▪ Christmas 🎄 | CABETH & CALEC
[È un po' lungo quindi godetevelo e poi ditemi se vi è piaciuto 💗]
La musica natalizia scaldava con gioia il salotto di casa Evans-Powell.
Fuori la neve cadeva lentamente e i fiocchi gelati e bianchi si adagiavano con grazia sopra ad ogni cosa, donandogli quel pizzico di stile natalizio in più.
L'ultima pallina rossa e piena di brillantini venne appesa nuovamente all'albero di Natale.
L'ormai grandicello Archie l'aveva fatto rotolare al suolo e la più piccola della casa, Courtney Powell, notando quel dettaglio, aveva deciso, insieme all'aiuto della sua mamma, di riappenderlo all'albero Natalizio.
«Mama, palla», farfugliò la piccola principessina di casa, indicando col ditino paffuto la pallina sull'albero.
Elizabeth sorrise affettuosamente, percependo il suo cuore scaldarsi di gioia poi le baciò la testolina piena di capelli, scuri come i suoi, «Brava la mia piccola», si complimentò con felicità, battendo le mani davanti a sé.
«Hai visto quanti regali ti ha portato Babbo Natale? Sei contenta?», domandò Elizabeth, appoggiando sua figlia in mezzo alle sue gambe incrociate e fasciate da un pigiama con su dei cappellini di natale.
Courtney ridacchiò, portandosi un dito alla bocca e incominciando a mordicchiarlo coi piccoli dentini da latte, «Ci, feice.»
«Che combinano le mie due donne preferite?», domandò Cameron sbucando dalla cucina insieme al piccolo Oliver e a Alexander, Caleb e loro figlio Jared, che avevano adottato un anno e mezzo fa.
Elizabeth amava avere quella sua piccola famiglia riunita insieme.
Oliver, geloso come sempre, quando vide sua sorella in braccio a sua madre, corse verso di lei e la strattonò da un braccio, «Anche io in braccio», farfugliò con tenerezza, strusciando il piccolo viso roseo contro la sua spalla.
La corvina ridacchiò poi con la mano che non era stretta intorno al busto di Courtney, andò ad accarezzargli la testa dai capelli più chiari come il padre.
«Lo sai vero che vi amo tanto, ma davvero tanto?», Oliver alzò di poco il viso e puntò i suoi piccoli occhietti azzurri e luminosi come pietre preziose in quelli della madre poi emise un versetto lagnoso, «In braccio. In braccio.»
«No, amore... Non vedi che ho già in braccio Coco?», si lamentò la corvina quando suo figlio incominciò a picchiettare i pugni sulla spalla, non facendole alcun male, ma dandole abbastanza fastidio.
Caleb si avvicinò di soppiatto al piccolo Oliver poi lo prese da sotto alle ascelle, cosa che lo fece strillare e sgambettare per aria.
«Se lo zio Caleb ti mette sulle sue spalle, prometti di fare il bravo bambino e di lasciare in pace tua madre?», propose lui con un tono di voce convincente. Oliver annuì, battendo le mani felicemente e Caleb lo accontentò.
Alexander scambiò un sorriso divertito con Elizabeth poi con cura adagiò Jared sul divano alle spalle di sua cugina.
«Sei contento, campione?», Cameron fece una pernacchia a suo figlio che emise una piccola e tenera risata che contagiò un po' tutti in quella stanza.
Elizabeth mandò un bacio virtuale a Oliver, il quale stava giocherellando con il fiocco rosso che Courtney aveva insistito col mettere sulla testa di Caleb, dopo essere scesi in salotto per aprire i regali ― per adesso ancora incartati.
«Apriamo i regali?», chiese la giovane donna.
Dei forti gridi festosi si espansero nella stanza e i bambini presero a saltellare teneramente davanti all'albero ― Caleb aveva rimesso coi piedi per terra suo nipote.
I piccoli saltellavano allegramente, tranne Jared che si era appena svegliato ed era scoppiato a piangere per lo spavento.
