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Capitolo 9: Tragedia

"Miss Frederica!"

Disse Yuko, abbracciando la sua amica quando questa riaprì gli occhi.

"Y-Yuko? Dove siamo?"

Domandò confusa, non riconoscendo l'enorme stanza un cui si trovava, l'unica cosa a lei familiare era la compagnia, difatti insieme a Yuko e Nemu, vi erano anche tutte le maid presenti alla villa del marchese Baldur al momento dell'invasione.

"Non lo so, ci hanno catturate..."

Yuko si interruppe e abbassò il capo, trattenendo a stento le lacrime.

"Per favore, perdonatemi Miss Frederica! Non ho saputo salvare Nemu! Sono solo riuscita a spacciarla per mia figlia e farla portare qui con gli altri servitori."

"Non serve scusarsi, stai tranquilla Yuko, so che hai fatto del tuo meglio. Inoltre, anch'io non ho mantenuto la promessa, quel mostro mi ha sconfitto con facilità, perdonatemi."

Nemu abbracciò forte Frederica, nel mentre Yuko scosse la testa, avvicinandosi all'amica e mettendole una mano sulla spalla.

"Non serve scusarsi, Miss Frederica! avete fatto del vostro meglio. Io non posso fare nulla se non ringraziarvi per aver rischiato la vostra vita per noi..."

"Grazie Yuko, grazie di cuore..."

Sorrise e iniziò a guardarsi attorno, osservando la situazione e constatando che, oltre i 2 mostri che avevano attaccato la villa, c'erano una ventina di guardie a sorvegliarle. Sembravano essere della stessa razza dei due colossi.

"Miss Frederica, davvero quel mostro gigante vi ha battuto? Voi siete molto forte..."

"Tsk! Mi duole ammetterlo, ma non mi ha solo battuta, mi ha distrutta! Probabilmente non si è neanche impegnato!"

"È così forte? Pensate che quello con 4 braccia sia altrettanto temibile?"

"Non lo so, anche se sicuramente è potente! Ha ucciso una decina di uomini in un colpo. La cosa peggiore è che questi esseri prendono ordini da qualcuno, che presumo sia ancora più forte di loro!"

Yuko parve visibilmente spaventata a quella prospettiva; esseri più potenti dei mostri che le avevano attaccate? Per lei era impossibile anche solo da immaginare.

"Miss Frederica, siete sicura che..."

La donna venne zittita da un artiglio di Frederica, che fu posato gentilmente sulle sue labbra.

"Shhh! Guarda! Le guardie più piccole si stanno muovendo verso la porta, forse è l'occasione di scappare!"

Indicò i mostri più piccoli, i quali stavano andando verso la porta, intenti a dividersi in 2 file, una parallela all'altra.

Stanno preparando una sorta di benvenuto? Per chi? Un altro mostro? Che sia il capo branco? Devo capire di più! Se c'è anche una sola speranza per scappare, devo coglierla al balzo!

La donna si guardò attorno, ma non trovò neanche una scappatoia. La stanza era senza finestre, illuminata solo da strani globi luminosi.

Che diavolo di magia è questa? Forse Continual light?

Continual Light era un incantesimo di livello 0, che permetteva di generare una debole fonte di luce continua per 24 ore.

"Miss Frederica, guardate!"

Yuko le toccò il braccio e attirò la sua attenzione verso i mostri più grossi, Hardshell e l'altro con 4 braccia. I due si erano girati verso la porta mentre questa si apriva, rivelando un creatura enorme con un cappello ed un bastone da passeggio nero, seguita da una figura più bassa.

Per qualche motivo mi ricorda quella ragazza che il marchese aveva scacciato tempo fa, mi pare si chiamasse C. C'è anche qualcun'altro, ma non riesco a vederlo bene.

"Inchinatevi dinanzi all'Assoluto Almodeus!"

Disse uno dei droni di guardia vicino alla porta e così tutti gli altri, compresi Hardshell ed il mostro a 4 braccia, si inchinarono.

Quell'essere colossale si chiama Almodeus? Non riconosco che tipo di mostro sia. Sembra gelatinoso e liquido, che sia uno slime? Non ne ho la certezza, una cosa sicura però la so, se una bestia come Hardshell si inchina a lui, deve essere una creatura estremamente potente.

"Alzate pure il capo. Vediamo cosa abbiamo qui..."

Commentò Almodeus avvicinandosi alle maid, parlando con un tono leggero e distaccato.

Ci tratta come se fossimo della merce, mi sta già sul cazzo questo qui!

"Hardshell, Smaug...Avete fatto un ottimo lavoro."

"Per noi è un onore, signore!"

"Vi meritate una ricompensa, miei leali servitori."

"Servirvi è per me già un premio sufficiente, mio Assoluto signore! Sono sicuro che mio fratello Smaug sia d'accordo con me."

Aspetta, Hardshell e il mostro a 4 braccia, Smaug, sono fratelli? Non si assomigliano se non per la stazza e il colore, per il resto sembrano totalmente diversi, non ho voglia di stare qui a questionare però, devo capire come sfruttare questo momento per scappare!

