Truyen2U.Net quay lại rồi đây! Các bạn truy cập Truyen2U.Com. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 6: I Marchesi dell'Oscurita

"Alzate pure il capo!"

Disse Almodeus con tono autoritario ai propri sottoposti mentre sedeva alla sua scrivania. C si posizionò in piedi alla sua sinistra, mentre Almodea ed Hirashi stavano alla sua destra.

"Shockwave, puoi alzarti in piedi e spiegare cosa hai trovato nella testa del Capitano Bork e dei suoi sottoposti?"

Domandò, facendo cenno al robot di alzarsi. Questo ubbidì senza fare storie e iniziò a fissare il proprio padrone.

"Nella testa di quell'organico ho trovato varie conoscenze su questo mondo, come sulla magia e alcuni vantaggi che potremmo usare contro la Teocrazia di Reia..."

Almodeus parve compiaciuto dalla cosa. La Teocrazia era la più forte delle potenze umane, maggiori informazioni equivaleva a maggiori possibilità di vittoria, non che questa fosse in dubbio, ma almeno avrebbero dovuto usare meno forze possibili.

"Bene, molto bene Shockwave! Altro?"

Il drone scosse la testa, rispondendo con il solito tono freddo e privo di emozioni.

"Purtroppo no, sembra che una parte dei suoi ricordi sia stata cancellata da qualcosa. La connessione corticale non è in grado di ricostruire dati completamente rimossi"

Peccato, ma non è un così grave problema...

"Capisco, probabilmente i capi di Bork non volevano essere scoperti. Speravo che la tua tecnologia potesse recupare anche ricordi andati perduti..."

"Purtroppo devo ancora capire come funziona la logica di questo mondo. Per ora sto, con l'aiuto di Soundwave, cercando di ottenere informazioni sull'Impero, fino ad adesso è la nazione con cui abbiamo i migliori rapporti dopo il salvataggio del Capitano Gareth da parte vostra, Assoluto Almodeus"

Il demone annuì, sapeva lui stesso quando fosse difficile adattarsi al nuovo mondo. Tutto era immacolato, da scoprire. Sotto sotto lo appagava questa mancanza di conoscenza che possedeva.

"Mi piace questa presa di iniziativa, Shockwave! Dobbiamo essere il più autonomi possibile per poter riuscire a sopravvivere. A questo proposito, volevo informare tutti di un piano che sto sviluppando."

Udite quelle parole, gli occhi dei presenti si centrarono su Almodeus, visibilmente interessati. Tuttavia, uno dei sottoposti, Sergio, alzò la mano, in attesa della parola.

"Scusi se la interrompo, Lord Almodeus, ma volevo avvisarla che io e Conrad stiamo ancora cercando di comprendere come sfruttare a nostro vantaggio l'economia di questo mondo. Ci scusiamo in anticipo per la nostra lentezza..."

Almodeus scosse la testa e rassicurò il suo sottoposto con un movimento della mano.

"Non è un problema! È tutto nuovo, anch'io devo capire tante cose. Comunque...Tornando al mio piano, esso è diviso in 2 <fasi>, ogni fase sarà inizialmente indipendente, ma con lo svilupparsi vi sarà tutto più chiaro. Iniziamo dalla prima..."

Almodeus girò il suo occhio destro verso C e quello sinistro verso Hirashi.

"C, Hirashi, potete venire difronte a me?"

Le due donne ubbidirono e si misero difonte a lui, mentre le seguì con lo sguardo.

"La prima fase si chiamerà <mascherata>. Voi due dovrete introdurvi nella società di una delle nazioni e ottenere informazioni."

Le due donne, come i sottoposti alle loro spalle, furono estremamente sorprese, non si aspettavono questo.

"A me va bene, amore mio, ma non voglio obbligare Hirashi a fare qualcosa che non vuole, lei è un ospite! Non un tuo sottoposto..."

Obbiettò C, non completamente d'accordo con la proposta. Hirashi era come una seconda figlia per lei e non le piaceva l'idea di obbligarla a fare qualcosa come se fosse un comune servitore, con la scusa che era estremamente potente. 

"Lo so, e difatti il mio non era un vero ordine, più una spiegazione..."

Rispose Almodeus, per poi spostare lo sguardo verso Hirashi e continuare, guardandola dritto nei suoi occhi violacei e privi di emozione.

"Hirashi, se non vuoi farlo non ti obbligo, non sentirti in dovere di riparagare l'ospitalità, sei come una sorella per mia figlia Almodea e proprio per questo sono io quello in debito fra i due."

Sentito ciò, Hirashi fece un passo avanti, aveva visibilmente molto da dire, ma decise di limitarsi.

"Lord Almodeus, posso solo sapere in cosa consisterà il mio compito?"

"Per l'ennesima volta, puoi chiamarmi semplicemente Almodeus, comunque, tu e C dovrete recitare la parte di una ricca donna nobile e la sua maggiordoma o servitrice personale. Credo che sia la copertura che attiri meno sguardi indiscreti..."

"Dovrò proteggere C, giusto?"

"Esattamente! Sei il secondo essere più potente qui, C con te è in buone mani, tuo padre Shockwave si fida di te, io pure..."

"Ti ringrazio, non tradirò questa fiducia. Accetto l'incarico..."

Almodeus parve contento della risposta, ma non fece in tempo a congratularsi che sua figlia alzò la mano e fece qualche passo avanti, obiettando.