Alexander si fiondò da suo figlio e prendendolo in braccio, incominciò a cullarlo per tranquillizzarlo.
«Shh, piccolo mio... Non è niente. Non sei ansioso di aprire i regali?», gli baciò la piccola testolina castana mentre lui si aggrappò alla maglia rossa del suo pigiama, annuendo impercettibilmente.
«Bravo il mio ometto», esclamò Caleb, spettinandogli i capelli un po' troppo lunghi per un bambino ― dopo le feste avrebbe obbligato Alexander a tagliarglieli.
«Chi vuole aprire il primo regalo?», domandò Cameron mettendosi davanti all'albero e indicando i vari regali posti intorno ad esso. La maggior parte erano giocattoli e abiti per i bambini.
Cameron e Alexander non potevano però immaginare che il regalo più grande era proprio per quest'ultimo e che Caleb ed Elizabeth lo avevano impacchettato per bene, proprio per evitare di far capire loro di cosa potesse trattarsi.
Oliver alzò la mano per primo, sorridendo con le guance rosse e arricciando dolcemente il nasino leggermente all'insù, «Io. Io, papà.»
Elizabeth annuì a suo marito che acconsentì con uno sguardo e un sorriso.
Prese il primo regalo impacchettato alla perfezione dalla corvina e lo consegnò nelle mani di suo figlio che chiese aiuto a sua madre per scartarlo. Cameron ― sperando che il figlio chiedesse a lui un aiuto col regalo ― alzò gli occhi al cielo.
Menomale che sono il preferito della mia piccola di casa, pensò lui, prendendola poi in braccio e riempiendola di bacini sulle guanciotte rosse.
┄┄┄
I piccoli di casa avevano scartato tutti i regali e in quel momento stavano giocando coi i vari giocattoli ricevuti.
«Sono così piccoli», mormorò Caleb, accarezzando una guancia del fidanzato che stava sorridendo con entusiasmo mentre guardava suo figlio e i suoi nipoti giocare.
«E casinisti», continuò Cameron ridendo, quando Jared buttò a terra il modellino di Captain America e gridò di essere rimasto ferito.
Elizabeth annuì, ridacchiando sotto voce mentre passava ai più grandi della casa, i regali che aveva comprato per ognuno di loro, «Buon Natale.»
«Buon Natale.»
Cameron fu il primo ad aprire il suo regalo. Era un borsellino e, quando lo aprì per guardare l'interno, vi trovò una fotografia di lui, Lizzy e i loro due figli che sorridevano alla fotocamera durante la loro vacanza alle Hawaii di quell'anno.
«È bellissimo e poi mi serviva proprio. Quello che ho ora è tutto rovinato e, la foto è meravigliosa», Cameron baciò sulle labbra sua moglie che sorrise sulla sua bocca.
«Felice che ti sia piaciuto, ma sappi che il più importante deve ancora arrivare», gli soffiò sulle labbra, prima di fargli l'occhiolino e tornare a prestare attenzione agli altri due.
«Forza, apriteli anche voi.»
Il secondo ad aprire il suo regalo fu Alexander che non stava più nella pelle di scoprire cosa gli avesse regalato sua cugina, ma soprattutto Caleb ― il cui pacco era ancora vicino all'albero.
All'interno del pacco vi ci trovò un album fotografico dalla copertina in pelle marrone. Ne accarezzò il dorso poi lo aprì e si sorprese nel trovarlo già con alcune foto al suo interno.
«Sono foto di te e di Caleb da bambini ― per le sue mi sono fatta aiutare da Valerie ―. E infine le vostre foto insieme ― anche scattate di nascosto dalla sottoscritta ―, sino ad arrivare a quelle con il vostro piccolo Jared. Da quel punto in poi sarete voi due a mettere le vostre foto con e di Jared», sorrise a suo cugino che aveva gli occhi lucidi mentre sfogliava l'album, «Spero tanto che il regalo ti piaccia.»