Mentre Frederica osservava la stanza, in cerca di una via di fuga, Almodeus si avvicinò ai due sgherri, iniziando a discutere con loro.

"Mi è stato detto che c'erano dei dubbi, potete spiegarmi?"

"Hem...Prima di tutto, una delle maid ha opposto resistenza, ma ora è mansueta."

"Capisco. C'è altro?"

"Smaug ha trovato una bambina, una delle figlie delle domestiche pare, cosa ne facciamo?"

"Una bambina?"

"Sì, mio signore!"

"Molto interessante..."

Cazzo! Questo "Assoluto signore" si sta avvicinando a noi! Cosa vuole da Nemu? Non lo so, ma la difenderò ad ogni costo!

"Da quello che ci è stato riferito, il
marchese ha una figlia di età compresa fra gli 8 e 10 anni, tuttavia non l'abbiamo trovata..."

Quando comprese che Almodeus aveva capito il bluff di Yuko, a Frederica si gelò il sangue nelle vene.

"Non osare toccarle!"

Ruggì la lupa, alzandosi e mettendosi a protezione di Yuko e Nemu. Era consapevole di non avere speranze contro un mostro del genere, ma non le importava. Avrebbe lottato fino all'ultimo respiro.

"Tranquilla, non intendo far sì che le colpe del marchese ricadano su sua figlia..."

"Come faccio a sapere che non ci farai del male?"

"Non hai prove di ciò che dico, dovrai fidarti, tuttavia suppongo che non sarà difficile credere a lei."

La bocca e gli occhi di Frederica si spalancarono dallo stupore, quando intravide una donna a lei familiare entrare dalla porta ed essere riverita dai mostri. Questa donna le si avvicinò e le sorrise calorosamente, la sua bellezza stonava con la brutalità degli altri esseri.

"Frederica! È un piacere vedere che stai bene!"

Questa voce, non ci sono più dubbi! È...lei!

"C? S-Sei tu? Cosa ti hanno fatto?"

"Ahah! Nulla, mia cara Frederica! Devi sapere che ero già un demone ancor prima del nostro incontro..."

La donna dai capelli rossi fece un leggero inchino e fissò la lupa con le sue pupille marroncine.

"Scusami per averti ingannato, ma devi credermi, io ed Hirashi volevamo solo fare degli affari, tutto quello che è successo è stato colpa del marchese."

"Capisco...Aspetta! Vuoi dire che Hirashi è anche lei...?"

"Sì, eh eh! Diciamo che la troverai molto più alta...E grossa. Comunque, tornando a noi, non temere! Alla bambina non sarà fatto del male! come a tutte voi, mio marito ha da proporvi un accordo."

Suo marito? Almodeus è suo marito!? Credo che sia la coppia più strana che abbia mai visto, comunque sono contenta che a Nemu non sarà fatto del male, anche se sono curiosa riguardo l'accordo, non dovrei fidarmi di un demone, ma C mi da una strana aria di serenità, come se fosse il cuore di questo posto, l'unica con un briciolo di pietà.

"Voi lavorerete come maid per me, sarete protette e rispettate, con tanto di giorni di pausa e ricompense."

A quella affermazione, tutte le maid si misero a guardarsi fra loro. Non era una vera scelta, Almodeus le aveva messe alle strette. Nessuno avrebbe rifiutato quello che un mostro del genere proporrebbe, soprattutto poiché egli non aveva citato cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse ribellato.

"Frederica! Come punizione per la tua ribellione, sarai la rappresentante e coordinatrice delle maid, accetti questo incarico?"

Un'altra falsa scelta, Frederica potè solo annuire a mala voglia.

"Accetto! A nome di tutte le cameriere presenti, ex servitrici del marhese Baldur, vi garantisco la nostra assoluta fedeltà!"

"Molto bene! Un mio sottoposto di nome N2 vi darà le disposizioni."

"Sì, Lord Almodeus!"

La lupa chinò il capo e si inginocchiò, detestava doverlo fare, ma era l'unico modo per permettere a Nemu e alle altre di sopravvivere. Dovette ingoiare il proprio orgoglio per l'ennesima volta nella sua vita.

"Hardshell! Smaug! Seguitemi nell'ufficio..."

Frederica alzò il capo e notò Almodeus andarsene, seguito dalla moglie, la figura che le assomigliava ed i 2 colossi. Quando nella stanza rimasero solo i mostri più piccoli insieme alle maid, Frederica si lasciò scappare un sospiro di sollievo, più uno di rammarico e tristezza.

Che sia questo il nostro destino? Servire dei mostri?

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"Allora Anxy, come procedono gli studi sulla magia di questo mondo?"

Domandò Almodeus avvicinandosi ad una figura incappucciata nascosta fra varie librerie. Questa chiuse uno dei tomi che aveva davanti e ne prese un altro, aprendolo e leggendo alcuni appunti.