"Scusate se rovino il momento, ma abbiamo trascurato un problema: capisco scegliere mia madre per il ruolo perché è molto simile ad un umano, ma nessuno crederà mai che una donna tutto muscoli, dalla pelle bianca e alta più di 3 metri come Hirashi sia umana, attireremo troppa attenzione, no?"

"La tua obiezione mi rende fiero figlia mia, ma abbiamo già pensato ad una soluzione, giusto Shockwave?"

Una volta chiamato in causa, il robot si alzò in piedi e cammino verso Hirashi, consegnandogli un bracciale blu con un piccolo pulsante rosso su di esso.

"Padre...Cosa è?"

"È un proiettore olografico, permette di mascherare in maniera illusiora chi lo indossa"

Il robot premette il pulsante sul bracciale, facendo trasformare la sua colossale figlia adottiva in una donna dalla pelle umanamente pallida, con dei vestiti simili agli originali, ma adattati alla nobiltà del nuovo mondo. 

"Wow! Non ti avrei mai riconosciuta Hirashi, sei molto meno imponente del solito..."

Commentò in maniera ironica Almodea, notando che il bracciale aveva ridotto l'altezza di Hirashi a poco più di due metri, soprendente per un umano, ma nulla in confronto alla stazza della maggioranza dei presenti.

"È solo una proiezione olografica, a noi sembra un'altra persona, ma in realtà il soggetto di base è sempre lo stesso"

La corresse Shockwave, spegnendo il dispositivo.

"Molto bene, questo ci permetterà di non essere scoperti. Comunque Hirashi, ho un motivo in più per chiedere a te di accompagnare C..."

La donna gigante alzò un sopracciglio, leggermente incuriosita.

"Quale?"

Almodeus iniziò a muoversi verso sua figlia, senza mai smettere di fissare l'altra donna. Pensò bene a cosa dire in seguito, consapevole che l'argomento era molto importante per Hirashi.

"Perché, se tua madre Nikusa è stata veramente trasportata qui con noi, avrai più possibilità di trovarla girovagando per una città piuttosto che rimanendo chiusa in una torre, non credi?"

"Grazie...Per me è davvero tanto, sono in debito con te..."

"Non scherzare! Lo sono io, come ho già detto..."

"Avremmo del tempo da passare insieme, Hirashi! Non mi dispiace recitare la parte di una riccona, sai?"

Aggiunsè C contenta, amava passare tempo con Hirashi e ora avevano la scusa per farlo.

"Non lo sei già?"

La risposta venne accompagnata da un sorriso da parte della gigante bianca, un avvenimento più unico che raro.

"Mi piace che ci sia tutta questa allegria, nonostante la situazione. Tuttavia, dobbiamo solo trovare la casa da farvi usare..."

"Io avrei un'idea! Il nobile che possiede il villaggio di Anna, ossia quello che avete salvato voi, ha una villa nella capitale dell'Impero, potremmo provare ad acquistarla..."

Propose Morello, rimasto in silenzio fino a quel momento.

"Sì, dobbiamo acquistare anche il villaggio, così potremmo usarlo per sperimentare su questo mondo..."

Aggiunse Cortex. L'idea fu allettante per le orecchie di Almodeus. Un intero villaggio da usare come parco giochi.

"Posso andare a sentire quanto vogliono per quelle terre e la villa, ma dovremmo trovare un modo per guadagnare soldi..."

La proposta di C non sorpese, vista la sua elevata abilità nelle contrattazioni. Portò a galla anche un altro problema: come fare soldi in quel nuovo mondo?

"E qui si torna alle 2 fasi del mio piano, la seconda si chiamerà <farsa>. Io ed Almodea ci spacciaremo per mercenari, in modo da guadagnare denaro dalla Gilda dei cacciatori di mostri ed avventurieri"

"Davvero? Evviva! Ucciderò dei mostri! Sarà una cazzo di figata!"

L'entusiasmo di Almodea era palpabile, adorava questo genere di cose.

"Già, però dovremmo mascherarci! Non possiamo attirare l'attenzione su di noi, ma possiamo attirarla sull'immagine che diamo di noi! Ho già qualcosa in mente"

"Scusa, ma la madre di Almodea, ossia io, non dovrebbe dare la sua opinione?"

"Certo, amore mio. Cosa ne pensi?"

"M-Mi va bene...Basta che non si faccia male!"

C arrossì leggermente, ma lo nascose girandosi di lato e parlando con un tono da falsa offesa 

"Tranquilla mamma, sono una tosta io!"

Mentre i vari membri della famiglia discutevano, Smaug iniziò a rilasciare del vapore dal suo corpo, alzò mano ed attese di avere la parola.

"Perdonate la mia interruzione, Lord Almodeus, ma avevo un dubbio...Cosa intendete di fare con il Capitando Gareth Stronghold?"

Il demone parve sorpreso dalla domanda, ma allo stesso tempo intrigato, non era da Smaug porre quesiti del genere o fare domande in generale.

"Devo decidere, perché?"

"Ho assistito al combattimento fra il Capitano Imperiale e i membri della Teocrazia. Per quanto sia estremamente debole se paragonato a noi, le Arti di battaglia potrebbero essere una conoscenza cruciale, in grado di farci comodo..."

"Che idea hai?"

Smaug emise altro vapore caldo, valutando la risposta.

"Potrebbe chiedergli di lavorare per noi..."

Almodeus parve sorpreso da questa proposta, alzò la mano verso Smaug e gli puntò il dito indice, preparando una riposta.

"Per ora ho altri pensieri in testa, ma terrò in considerazione la tua proposta, Smaug! Ottimo lavoro! Voglio che tutti seguiate il suo esempio, dite le vostre idee, così da permettere a ognuno di valutarle!"