Alec tirò su col naso poi annuì. «Lo amo. Grazie Betty», sussurrò lui con la voce spezzata per poi abbracciarla teneramente, sfregando la sua guancia contro quella di lei che ridacchiò contenta.
«Ne sono felice.»
L'ultimo fu Caleb che si trovò tra le mani la trilogia di "Cinquanta sfumature" e un bigliettino con su scritto di leggerli e di testare le cose descritte sui libri su suo cugino.
Caleb scoppiò a ridere mentre Alexander leggendo il bigliettino di sua cugina, arrossì fino alla punta della orecchie poi strillò scioccato il suo nome.
Elizabeth si piegò in due dalle risate, attirando l'attenzione dei suoi figli e di suo nipote che si fermarono dal giocare, «Tanto lo so che ti piacciono queste cose.»
Alexander sentì le guance bruciargli per la vergogna, «Sono cambiato. Non ho più sedici anni!», strillò nel panico.
Caleb rise ancora, adorando il fatto di vedere il suo fidanzato in imbarazzo poi lo prese per i fianchi e lo avvicinò a sé, facendogli appoggiare la schiena contro al suo petto e stringendo le braccia intorno alla sua vita.
«Uh, secondo me queste cose ti piacciono ancora, amore mio», gli sussurrò in un orecchio, facendogli venire i brividi lungo la spina dorsale.
Alexander si mordicchiò il labbro inferiore poi gli diede una piccola sberla su una coscia, «No e non ti azzardare a leggere quei libri.»
«Ehi!», strillò Elizabeth, sentendosi offesa. Era pur sempre un suo regalo quindi vedere che era stato rifiutato la feriva.
«Scusa Betty.»
«Tranquilla Betty, li leggerò», Caleb alzò un angolo della bocca in un mezzo sorriso ammiccante.
Lei sorrise felice. «Grazie Caleb.»
Cameron batté le mani per attirare l'attenzione poi passò il suo regalo a Elizabeth. Incominciò a sorridere come un ebete, domandosi cosa suo marito avrebbe potuto regalarle, dato che ormai avevano tutto. Una casa. Dei figli. Una famiglia unita e tanti buoni amici.
«Cos'è??», gli occhi spalcati dalla gioia e un sorriso che potrebbe illuminare uno Stato, stampato sulle labbra carnose.
«Aprilo e lo scoprirai.»
Elizabeth annuì poi iniziò a scartare il regalo, strappando la carta natalizia in pochi e semplici gesti ― lanciata successivamente in un angolo della casa ―. Sul suo viso pallido comparve un sorriso entusiasta, quando capì trattarsi dell'abito costosissimo che la settimana prima aveva ammirato in una vetrina del centro. Il nome dorato del negozio di abbigliamento brillava insieme alle luci natalizie sull'albero.
Riuscì a stento a soffocare un urlo di felicità poi gettò le braccia al collo di Cameron e premette le sue labbra su quelle di lui in un dolce bacio al gusto di cioccolata ― bevuta poco prima di mezzanotte.
«Non posso crederci! Costava tantissimo! Come diavolo hai fatto a comprarlo?», Elizabeth era un misto di emozioni. Un giallo brillante di felicità, un rosso ciliegia per l'amore che Cameron riusciva a farle provare ogni giorno della loro vita insieme e un tenue grigio di sorpresa.
Cameron si grattò ― quasi impacciatamente ― la nuca poi sorrise a sua moglie, «Mi sono fatto aiutare un po' da mio padre. So che lo volevi tanto quindi ho voluto renderti felice.»
Elizabeth gli baciò una guancia, pungente per via della peluria della barbetta castana, incolta da un paio di giorni.
«Tu sei un folle ma ti amo da impazzire.»
«Anche io e, proprio per questo ho voluto fare una pazzia per te.»
«Si, però ora vogliamo sapere qual è l'altro regalo di Betty!», esclamò improvvisamente Alexander, cogliendo di sorpresa i due ragazzi che ridacchiarono a quel esclamazione.
