▪ Happy New Year 🎆 | RESSA
«'Phelia non correre in quel modo con la gatta in braccio!», strillò Theresa Loveless―Nicholson a sua figlia di tre anni che stava correndo intorno al divano con la gatta tra le braccia, la quale povera stava miagolando con rabbia.
La giovane ventiduenne esalò un sospiro di sollievo, quando suo marito prese in braccio la loro bambina che automaticamente liberò dalle sue grinfie la gatta, la quale si rifugiò innervosita in camera da letto. Povera Ophelia, pensò Tessa, scuotendo leggermente il capo.
«Ophelia, cosa ti ha appena detto la mamma? Fai la brava sennò Babbo Natale torna a riprendersi i regali che hai ricevuto», Richard arcuò un sopracciglio dopo aver sentito Tessa borbottare "stupido" perché non pensava di aver fatto nulla di sbagliato, ma poi quando udì sua figlia piangere contro il suo petto dovette ricredersi.
L'uomo si lasciò sfuggire dalle labbra un sospiro di dispiacere mentre strinse sua figlia contro di sé in un dolcissimo abbraccio che fece sorridere con affetto la giovane donna a pochi passi da loro e toccare involontariamente il piccolo rigonfiamento della sua pancia.
«Babbo Natale mi porterà via i regali!», strillò Ophelia tra le lacrime mentre affondava le sue dita paffutte nelle spalle del padre che fissò con mortificazione sua moglie poi, però, lasciò un bacio sulla testa della figlia.
«No, amore, stavo scherzando però tu lascia stare la gatta, va bene?», Tessa nell'udire quelle parole si avvicinò a loro e diede un bacio sulla fronte a sua figlia poi uno sulle labbra a suo marito, «Vi amo», sussurrò infine lei.
Era il quarto anno consecutivo che la famiglia Loveless―Nicholson passava il capodanno a casa, ma a loro andava bene così perché ad entrambi bastava stare insieme alla piccola Ophelia per essere felici. A nessuno dei due interessava andare a ubriacarsi in qualche discoteca, anche perché avevano una bambina di cui prendersi cura che non potevano di certo portare in quei posti e un altro in arrivo ― era incinta di appena tre settimane.
La loro serata consisteva in una cena abbondante di cui gli avanzi venivano mangiati anche il giorno dopo e cartoni animati della Disney a non finire accoccolati sul divano sino a quando la piccola non si addormentava e Tessa la portava nel suo lettino e poi loro, se non troppo stanchi, facevano l'amore.
Solo l'anno precedente lo avevano passato diversamente. Kimberly, Jennifer, Nate e Vernon erano venuti a cena da loro e a fine serata avevano fatto scoppiare i fuochi d'artificio nel cortile del condominio. Cosa che tra l'altro aveva spaventato a morte le due Ophelia ― bambina e gatta ― e per quello avevano deciso di evitare di usarli nuovamente.
«Ah, prima Vernon mi ha scritto che lui e Nate sono a casa dei genitori di quest'ultimo e che ne ha già le palle piene perché volevano ubriacarsi e divertirsi, invece a stento riescono a stare soli», spiegò Richard dopo che ebbe fatto calmare Ophelia, ora accoccolata contro la sua spalla mentre guardava i cartoni che stavano passando in televisione.
Tessa ridacchiò sommessamente, tornando poi in cucina per appoggiare i piatti sporchi nel lavello, «Poveri Vernate... Vee sarà super scazzato in questo momento», biascicò.
«Non solo lui... Ho il cellulare sul punto di esplodere con tutti i messaggi che stanno arrivando da parte loro e dalle Jennim che, da quello che ho capito, hanno litigato col buttafuori di una discoteca perché secondo il tizio non erano sulla lista quando in realtà avevamo prenotato da una settimana.»
«E ora sono riuscite ad entrare? Io ho il cellulare morto e sotto carica in camera quindi non sapevo niente di tutto ciò», la ragazza prese con dolcezza sua figlia in braccio, sfilandola dall'abbraccio del padre poi si accomodò insieme a lei sul divano e cambiò canale, non trovando però nulla di interessante.
Ophelia prese a giocherellare con una ciocca dei capelli di Tessa mentre Richard si sedette al loro fianco e lasciò un lungo bacio sulla testolina castana della figlia.
Ne voglio uno anche io però... Pensò la giovane donna, leggermente gelosa.
Tessa sporse il labbro inferiore in fuori e spalancò gli occhi in un'espressione da cucciolo bastonato poi strusciò il suo viso contro la spalla di suo marito e infine gli morse un lembo di pelle del collo, facendolo gemere infastidito.