Il demone si guardò attorno, come ad esortare gli altri ad apprire bocca, ma nessuno parlò. Sospirò a quella mancanza di quesiti e decise di lasciar perdere.

"Bene, la seduta è tolta! Tranne Almodea, tutti possono andarsene..."

Disse, dando ordine di sgomberare il suo ufficio, dopotutto era stata una riunione lunga ed ora doveva parlare in privato di qualcosa con sua figlia.

È stata una riunione interessante, sapere che Hirashi è completamente dalla nostra parte ci da un vantaggio non indifferente. Inoltre vedere tutti così collaborativi ci permetterà di avere un inizio con il botto.

Ragionò Almodeus, visibilmente contento di come fosse andata la riunione.

"Hem...Papà, di cosa dovevi parlarmi?"

Gli chiese la figlia, con un tono di insicurezza nelle proprie parole. Almodeus lo notò e sospirò.

Perché? Non sono mai stato un genitore severo! Eppure ogni volta che sono da solo con lei, Almodea teme che possa sgridarla! Anche per questo voglio passare più tempo con mia figlia, non è nel mio volere che lei mi tema così tanto, è leggermente eccessivo.

Dopo aver riflettuto per qualche minuto, il demonio alzò la mano destra verso la figlia e le risposte, in tono calmo e rassicurante.

"Calma Almodea, fino ad adesso ti sei comportata benissimo! Voglio solo parlarti della nostra copertura di cacciatori di mostri"

 La demone si calmò di colpo e sorrise al padre, il quale sorrise a sua volta, compiaciuto di come fosse facile rassucirare la figlia.

"Posso mettermi un mantello?"

Domandò Almodea euforica. Voleva davvero tanto indossare un mantello.

"Sì, io invece credo che indosserò un'armatura, oppure qualcos'altro, ora vedrò...Ti andrebbe di andare alla Gilda? Così capiamo come funziona..."

La demone annuì e sorrise, d'accordo con il padre.

"Bene figlia mia, andiamo a prepararci!"

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~                         
Gareth camminava per i corridoi del palazzo reale, situato a Noxastatus, la Capitale Imperiale. Salutò alcuni soldati e si diresse verso la stanza della principessa Arianne. A guardia vi era un giovane ragazzo biondo di 16 anni di nome Finn. Si trattava del guardiano personale della principessa Arianne.

"Come va, Finn?"

Lo salutò l'omaccione. Il ragazzo si mise subito sull'attenti, con uno sguardo serio.

"Tutto bene, Sir Stronghold! Lei?"

"Tranquillo ragazzo, non serve essere così formali!"

"Hem...Sir Stronghold, non posso parlare ad un mio superiore come se fosse un mio pari!"

L'omone sospirò e si avvicinò, torreggiando il giovane ragazzo.

"Puoi anche solo chiamarmi Gareth, ma se vuoi chiamarmi Sir Stronghold o Mastro Gareth te lo concedo. Comunque, la principessa è nella sua stanza? Ci passa molto tempo..."

La principessa Arianne era una ragazzina di 16 anni, intelligente, gentile ed amorevole, ma del tutto lontana dall'idea di principessa comune. Dei 4 figli dell'Imperatore, lei era la più amata dal popolo, poiché la più vicina a loro. Andava spesso dai bambini agli orfanotrofi, fu lì che incontrò Finn, facendolo portare a palazzo per essere la sua guardia personale, anche se aveva solo 11 anni all'epoca.

Non riesco a credere che siano già passati 5 anni da allora...

Pensò Gareth, facendosi prendere dai ricordi.

"Oh, Sir Stronghold! Che piacere vedervi!"

Disse sorridendo la principessa mentre uscì dalla sua stanza, inchiandosi leggermente.

"Non serve usare il Sir, principessa. Per voi sono solo il Capitano Gareth"

Mai avrei immaginato che un comune come me, ossia il più basso strato sociale dell'Impero, avrebbe visto la principessa inchinarglisi difronte, rischio l'impicagione per questo...

"Non serve essere umili, Sir Stronghold. Voi avete salvato questo impero decine di volte e siete il nostro soldato più forte, dovrò ringraziarvi o portarvi rispetto in qualche modo..."

La principessa sorrise al soldato, riusciendo a strappare un genuino sorriso di felicità al, normalmente, stoico Garteh.

È incredibile che sia così matura a 16 anni. Sicuramente è la più dolce dei 4 figli dell'Imperatore.

"Principessa, vi sono grato per quello che dite..."

Ammise, inchinandosi verso di lei. La principessa fu sorpresa da quel gesto, tanto che si avvicinò al Capitano per dirgli qualcosa, ma una voce in lontananza la precedette sul tempo.

"Capitano Gareth, non serve inchinarsi! Noi ti dobbiamo molto, io ti devo molto..."

Spalancò gli occhi, sorpreso. Conosceva molto bene quella voce, ma rimaneva sempre attonito dalla sua umiltà. L'uomo giro verso il nuovo arrivato, incrociando lo sguardo un uomo anziano intento ad usare uno scettro come bastone.

"Vostra maestà! Non posso essere così vile da non portare rispetto al nostro Imperatore e alla sua famiglia!"

Il solo fatto che L'imperatore Rampos IV mi permetta di essere la sua guardia personale è un onore che non può essere macchiato con una mancanza di rispetto tale da considerarmi un suo pari.

Pensò Garteh, incinandosi difronte all'anziano, seguito a ruota da Finn.