«Dato che Cameron non vede sua madre da un paio di mesi, ho organizzato con Susan di passare il Capodanno insieme. So che può sembrare nulla, ma ho pensato che ― guardò suo marito ― ti sarebbe piaciuto passarlo con tua madre e i tuoi fratellastri, oltre che con me e i bimbi.»
Sul volto di Cameron si formò un sorriso entusiasta. Sentì i battiti del suo cuore aumentare per la felicità. Avrebbe rivisto sua madre. Era al settimo cielo.
«Lizzy, amore, per me è una cosa veramente importante, soprattutto dopo essermi riconciliato con lei quindi questo regalo significa molto e sono felice di passare il Capodanno con mia mamma, Lucas, Dean e Bryce. Grazie piccola mia.»
Cameron strinse fra le sue possenti braccia la vita di Elizabeth, la quale gli sorrise contro alla guancia, facendogli un po' di solletico, «Grazie davvero.»
«Tutto per te, amore.»
«E io che pensavo gli avresti detto di essere incinta», esclamò Alec con una punta di delusione nella voce e imbronciandosi.
Elizabeth sghignazzò. «Forse più avanti. Per ora mi bastano quelle due pesti.»
Caleb annuì poi chiamò Jared che gli corse incontro con un LEGO stretto in una manina pallida, «Papà», glielo sventolò davanti al viso con un sorriso sdentato. Gli mancava un molare inferiore.
«Non ti agitare troppo che poi ti ammali», gli ordinò, accarezzandogli la testa sudaticcia e poi una guancia rossa e bollente per via del suo continuare a saltellare e a correre insieme ai suoi cuginetti.
«Ma io voglio gioc―»
«Lo so, ma sei fradicio di sudore quindi vedi di calmarti un attimo poi puoi tornare a giocare, va bene?», Elizabeth ridacchiò allegramente nel vedere Caleb così premuroso con Jared.
La trovò una cosa dolcissima; un po' come quando suo marito doveva mettere a dormire Oliver e Courtney e per farli addormentare, gli raccontava favole su come si erano conosciuti "il principe Cameron e la principessa Elizabeth". Favola che i bambini adoravano.
Jared mise il broncio poi si sedette al fianco dei suoi papà. Aveva i lacrimoni agli occhi perché voleva continuare a giocare con i suoi cugini. Quella cosa non passò inosservata ad Elizabeth che richiamò a rapporto i suoi figli.
«Olly. Coco. Venite qui e riposatevi pure voi sennò chiamo Babbo Natale e gli dico che vi siete comportarti m―», neanche il tempo di finire di parlare che i suoi piccoli si erano già seduti al fianco di Jared e avevano smesso di strillare.
«Babbo Natale sarà fiero di voi. Ora vado a prendervi qualcosa da bere», si alzò da terra, spolverandosi i pantaloni del pigiama dalla polvere inesistente, «Amore, tu intanto passa ad Alec il regalo di Caleb.»
Dopo che Elizabeth fu tornata dalla cucina con dei bicchieri di plastica colorati ― giallo, rosa e verde ―, una bottiglia d'acqua naturale in mano e aver fatto bere qualcosa ai bambini assetati e sudati, disse ad Alexander di aprire il suo regalo.
Ad Alexander brillarono gli occhi poi si passò la lingua sul labbro inferiore ed infine incominciò a scartare il suo regalo, inconsapevole dello sguardo complice che Elizabeth e Caleb si erano scambiati.
Il primo strato di carta finì arricciato e spezzettato infondo alla grande scatola. Alexander inarcò un sopracciglio confuso.
«Forza continua», lo incitò Caleb, accarezzandogli la schiena per trasmettergli tranquillità e amore.
Il secondo strato di carta da regalo fu scartato e una scatola un po' più piccola della precedente comparve. Anche essa era incartata.
Alec la fissò per alcuni secondi con delusione. Era per caso uno scherzo?