«Voglio anche io un bacio», fece i capricci come una bambina piccola.
Richard osservò con attenzione l'atteggiamento visibilmente geloso di sua moglie e per quello sulle sue labbra nacque un sorriso compiaciuto. Tessa, sei davvero gelosa di nostra figlia? Ma quanto sei adorabile?
«Sei gelosa di nostra figlia», gli soffiò sulle labbra che si strinsero subito tra loro in un'espressione offesa poi fece spallucce e gli voltò il viso dall'altra parte.
«Non sono gelosa di 'Phelia però anche io voglio un tuo bacio, anzi più di uno!», ribatté Tessa, dandogli un pizzicotto su una coscia, cosa che lo fece lamentare con dei gemiti infastiditi, ma poi accontentò sua moglie, premendo le labbra sulle sue in un dolcissimo bacio al sapore di torta cioccolato. Torta al cioccolato mangiata pochi minuti prima.
La ragazza affondò la mano libera nei capelli di suo marito e lo attirò più vicino a sé, ricambiando all'istante quel bacio zuccherato. Mentre lui le accarezzò delicatamente una guancia rossastra, facendo poi scontrare teneramente i loro nasi, cosa che la fece sorridere contro le sue labbra.
La bambina, nel frattempo, emise dei versetti teneri guardando Cenerentola poi provò a canticchiare la canzone della fata madrina.
Uno schiocco bagnato nell'aria diede fine a quel meraviglioso bacio, ma subito dopo Richard gliene diede un altro a stampo, sorridendo felicemente contro le sue labbra. Tessa appoggiò la sua fronte contro quella del ragazzo e sospirò con liberazione, «Ora sì che sono felice.»
«Ti accontenti con poco, amore mio», il moro le diede un buffetto sul naso poi baciò una manina di sua figlia con cui stava provando ad afferrare il telecomando in mezzo ai loro corpi, «No, Ophelia. Il telecomando non si tocca.»
«Mi va bene così. Mi basta un tuo bacio per stare bene. Mi basta una tua carezza per sentirmi al settimo cielo. Mi basta un tuo sorriso per sentirmi viva. Mi basti tu. Mi basta nostra figlia. E mi basta la piccola creatura che sta crescendo in me», una volta concluso quel discorso con estrema dolcezza e tenendo lo sguardo ben incastrato con quello di Richard, scoppiò a ridere imbarazzata poi baciò la testolina castana di sua figlia che strillò allegramente, «Siete tutto ciò di cui ho bisogno.»
«Ti amo. Vi amo tesori miei», mormorò Richard con una pennellata di imbarazzo sulle guance per poi avvolgere entrambe in un enorme abbraccio affettuoso e che sapeva di casa.
***
Mancano venti minuti alla fine dell'anno eppure la piccola Ophelia era ancora sveglia, cosa che aveva sorpreso totalmente i suoi genitori, i quali la stavano osservando giocare con i suoi giocattoli in legno davanti alla televisione.
Tessa assestò una leggera gomitata contro un braccio di suo marito per attirare la sua attenzione, «Mi spieghi perché 'Phelia non è già crollata? Di solito a quest'ora era già nel suo letto a ronfare», biascicò lei con un tono di voce incredulo.
Il ragazzo alzò le spalle, scioccato pure lui dalla resistenza di sua figlia che adesso stava tranquillamente giocando con un pupazzetto di pezza che Babbo Natale le aveva regalato.
«Non lo so... Cioè è la prima volta che resta sveglia fino a tardi», farfugliò, continuando ad osservare la bambina che sorrideva teneramente e parlava con i suoi pupazzi. È così bella e piccola che in questo momento vorrei riempirla di baci. Pensò lui.
La giovane donna si alzò dal divano e con pochi passi raggiunse la sua bambina, accovacciandosi vicino a lei per poi baciarle una guanciotta calda e arrossata.
«Piccola sei accaldata. Vuoi togliere questo maglioncino per mettere il tuo pigiama?», le domandò, sperando di riuscire a convincerla anche a mettersi a dormire.
La bambina annuì, rimettendosi in piedi poi corse nella sua cameretta, strillando allegramente e trascinandosi dietro il pupazzo.
Richard ridacchiò, alzando di poco gli occhi al cielo quando Tessa lo guardò con un'espressione stralunata sul volto. Erano entrambi stanchi per la lunga serata eppure volevano arrivare svegli almeno allo scoccare della mezzanotte. Se poi ce la facevano a restare un altro po' svegli, avrebbero fatto l'amore come ogni inizio anno nuovo.