"Non dite idiozie Capitano! L'impero ti deve molto, vecchio amico...Soprattutto delle scuse per aver permesso che tu finissi in un'imboscata della Teocrazia!"

L'imperatore si avvicinò e chinò il capo verso il Capitano, che si alzò e aprì la bocca un sgomento. Dire che era allibito sarebbe stato un eufemismo.

"Vostra maestà! Non è necessario! Ho solo fatto il mio dovere da Capitano!"

L'Imperatore alzò il capo lentamente e fissò Gareth negli occhi, per quanto fosse già nei suoi settant'anni, sua maestà aveva uno degli animi più indomiti del regno. Vedere quello sguardo rese il Capitano fiero di servire un uomo del genere.

"Questo è vero, ma non giustifica la mia debolezza nel permettere che una possibilità del genere accadesse. Ho fallito nel proteggere un mio cittadino, come ho fallito nell'impedire la scissione nelle 2 fazioni..."

L'imperatore ha purtroppo ragione. La scissione nelle due fazioni è avvenuta durante un momento difficile, pochi mesi prima della morte di sua moglie, malata gravemente e ormai incapace di ricordare anche chi erano i suoi cari. Non posso biasimare l'imperatore per aver scelto di passare più tempo con la moglie, lasciando tutto al primogenito, l'arrogannte Principe Bilius, che pur di dimostrarsi potente ha dato troppo potere alla classe aristocratica, causando un effetto a catena che ha diviso l'impero in 2.

"Vostra maestà..."

Gareth fece per avvicinarsi, ma l'Imperatore alzò la mano destra, indicandogli di fermarsi.

"Capitano, siamo fortunati ad averti ancora qui con noi e dobbiamo ringraziare quello stregone, come è che si chiamava?"

Avevo già detto il nome all'Imperatore, ma non posso pretendere che si ricordi tutto...

"Almodeus, Lord Almodeus..."

L'imperatore annuì, deciso a non dimenticarsi quel nome una seconda volta.

"Grazie Gareth, cercherò di mandargli i miei ringraziamenti, anche se non abbiamo idea di dove risieda."

Effettivamente non ho chiesto a Lord Almodeus dove abiti. Supponevo nei dintorni del villaggio, ma nessuno di loro l'ha mai visto prima di quel giorno.

Pensò Garerh, erano passati alcuni giorni da quell'incontro fantomatico e ripensare ad Almodeus lo intrigava, c'era qualcosa in quell'uomo che lo attirava e allo stesso tempo gli faceva venire la pelle d'oca.

"Capitano, potreste accompagnarmi alla riunione?"

Le parole dell'Imperatore fecero tornare Gareth alla realtà. Questi annuì e iniziò a muovermi insieme a sua maestà verso la sala delle riunioni.

Lord Almodeus...Sono in debito con lui, chissà cosa starà facendo adesso?

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Due figure si aggiravano per il sobborgo di Arel, una delle città fortificate dell'impero di Nexia. Una era un robusto ed alto cavaliere, vestente un'armatura nera con degli spuntoni sulle spalline, l'altra era leggermente più bassa, con un mantello rosso che gli nascondeva la totalità del corpo. Erano un uomo e una donna.

"Hem...Tutto bene? Sembri spaesato..."

Domandò la figura più bassa, facendo un cenno con la mano.

"Sì, sto cercando di capire dove è la Gilda dei cacciatori di mostri..."

Rispose il cavaliere, guardandosi attorno. Doveva ancora abituarsi alla visione periferica dell'elmo.

"Eccola papà! Trovata!"

Disse la figura snella mentre indicava una grande taverna. Non avrebbe dovuto dire "papà" ad alta voce, ma nessuno era nelle vicinanze.

Pare che in questa città la Gilda sia fusa con una sorta di ristorante.

"Ottimo lavoro, vediamo un po'..."

I due entrarono nell'edificio. Era abbastanza grande, con uno stile rustico e per nulla lussuoso. A destra vi erano dei tavoli e il ristorante, mentre nel resto della struttura vi sono varie bacheche con degli incarichi e la reception.

"Guardalo, sono sicuro che è qualche nobile figlio di papà che si crede chissà chi..."

"Già, cosa ci fa qui?"

"Per me vuole darsi delle arie!"

I commenti verso i nuovi arrivati non tardarono ad arrivare, soprattutto quelli diretti al cavaliere e alla sua luccicante armatura nera come la pece.

Probabilmente è la mia armatura, mi fa sembrare uno che se la tira.

"Che bastardi! Come osano parlarti in questo modo?"

Commentò irritata Almodea, ma Almodeus le mise una mano sulla spalla e la zittì immediatamente.

"Calmati...Siamo qui per un motivo e non ha senso perdere tempo con esseri come loro."

La ragazza sembrò calmarsi a quelle parole, difatti seguì il padre alla reception e completò l'iscrizione senza dire nulla.

"Purtroppo inizieremo dal grado più basso, ossia quello di Rame..."

Il demone passò una piastrina di Rame e una carta di riconoscimento con il bollo dell'Impero alla figlia. I gradi erano basati sui prezzi di mercato dei vari minerali: Rame era quello più basso, poi vi era Bronzo, Ferro, Argento, Oro, Smeraldo e infine Diamante. Dalle ricerche di Sergio, sembrava che nell'Impero ci fossero solo 2 gruppi di grado Diamante. La Rosa Nera e la Saetta Rossa.

"Non è un problema, con le nostre abilità avremmo un vantaggio!"

Gli rispose la figlia, non avendo tutti i torti. Se li avessero valutati solo per forza, sarebbero stati entrambi di grado Diamante ad onorem.

