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Capitolo XXII




Il viso di Clint non sembrava premettere buone cose, questo l'avevo intuito da subito... speravo solo che le notizie non fossero così brutte da dovermene seriamente preoccupare.

Tornai nella mia vecchia e tanto amata stanza dopo la festa, anche se non avevamo fatto nulla di che ero sfinita.

-Pensi che a Clint sia successo qualcosa di grave?- domandai a Pietro che riposava accanto a me

-Mh non saprei.. sembrava silenzioso ma nulla di più. Hai notato qualcosa di strano?-

-Quando siamo saliti assieme su, in terrazza mi ha esplicitamente detto che qualcosa è successa in nostra assenza.. ma non so ancora di cosa si tratti di preciso.. spero nulla di grave.-

-Beh per adesso non pensiamoci, è meglio riposare un po.-

-Hai ragione, ne riparliamo domani.- dissi per poi girarmi dal lato opposto del letto e addormentarmi.

L'indomani mi svegliai molto tardi la mattina, cosa inusuale nella mia vita.. sono sempre stata abituata ad alzarmi molto presto la mattina per allenarmi, eppure quel giorno mi alzai dal letto a mezzogiorno.

-Oh buongiorno bella addormentata- mi disse Tony mentre scendevo le scale ancora insonnacchiata e coi capelli del tutto in disordine

-Mh, buongiorno.. ma mi sono davvero alzata così tardi?-

-Valuta tu, sono le 12:07!- rispose Tony controllando l'orologio che portava al polso

-Le 12:07? Non mi è mai successo di alzarmi così tardi!-

-Sei per caso stressata tesoro? Perchè vedi lo stress causa sonnolenza..- disse agitando la mano destra

Io lo ignorai quasi completamente e tornai su per lavarmi e vestirmi.

Nell'uscire dalla mia camera, abbassando la parte finale della felpa vidi Clint dirigersi ai piani superiori, così decisi di seguirlo.

Si chiuse dentro una delle sale private del signor Stark a discutere con un uomo, che onestamente non avevo mai visto.

Clint sembrava preoccupato, o almeno all'impatto sembrava essere scosso durante la discussione.

Non potevo sentire quello di cui stavano parlando, ma essendo che tutte le sale congressuali sono fatte di vetrate potevo quanto meno vederli.

Nel grande schermo dietro di loro, notai che passavano diversi documenti e certificati di cui non riuscivo a captare la residenza.. fin che ad un certo punto, una foto di Laura, la moglie di Clint non che mia madre acquisita apparve allo schermo.

Clint nel vederla si sedette poggiando la mano destra alla testa, come per reggerla.. il suo sguardo sembrava perso, disperato.

In neretto, sotto la foto di Laura, riuscii a notare una scritta.. poco più grande delle altre e scritta in neretto..

"Laura Barton, 40 - HCV Classifies 43c -DEAD-"

Nel leggerla, iniziai a ripeterla più e più volte nella mia testa. Quelli, erano dei codici dello S.H.I.E.L.D che venivano assegnati in caso di morte prematura o su campo.. e la parola alla fine...

Sul momento non la presi sul serio. Indietreggiai di qualche passo scuotendo leggermente la testa in segno di "No".

Continuavo a ripetere a voce drasticamente bassa "No. Non può essere vero. E' una stupida bugia" ma infondo, sapevo che non era così.

Conoscevo alla perfezione tutte le diciture dello S.H.I.E.L.D grazie a mio padre, non potevo essermi sbagliata

A confermare il peggio, le improvvise lacrime di Clint, che vennero a stento consolate dal tizio in giacca e cravatta che si trovava dentro con lui.

A quel punto, strinsi i pugni al petto e corsi via, il più velocemente possibile.

Uscii fuori dalla Stark Tower e mi diressi nel bosco vicino, lo stesso dove ero scappata con Logan.

Continuai a correre e a correre senza fermarmi.. continuai perchè non volevo realizzare, che la mia mamma adottiva fosse morta.

Non potevo aver perso anche lei, Laura ha sempre fatto di tutto per me e adesso non c'è più.. e io l'ho saputo così.

Era questa, la cosa di cui Clint voleva parlarmi già da ieri, della morte di Laura.

I miei pensieri, erano tutti rivolti a lei mentre correvo, forse via da quelle notizie, forse dalla mia vita che sembrava incasinarsi sempre di più.

Iniziai a sentire diversi tipi di uccelli venirmi dietro, alcuni anche più veloci di me.. quasi come se i loro ambigui e sinistri versi sostituissero le mie di urla.. si fecero così tanto forti che ad un certo punto mi fermai, urlando

"BASTA!"

Misi le mani entrambe sulla testa, mi abbassai lentamente piangendo, fino a posarmi in ginocchio sul morbido muschio sottostante.

Era troppo, troppo dolore accumulato.

-Non piangere bambina mia, lascia solo che tuo padre ti spieghi-

Sentii questa leggera voce risuonare nella mia testa

-Cosa?!- domandai sollevando lo sguardo, ma non vidi nessuno

-Perfetto.. adesso sto anche impazzendo!- dissi poggiando le mani per terra rialzandomi

-Non doveva finire così, non dovevi finire così io.. non so nemmeno come sei morta mamma, ma magari se io fossi stata li con te tu, tu non saresti morta! Non posso perdere anche te, io, io... non posso perdere più nessuno.-

Chiusi gli occhi facendo scendere le lacrime, i ricordi iniziarono a scivolare davanti ai miei occhi, facendomi stare ancor peggio.

-Io.. non voglio che muoia più nessuno.- sospirai a tono basso, non accorgendomi di una seconda figura che, lentamente, si avvicinava a me.


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AUTHOR'S SPACE

Hola miei amati lettori/lettrici!

Il capitolo non è lunghissimo... lo so ma preferisco scrivere di meno e bene piuttosto che allungare il brodo e scrivere di merda hahaha

vorrei chiedervi se non vi crea disturbo di seguire la mia pagina Instagram dedicata al profilo Wattpad, si chiama "PARANORMALASYLUMSTORIES"

Grazie a chi lo farà.

Al prossimo capitolo!

Ve se ama.

-PA

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