«La metto a letto e poi torno. Tu nel frattempo tira fuori lo spumante», disse lei, raccogliendo da terra i giochi della figlia per poi posarli una cesta di vimini stracolma di tutti i giocattoli che aveva ricevuto in quelle festività.
«Va bene, ma per te quello analcolico. Sei incinta quindi tu l'alcool non lo tocchi», replicò Richard, alzandosi dal divano poi lasciò un bacio sulla fronte di Tessa che aveva già imbronciato le labbra ed infine si diresse verso la cucina per fare quanto chiesto da sua moglie.
La ragazza sbuffò sonoramente; era impossibile far cambiare idea a Richard e lei ormai si era arresa, «Sì, lo so.»
Dopo che Tessa ebbe cambiato sua figlia, quest'ultima era crollata quasi subito abbracciata al suo pupazzo preferito a forma di delfino, regalato dallo zio Nate quindi tornò in salotto un po' più tranquilla e rilassata.
«La piccola è crollata appena l'ho messa sotto alle coperte col suo pigiamino preferito», esordì lei dopo aver adocchiato suo marito versare lo spumante in due calici di cristallo.
«Bene. Domani dormirà sicuramente fino a tardi», Richard le sfiorò le labbra con un bacio fugace poi le consegnò il suo calice pieno di spumante, «Manca meno di un minuto e un nuovo anno inizierà.»
«Un altro anno insieme e con un bimbo in arrivo», Tessa strusciò il suo viso contro il petto del ragazzo, emettendo un miagolio poi sorrise, sentendosi a casa fra le sue braccia quando lui le accarezzò lentamente la schiena.
Poco attimi dopo, Richard le prese il mento tra l'indice e il pollice, obbligandola a guardarlo negli occhi poi la baciò nuovamente, insinuando sin da subito la lingua nella sua bocca. Lei fu svelta e fece intrecciare le loro lingue che si inseguirono, danzarono tra loro in una danza fatta di schiocchi bagnati e respiri affannosi.
La mano libera di lui vagò sotto al maglione rosso che indossava Tessa, provocandole brividi in tutto il corpo e il rossore che si manifestò sulle sue guance. Mentre lei affondò la sua di mano nei capelli di lui, tastandone la morbidezza e continuando a ricambiare quel bacio focoso.
Dieci...
Una carezza sul volto che fece si che Tessa socchiudesse gli occhi per osservare l'uomo che amava con tutto il suo cuore fare lo stesso.
Nove...
Un sorriso pieno d'amore nacque sui visi di entrambi che dolcemente si strinsero in un abbraccio che valeva più di mille parole. Che significava casa. Che significava amore incondizionato che mai si sarebbe affievolito.
Otto...
Lei fece scontrare affettuosamente i loro nasi, intrecciando poi le loro dita e baciandone le falangi strette tra loro.
Sette...
«Ti amo più di ogni altra cose al mondo», sussurrò Richard con un pizzico di imbarazzo nella voce, ma con un tale sicurezza che il cuore di lei tremò per l'emozione.
Sei...
«Ti amo così tanto che sento il cuore battere talmente forte per te, per noi che ho paura possa scoppiarmi da un momento all'altro», replicò Tessa, mostrandogli un sorriso innamorato, dopo avergli accarezzato il viso con due nocche della mano con cui teneva il calice di spumante.
Cinque...
I loro cuori battevano contemporaneamente, sfiorandosi ad ogni battito mentre i loro respiri profondi e caldi si mescolavano tra loro talmente i volti erano vicini. Erano così felici che non servivano altre parole per esprimere tali emozioni.
Quattro...
I primi fuochi d'artificio scoppiarono nel cielo, anche se un po' in anticipo, cosa che provocò la risata di entrambi i ragazzi in quel salotto riscaldato dal loro amore.
Tre...
Altri fuochi risuonarono e illuminarono il cielo di diversi colori, mentre i due ragazzi continuavano a restare abbracciati in mezzo al loro salotto senza dire una parola.
Due...
«Due, amore mio», mormorò Tessa, avvicinando il suo viso a quella di suo marito.
Uno...
«Uno, piccola mia», sussurrò lui sulle labbra di lei per poi sfiondarsi su di esse e assaporarle mentre fuori si scatenava un concerto di botti e colori che filtarono dalla finestra e colorarono i loro visi luminosi e innamorati come mai prima d'ora.
Buon anno nuovo, amore mio. Pensò Richard continuando a baciare sua moglie. L'unica ragazza che lo aveva accettato per quello che era sin da subito. L'unica che lo aveva amato con ogni fibra del suo essere.
L'unica che potrà mai amare per il resto della sua vita.
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