"Cerchiamo un incarico per noi, ricorda che dobbiamo sembrare umani e che possiamo solo scegliere determinati tipi d'incarichi..."

Per via delle regole della Gilda, era vietato ad un party di rango basso, scegliere una missione per coloro di rango alto. Il motivo si insidiava nella regola di "precedenza". Quando un gruppo reclamava un incarico, questo veniva tolto dalle bacheche e nessun'altra squadra poteva farlo proprio. Perciò, per evitare che avventueri idioti di rango basso togliessero missioni importanti a gruppi di rango più alto, era stata impartita una sorta di "barriera di livello". Un altro motivo era la difficoltà o le preferenze specifiche di chi presentava una richiesta alla Gilda. Se un nobile voleva un gruppo di grado Smeraldo, avrebbe avuto un gruppo di grado Smeraldo, e nessuno gli avrebbe detto nulla. Per quanto riguardava la difficoltà, la barriera di livello serviva anche per evitare che avventurieri di basso grado scegliessero missioni troppo difficili che li avrebbe portati al suicidio.

Purtroppo non sembra c'è ne siamo per caccatori di rango rame...È un bel problema.

La bacheca non risultò così fitta di richieste come Almodeus sperava.

"Scusate...Posso parlarvi?"

Una donna dai capelli rossi, in armatura sgargiante e con un fioretto si avvicinò al duo con sguardo serio.

Abbiamo già fatto qualcosa di sbagliato?

Si domandò Almodeus, per poi scuotere la testa e girarsi verso la sua interlocutrice dall'accento simil francese.

"Sì, permettetemi di presentarci: io mi chiamo Amon, lei è la mia apprendista Alcina."

I nomi erano stati scelti preventivamente dai due, ovviamente dovevano iniziare con la lettera A, era categorico e mandatario.

La donna si avvicinò ulteriormente, tenendo una mano sul fianco sinistro, poco sopra al fioretto.

"Alcina ed Amon? Nomi inusuali per degli umani..."

"Già, normalmente sono nomi da demone, ma da dove provengo io,  Amon significa <Marchese dell'Oscurità>, azzeccato visto che sono un marchese per nascita, invece Alcina vuol dire <Poeta dell'Oscurità>"

La donna annuì, assecondando la loro spiegazione, facente parte di una storia preventivata dai due prima di partire.

"Ammetto che avete fatto un'ottima scelta per i vostri nomi, comunque ora tocca a me presentarmi: il mio nome è Fiora Goldmary e sono la capitana di un gruppo di cacciatori e avventurieri! Vorrei richiedere la vostra assistenza!"

Il demone abbassò leggermente il capo, annuendo, per poi notare la piastrina d'oro che la donna portava al colpo.

"Siete una cacciatrice di rango Oro? Sono onorato che venga a chiedere aiuto a noi, che siamo di rango Rame"

"So riconoscere un uomo forte quando lo vedo. Non siete il classico nobile con l'armatura scintillante e la pappa pronta, vero?"

Almodeus rise sotto l'elmo.

"Sì, sono abbastanza abile, anche la mia apprendista lo è! Conosce molte magie, potrei dire...Fino al livello 5"

Grazie a Shockwave siamo riusciti ad ottenere molte informazioni sulla magia di questo mondo, Almodea ha già iniziato ad impararla, grazie alla sua natura di demone ci mette poco ad apprendere incantesimi di basso livello su cui non si è mai soffermata.

"Livello 5? Il livello massimo è 10 da quello che so, ma è comuqnue soprendente! Deve essere uno dei rari prodigi umani, solitamente è raro che qualcuno superi il livello 3!"

L'informazione di Fiora stupì il demone. Se gli umani erano capaci di eseguire, in media, solo incantesimi di livello 3, come facevano a sapere dell'esistenza di incantesimi di livello 10? Probabile era una questione legata alle leggende.

"Comunque, permettetemi di presentarvi il mio gruppo..."

Continuò Fiora, schioccando le dita. Tre persone si fecero avanti e la donna si avvicinò ad uno di essi, un uomo molto robusto con un paio di Baffoni e uno scudo enorme.

"Lui è il nostro difensore e supporto, si chiama Roman!"

L'omone sorrise caldamente e salutò il duo con un caloroso gesto della mano.

"Piacere di conoscervi signori! Bella armatura amico!"

Grosso, ma dal cuore d'oro? Mi ricorda una vecchia conoscenza.

"Grazie, anche il tuo scudo non è male."

Rispose Almodeus, cerco di essere amichevole, anche se doveva ammettere di non essere abituato a tutta quella gentilezza.

"Io invece mi chiamo Nark, sono uno spadaccino specializzato nel combattimento a 2 lame!"

 Disse un ragazzo biondo di altezza media, il quale si avvicinò ad Almodea e gli fece l'occhiolino.

"Però! Sei bella alta per essere una ragazza, questo ti rende solo più attraente!"

Ci conosce da 2 minuti e ci sta già provando con mia figlia? La cosa mi fa più ridere che arrabbiare.

"Hem...Grazie, comunque io mi chiamo Alcina, e sono già occupata"

Il demone osservò la figlia fare un passo indietro, non esattamente a proprio agio nel parlare con il ragazzo. Almodea non aveva mai avuto interesse verso il sesso opposto, non a livello amoroso almeno.

È irritata, io invece sto facendo fatica a non ridere. Il clima è così causale che...Quasi mi piace, sembra di star incontrando vecchi amici.

"Basta, Nark!"