Non lo chiese ― ovviamente, ma Caleb lo capì dal suo sguardo insoddisfatto quindi gli mostrò un caloroso sorriso di incoraggiamento, «Continua, amore. Non è uno scherzo.»
Il biondo fece un profondo respiro poi continuò a scartare, scartare e ancora scartare pacchetti vuoti fin quando tutto quel enorme pacco regalo non si ridusse in una minuscola scatolina nera di pelle.
Gli occhi di Alexander si spalcarono e divennero quasi all'istante lucidi. Forse aveva capito di cosa si trattava e non poteva crederci.
«Alexander Gabriel Evans, vuoi sposarmi?», domandò Caleb con fermazza, quando Alec ebbe aperto la scatolina, mostrando un bellissimo anello in oro bianco con un diamante incastonato al centro.
Il più giovane dei ragazzi scoppiò a piangere, gettandosi poi sul suo ragazzo e gridando: «Sì che lo voglio, dannazione!»
Elizabeth emise uno strillo acuto e elettrizzato mentre delle lacrime incominciarono a scenderle dagli occhi e bagnarle guance. Oliver guardò spavento la sua mamma in lacrime quindi decise di alzarsi dal tappetto e raggiungerla, per poi appoggiarle con tenerezza una manina sulla guancia.
«Sto bene, piccino mio. Sono solo molto felice», fece scontrare i loro nasi poi gli baciò la piccola bocca, facendolo sorridere.
Cameron aveva gli occhi spalancati per lo stupore. Perché Caleb non ne aveva fatto parola con lui?
«Te l'avevo detto che gli sarebbe piaciuto l'anello», singhiozzó la corvina riferendosi a Caleb che stava infilando l'anello nel anulare destro di Alexander.
A Cameron calò la mascella. Elizabeth aveva aiutato Caleb a scegliere l'anello? Quando si erano visti e perché lui non ne sapeva niente?
«Perché io non sapevo nulla di questa cosa?», domandò Cameron con un pizzico di sgomento nella voce.
Elizabeth ghignò, «Perché era una cosa mia e di Caleb.»
Suo marito strabuzzó gli occhi, «Una cosa tra te e Caleb? Io sono tuo marito e avevo tutto il diritto di saperlo», esclamò lui, spaventando Courtney che scoppiò a piangere al fianco di suo cugino Jared.
La corvina emise un sonoro sbuffo, «Hai spaventato la piccola», ribatté lei, alzandosi da terra per poi prendere in braccio Courtney e cullarla per calmarla.
«Fratello, dai, ho chiesto a Betty perché è la migliore in fatto di regali. Di certo non potevo chiedere a mia sorella. Quella l'avrebbe raccontato a James poi a Clarissa che lo avrebbe detto a Veronica che lo avrebbe scritto sicuramente su instagram. Volevo che fosse una bella sorpresa per Alec, come per voi, non un pretesto per litigare», spiegò pacatamente Caleb, dando una pacca sulla spalla al suo migliore amico.
Cameron sospirò poi si scusò con Caleb, facendogli i migliori auguri. Si scambiarono una pacca sulla schiena poi due grandi sorrisi, «Sarò il tuo testimone di nozze, vero?»
«Mi pare ovvio.»
«I piccoli stanno crollando», constatò Elizabeth, continuando a cullare Courtney tra le sue braccia mentre quest'ultima stringeva tra le dita paffute una sua ciocca di capelli che l'aiutò a conciliare il sonno.
«Vero», replicò Alec sbadigliando mentre il piccolo Jared si era addormentato col visetto sul tappeto e il sederino all'aria.
«Andiamo tutti a dormire?»
«Sì, sono abbastanza stanco», Caleb, senza svegliare suo figlio, lo prese in braccio poi gli baciò la fronte tiepida.
«Buon Natale», Elizabeth sorrise radiosamente a tutti poi prese in braccio Oliver che si era appisolato tra le sue gambe.
«Buon Natale a tutti.»
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