bisogno di preparare un nuovo piano e devo volare basso, prima che gli altri mi scoprano!"

"Chi di voi è già venuto a conoscenza dell'Alleanza Giada Almodea?"

"Per ora dovrebbero saperlo solo Leon, Freya e Silvermere. Ma suppongo che anche gli altri ne sentiranno parlare molto presto, è il topic del momento..."

Rispose l'uomo, sistemandosi il vestito bianco dai bordi verdastri.

"Bhe, se hai bisogno di aiuto sai chi chiamare, caro Madness!"

Disse il giullare, alzandosi in piedi, per poi fare un breve inchino.

"Oh scusa! Volevo dire Arcidemone Fakeman Four! Mi devo ancora abituare al tuo nuovo titolo..."

"Non fa niente..."

Risorse Four, sorseggiando del gustoso vino rosso dal proprio calice.

"Appena ti serve una mano, chiamami pure! Ti farò un ottimo prezzo!"

"Ci conto, saluta Big G e Fallen Tear da parte mia"

"Sicuro! Saranno felici di avere tue notizie!"

Con un altro inchino, il giullare sparì in una nuvola di fumo, non lasciando nessuna traccia del proprio passaggio.

"La Federazione Giada Almodea, eh?"

Four si girò verso la vetrata davanti a sè. Diede un rapido sguardo alla landa desolata che separava il suo maniero dall'esterno, per poi portare il calice alla bocca.

"Per ora mi tocca rigare dritto e stare a guardare, ma ben presto sarà il mio momento sul palcoscenico!"

Fine dell'arco: La foresta della Giada Oscura.

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