Ruggì Fiora, tirando un pungo in testa al compagno di squadra.

Però...Si sa fare rispettare la donna.

Mentre la coppia di demoni sotto copertura osservava la scena, Almodeus notò una figura nascondersi dietro a Roman. Sembrava essere una piccola bambina dai capelli rossi.

Che ci fa con degli avventurieri?

"Invece la piccoletta chi è?"

Domandò il cavaliere, indicando la bambina. Fiora sorrise a quella domanda e prese in braccio la piccola dai capelli rossi.

"Lei è mia sorella minore, Annie. È anch'essa un prodigio con la magia! Ha solo 10 anni, ma sa già utilizzare incantesimi di 3° livello!"

È incredibile come la facciata seria di Fiora si sia rotta quando ha visto sua sorella, si vede che tiene molto a lei.

"Non vorrei interrompere le presentazioni, ma posso sapere perché dei cacciatori di grado Oro vogliono parlare con noi?"

Domandò Almodeus, facendo tornare il discorso su una rotta più seria.

"Abbiamo una missione; dobbiamo scortare un carro che porta delle pozioni a 3 diversi villaggi. La quantità di mostri che potremmo incontrare è troppa per noi 4. Sono venuta per cercare altri avventurieri e voi due sembrate i più potenti, ovviamente divideremo la ricompensa per 6 se sarete dei nostri"

È un affare che non possiamo rifiutare, effettivamente...Le missioni di ragno Oro danno più del triplo di quelle di Rame, anche prendere 2/6 è un vantaggio considerevole.

"Noi ci stiamo, contateci!"

Fiora annuì, visibilmente contenta della risposta.

"Bene, allora andiamo in una delle stanze di sopra, vi faremo vedere il tracciato che percorreremo"

Almodeus annuì ed iniziò a seguire Fiora insieme ad Almodea.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

"Siamo quasi arrivate, resisti ancora un po', Hirashi"

Disse C, cercando di non ridere mentre osservava la colossale donna difronte a lei fare fatica a stare seduta comoda sulla carrozza. Erano da poco entrate nel feudo del Marchese Baldur, il proprietario del villaggio di Anna.

Sono grata agli A.L bot di aver preparato questa carrozza di fortuna, ma non hanno calcolato il fisico possente di Hirashi. Poverina, mi dispiace per lei.

"Farò allargare la carrozza appena tornati a casa, promesso."

Commentò C, cercando di consolare la gigante, che però non mostrò alcun segno di sconforto.

"Tranquilla C, sono abituata agli spazzi stretti..."

La sua voce è vuota e inemotiva come al solito...Vuol dire che sta bene, anche se non le farebbe male sorridere più spesso.

"Hai attivato il dispositivo?"

Domandò la donna dai capelli rossi alla gigante, indicando il proprio bracciale. Su di lei era meno necessario, ma lo usava comunque per evitare che qualcuno potesse dedurre la sua vera razza.

"Sì, per fortuna papà ha fatto in modo che noi ci vediamo normali e che solo gli altri ci vedano mascherate..."

C annuì, effettivamente così era estremamente più comodo. Avrebbe creato meno scompiglio fra i ranghi.

"Senti Hirashi, volevo chiederti...Tu come vedi tutta questa situazione?"

Domandò C, osservando intensamente la gigante.

Hirashi mi sta fissando con i suoi occhi viola, inespressiva come sempre. Cavolo se è inquietante avvolte! Però sapere che questa montagna di muscoli e energia oscura è dalla nostra parte mi rassicura.

"Sono calma, dopotutto escludo che esistano esseri che possano anche solo tenermi testa in questo mondo, però sono leggermente preoccupata per mamma. Non so dove si trova e se è qui in primo luogo."

A quelle parole, C vene presa da un sentimento di solidarietà, sapeva bene quando Hirashi fosse legata alla madre. Non lo dava a vedere, ma le due erano molto in sintonia.

"Stai tranquilla, Almodeus sta facendo tutto il possibile per trovarla..."

"Lo so..."

La risposta fredda e vuota di Hirashi fece sospirare C. Ormai era abituata allo stoicismo della gigante, tuttavia temeva che avvolte lei tenesse tutto troppo dentro di sè. Spostò lo sguardo fuori dalla carrozza e notò una enorme magione in lontananza.

"Siamo arrivate! Quella è la villa di famiglia del marchese Baldur! Ti ricordi la parte, vero?"

"Sì, sono la tua guardia del corpo. Farò parlare solo te, anche perché non sono brava a trattare..."

C annuì felice, per poi guardare un messaggio che le aveva inviato sua figlia Almodea.

Per fortuna che i cellulari vanno ancora in questo mondo, grazie alla nostra tecnologia!

"Possiamo offrire fino a 5000 monete d'oro, non credo sia poco..."

Commentò, per poi alzare lo sguardo verso Hirashi, la quale le rispose freddamente.

"Se quel villaggio è come Almodea lo descrive, non credo valga troppo. Mio parere, ovviamente"

Sono d'accordo con lei, ma da buona economista quale sono, so che cercheranno di ottenere il prezzo più vantaggioso per loro, soprattutto una casata in rovina come quella del marchese Baldur.

Secondo le ricerche fatte da C e Conrad, il marchese Baldur ha perso molto prestigio per via di alcuni fari sballati, ed ora sta cercando in tutti i modi di raccattare del denaro, prima di perdere il titolo o venir declassato a signorotto locale.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Dopo una decina di minuti, la carrozza giunse alla villa del Marchese, una colossale magione, fatta di marmo e materiali pregiati. Era da mozzare il fiato.

