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La prima a salire sulla ruota panoramica fu Theresa che aveva i battiti del cuore velocizzati per la felicità. Richard la seguì subito dopo, sedendosi al suo fianco e accarezzandole con i polpastrelli, il dorso di una mano gelida.
«Piccola, hai le mani congelate.» mormorò il moro, stringendola poi nella sua per riscaldargliela.
La castana appoggiò con delicatezza la testa sulla sua spalla poi emise un sospiro carico di stanchezza, «Ho un po' di freddo, ma sto bene e poi puoi sempre scaldarmi tu.» farfugliò con voce sottile.
Richard le sorrise poi con la mano libera, incominciò ad accarezzarle una guancia. Tessa avvampò all'istante, ma grazie a quello riuscì a scaldarsi un po' e a rilassarsi contro il suo fidanzato che la stava carezzando con dolcezza.
«Stai meglio ora?» le domandò lui, baciandole poi la testa. Lei miagolò dolcemente contro alla sua spalla, strusciandogli poi addosso il suo viso.
«Presumo che sia un sì.» si rispose alla sua stessa domanda poi prese a guardare fuori dal finestrino, «Guarda quanto siamo in alto.» esclamò.
Tessa alzò il capo dalla spalla del suo ragazzo poi allungò lo sguardo verso il finestrino e vide quanto fossero in alto e quanto tutto intorno a loro sembrava piccolo come delle formiche.
La ruota panoramica si fermò e con essa anche la loro cabina che oscillò brevemente nel punto più alto. «Ci siamo fermati.» constatò Theresa, sbattendo velocemente le folte ciglia per poi sporgere un po' di più il viso verso quello di Richard che la stava guardando con un sorriso stampato sulle labbra carnose, «Mi baci, mio brontolone?» chiese infine.
«Certo.» Richard le tracciò, con i polpastrelli, il contorno della mandibola, facendole venire i brividi poi le passò una ciocca di capelli dietro all'orecchio mentre le sue guance si coloravano nuovamente di rosso. Le sorrise dolcemente poi appoggiò la sua bocca su quella di Tessa che la schiuse all'istante, emettendo un sospiro di sollievo.
Il moro fece scontrare i loro nasi poi, con il dovuto permesso da parte della castana, insinuò la lingua nella sua bocca e incominciò a giocare con la gemella. Le sue grandi mani si andarono ad ancorare ai fianchi della ragazza che emise un ansito di piacere. Poi affondò le mani nei capelli castani del suo ragazzo e ne strinse alcune ciocche tra le dita, facendolo muguglare.
I loro cuori battevano all'impazzata e i loro respiri si facevano sempre più corti e irregolari. Per quel motivo dovettero staccarsi, anche se di malavoglia, dalle labbra dell'altro.
«Vi amo.» soffiò lui sulle labbra turgide e rosse di lei che aveva un piccolo sorriso timido stampato sulla bocca.
«Ti amiamo anche noi.» replicò lei con estrema dolcezza nella voce poi incominciò ad accarezzargli il viso con delicatezza, tracciando il contorno levigato della sua mandibola, su cui vi era uno sottile strato di peluria scura, «Grazie di tutto.»
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