"Benvenuti!"

C spalancò gli occhi in sorpresa quando vide aprirsi la porta, ritrovandosi davanti una donna altissima, poco più di Almodea, con i capelli biondi e gli occhi marroni. Quello che più attirò la sua attenzione furono i denti aguzzi e le mani, ricoperte di pelo biondo e con artigli al posto delle unghie.

"Salve! Mi permetta di presentarci! Mi chiamo Charlotte, ma potete chiamarmi C. Lei è Hirashi, la mia guardia del corpo! Abbiamo un appuntamento con il marchese Baldur"

La donna alta, vestita da cameriera, fece un leggero inchino, per poi sorridere, mostrando i propri denti aguzzi.

"Io mi chiamo Frederica! È un piacere conoscervi Lady C e Miss Hirashi! Prego, seguitemi!"

Le due donne travestite iniziarono a seguire Frederica per il corridoio, la vicinanza permise alla demone dai capelli rossi di vederla meglio.

Sospetto sia un ibrido fra umano e lupo, la coda che esce fuori dalla gonna del vestito da cameriera è un ulteriore prova di ciò.

"Posso farvi una domanda, Miss Frederica?"

"Certamente, Lady C! E mi dia pure del tu! Sono solo una servitrice, dopotutto!

"Ok, stessa cosa per te, inoltre...Volevo sapere che razza sei, sempre se non è un problema dirmelo."

Inaspettatamente, Hirashi si avvicinò, torreggiando C come al solito.

"Anche a me puoi dare del tu..."

Frederica girò la testa verso le due donne e rispose, rivelando ulteriormente il sorriso aguzzo.

"Sono una semi-umana lupo mannaro, penso si noti da alcuni tratti."

La lupa procedette a mostrare le proprie mani.

"Ah! E che cosa ci fa una lupo mannaro come te qui a fare da cameriera?"

Frederica ritirò le mani e rispose, scodinzolando leggermente.

"Avendo un padre umano, sono stata cacciata dal mio branco da piccola per motivi che non sto qui a spiegare. Sono stata trovata dalla figlia del marchese Baldur, una bambina di 8 anni. Ha pregato i suoi di tenermi come cagnolino e sono diventata la guardia della casa, data la mia grande forza!"

"Sei una brava ragazza, Frederica..."

Commentò C, avendo preso in simpatia la lupa.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Raggiunto l'ufficio del marchese, C venne fatta accomodare su una poltrona difronte al padrone di casa, un uomo sui quarant'anni. Hirashi, invece, si posizionò accanto a Frederica, entrambe stavano recitando il ruolo di imponenti e serie guardiane.

"Bene signori, vorrei parlarvi di affari se è possibile..."

Detto ciò, C iniziò ad esporre al
archese la propria richiesta di acquisto del villaggio di Anna, usando come scusa che suo marito fosse un nobile di un paese straniero interessato a mettere su famiglia in quelle zone. La demone rispose alle domande del marchese Baldur cercando di rimanere vaga e di far sembrare la scelta del villaggio più un capriccio del marito che un motivo tattico. Tuttavia, più parlava, più le pareva che il nobile non fosse molto contento della sua presenza lì, tanto meno delle sue richieste.

Perché è irritato? Ho detto qualcosa di sbagliato?

Confusa dall'inaspettata reazione del padrone di casa, C decise di affrontare l'argomento sul nascere.

"Signor marchese, posso chiederle se c'è qualcosa che non le va bene? Vuole ritrattare sul prezzo?"

L'uomo sembrò turbato dal fatto che la sua scontentezza fosse stata notata e decise di vuotare il sacco.

"Sono abbastanza deluso dal fatto che vostro marito non sia venuto a parlarmi di persona! La considero una mancanza di rispetto ad essere onesto. Sono un ma rchese e pretendo di parlare con il capo famiglia!"

Sessismo unito a superbia ed arroganza? Andiamo bene...

C sospirò leggermente, cercando di non sembrare offesa dalle parole maleducate del marchese.

"Posso capire, ma cerchi di comprendere, mio marito è molto impegnato e..."

L'uomo la interruppe, sbattendo la mano sul tavolo, indignato.

"E allora?! Io sono un nobile dell'Impero! Uno dei più influenti! Non può trattarmi come un misero borghese! Sarebbe dovuto venire di persona se è così interessato! Non avrebbe dovuto mandarmi una donna! Avrei preferito un maggiordomo o un messaggero, ma perché un donna? So che siete sua moglie, ma dov'è l'orgoglio di vostro marito? Far allontanare la propria donna da casa è come spogliarla dei propri doveri"

C fece appello a ogni singola cellula del prorpio essere per evitare di uccidere all'istante l'idiota che si trovava davanti.

"La prego, si calmi..."

Provò a mediare, ma venne interrotta nuovamente dalla rabbia del narchese, che le gridò adosso.

"No che non mi calmo! La vostra è una grave mancanza di rispetto!"

Devo riuscire a calmaro, oppure...

"La vuole piantare di urlare? Cosa le cambia parlare con una donna?"

Domandò a sorpresa Hirashi, sorprendendo tutti i presenti, soprattutto C.

Hirashi? No! Non usare la logica con un idiota! Lo farà solo incazzare ancora di più!

"Dica alla sua guardia di non immischiarsi!"

Tuonò il marchese, irritato dal fatto di essere stato ripreso da una donna di rango inferiore al suo. C alzò le mani in segno di difesa, cercando di riprendere, l'ormai perso, controllo della situazione.

"C-certo, ma la prego di calmarsi! La mia guardia è un po' impulsiva. Sta solo facendo il suo lavoro!"

Il nobile, visibilmente arrabbiato, si alzò in piedi ed iniziò a sbraitare furiosamente come un cane rabbioso.

"Non mi importa! La metta al suo posto, voglio vederla inginocchiarsi a me! Sono l'uomo di casa!"

Vuole farmi umiliare Hirashi? No...mi dispiace, ma non sono disposta a farlo, anzi! Sono stanca di questa conversazione! Parlerò con Almodeus e deciderà lui cosa fare, io non reggo più questo tizio...

"No..."

C si alzò in piedi, fissando il marchese con uno sguardo duro e severo, come una madre che rimprovera il figlio.

"Non punirò la mia fedele guardia per aver fatto il suo lavoro difendendomi! Ora, se volete scusarmi, ho degli impegni, andiamo Hirashi!"

"Sì..."

Hirashi annuì ed aprì la porta alla donna più bassa, dopodiché tornarono alla carrozza, seguite dalle urla del marchese per la loro supposta "irriverenza". 
Una volta usciti dal cancello della villa, C lasciò un sospirò di sollievo, felice di aver abbandonato quel posto bello solo di facciata.

"Mi...Dispiace C, avrei dovuto stare zitta, ma non sopportavo come ti stava trattando. Nessuno può parlarti così male senza motivo"

Per quanto lo sguardo di Hirashi fosse freddo e stoico come al solito, C potè sentire che la gigante era veramente dispiaciuta.

Crede di aver fatto un danno e forse è vero, ma io non potei essere più fiera di lei!

"Hirashi..."

La demone si sedette accanto alla gigante, era abbastanza stretta, visto che la colossale figura di Hirashi stava a mala pena nella carrozza.

"Non devi scusarti! Mi hai difeso, è questo l'importante! Inoltre, non pensare che Almodeus se la prenda, hai fatto il tuo lavoro, adesso riposa fino a quando non arriviamo a casa, ok?"

Spero di essere riuscita a rassicurarla, è una ragazza fredda e inespressiva in apparenza, ma in realtà è solo dubbiosa la maggior parte delle volte. Non le è facile capire il mondo e le emozioni in generale, cose come l'amore, la gelosia, l'odio e così via sono concetti non chiari per lei. Nikusa me ne ha parlato spesso, però sono contenta che Hirashi sia uscita dal suo guscio di indifferenza per proteggermi, sua madre sarebbe fiera!

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Il Dodicesimo cardinale udì bussare alla porta del proprio ufficio ed alzò lo sguardo dai suoi libri, sbuffando annoiato.

Chi sarà? Perché proprio adesso?

Pensò il cardinale mentre mise via le carte che aveva sul tavolo, come se volesse nasconderle.

"Avanti..."

A quelle parole, la porta si aprì ed un ragazzo giovane, dai capelli marroni lunghi e l'armatura verde, entrò nella stanza.

"Axel! Ragazzo mio, cosa succede?"

Axel era il primo generale delle Scritture della Discordia, o Scritture Nere, una milizia fondata e al servizio esclusivo del Dodicesimo cardinale.

"Dodicesimo cardinale, l'abbiamo trovata! La creatura evocata dall'Arcidemone che sta causando scompiglio è stata individuata in una delle piane dell'Impero! Vicino alla foresta della Giada Oscura!"

L'uomo sgranò gli occhi sotto la maschera, quella creatura lo intimoriva molto.

Quella donna ha ucciso un Arcidemone, uno dei nostri nemici giurati. Se ha un potere tale, è al pari degli Arcidemoni, ma per fortuna noi abbiamo dalla nostra parte Axel e sua sorella, figli di 2 dei 12 Dei che hanno fondato la nostra Teocrazia!

Ragionò l'uomo, sospirando.

"Bene! Mandate la Scritture della Discordia! Tu e tua sorella vi unirere a loro"

Axel parve sorpreso dalla richiesta di scendere in campo, ma si ricompose subito ed annuì.

"Mia sorella è fuori, non so dove sia..."

Il cardinale sospirò irritato, quella ragazza era sempre in giro a fare danni. Se non fosse stata la più forte del loro Regno, probabilmente sarebbe stato più duro con lei.

"Fa niente...Prendete la Matrice del Comando e usatela!"

Axel aprì gli occhi in sgomento.

"Cosa? Siete sicuro? Sapete che per usarla è necessaria una grande quantità di energia! Questa donna è così potente?"

Il cardinale annuì. Capiva la sorpresa del semidio, la Matrice del Comando era un artefatto potente. Essa permetteva di modificare la mente di un essere e sottometterlo.

Ma più potente è l'essere, più energia è richiesta, solo in pochi riescono ad usarla.

"Ha eliminato un Arcidemone, non possiamo sottovalutarla! Zurg non era il più forte, ma rimaneva una grande minaccia!"

Rispose l'uomo, con un tono duro.

"Sì...Capito, supremo cardinale! Vado a preparare la spedizione! Vi terrò aggiornato."

Detto ciò, Axel uscì dalla stanza, lasciando il Dodicesimo cardinale da solo.

Sono in ansia! Era da troppo tempo che la Teocrazia non affrontava nemici così potenti, questo rallentarà il mio piano! Per non parlare del Golden Lyon Lord, se dovesse colpire adesso...

L'uomo tolse il guanto che gli copriva la mano sinistra ed osservò il proprio arto, ora ricopertò di energia dal colore blu.

La corruzione degli Dei...

"Non mi rimane molto tempo..."

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen2U.Com