"Bene, mio signore. Per quanto incomplete, le mie ricerche hanno fatto molti passi in avanti in soli 5 giorni..."

Rispose Anxy, osservando il proprio interlocutore con i suoi occhi neri e dorati, per poi spostare le sguardo verso i vari libri sul tavolo.

"Le conoscenze del marchese Baldur erano basiche, ma unite a quelle fornitemi da Shockwave, ho potuto constatare che la magia di questo mondo è simile a quella del nostro, tuttavia, ci sono delle differenze sostanziali.. "

"Potrei avere un esempio?"

"Certamente, uno fra essi è la categorizzazione, ho scoperto che gli incantesimi sono catalogati in 10 tier o livelli, alcuni di essi sono come da noi, come Lightinig di livello 3 o Hell Flame di livello 7, tuttavia, la potenza di essi varia da incantatore a incantatore, meccanica assente nel nostro mondo..."

"Questo vuol dire che una Fireball lanciata da me causerebbe molto più danni di una lanciata da un incantatore umano?"

"Precisamente! Oltre ciò, ho appreso che gli esseri umani paiono poter usare incantesimi solo fino al 5 livello, con alcune eccezioni ovviamente."

Almodeus si avvicinò ad Anxy, osservando meglio i suoi appunti.

"Per quanto riguarda l'insegnamento? Almodea ed io potremmo apprendere alcuni incantesimi nativi di questo mondo?"

"Naturalmente, basta avere affinità con la sostanza magica per poterli imparare, ho già iniziato ad insegnare ad Almodea alcuni incantesimi medi, sta andando bene..."

Il demone sorrise e diede qualche pacca alla donna pallida incappuciata, facendola arrossire dell'imbarazzo.

"Signore! Sapete che non sono una fan del contatto fisico."

"Lo so, lo so! Comunque, per quanto riguarda le Abilità e le Arti di battaglia? Ci hai capito qualcosa?"

Anxy si sistemò il cappuccio che le copriva i capelli argentati e cerco di contenere l'imbarazzo prima di dare una risposta. Lei era sempre così, timida e riservata, amante della solitudine e dei libri, non diniegava la compagnia, ma era un lupo solitario.

"Sì, le abilità sono ottenute tramite la già citata sostanza magica. Sembra che si fonda con il soggetto e, in base a delle condizioni, dia degli effetti, vuole un esempio?"

"Sarebbe ottimo...Puoi anche darmi del tu comunque."

"Ok, iniziamo dalle abilità passive, ossia quelle sempre attive, come la tua immunità ai veleni. Per far si che un essere umano o un mostro la ottenga, dovrebbe ingerire del veleno mentre si trova in un area con abbastanza essenza magica per far scaturire questa cosiddetta evoluzione. Per le abilità attive invece devo ancora sperimentare, ma ritegno siamo come quelle del nostro mondo..."

"Le Arti di battaglia, invece?"

"Sono come delle abilità, ma uniche per coloro che vengono definiti guerrieri, come una classe di un videogioco. Tuttavia, non ho idea di come venga identificata o data una classe..."

"Capisco, darò ordine di catturare dei guerrieri per studiarli. Almodea potrebbe divertirsi a cacciarne qualcuno, a questo proposito, sai dove si trova ora? Abbiamo una missione con Fiora e il suo gruppo a breve."

"È nella stanza accanto a provare un nuovo incantesimo..."

Anxy indicò una porta a destra di una delle librerie, per poi tornare a studiare alcuni dei libri, con il solito sguardo freddo e tediato, che nascondeva il suo interesse elevato per la materia. Almodeus seguì l'indicazione e raggiunse la figlia in una stanza spaziosa, normalmente era usata come magazzino, ma da quando Anxy aveva trasformato la libreria nel suo studio, quella stanza era diventata una sala delle esercitazioni magiche.

"Dragon Burst!"

Urlò Almodea, lanciando un incantesimo verso i manichini e polverizzandoli. Nonostante il padre fosse una amante dei Corvi e dei Kraken, la giovane demonessa aveva sempre avuto una strana fissa con i Draghi, tanto da sapere tutto sulla maggior parte di essi.

"Dragon Burst...è di ottavo livello, sei migliorata!"

Commentò Almodeus, avvicinandosi alla figlia ed osservando i resti fumanti dei fantocci. Sapeva bene che Almodea non era una fan degli allenamenti o della pratica, perciò era contento di vederla impegnarsi anche solo per poco.

"Grazie papà! È divertente! Non vedo l'ora di usarlo in battaglia!"

"Frena l'entusiasmo, piccola macchia. Sai che questi incantesimi sono distruttivi, sarebbe meglio evitare di usarli alla prima occasione."

Almodea ruotò gli occhi, consapevole che il padre non aveva torto, tuttavia si limitò ad annuire senza commentare, anche se il suo dissenso era evidente.

"Non fare quella faccia, sai bene che il principale punto debole di noi demoni, tolta la magia sacra, è la possibilità di finire l'energia. Senza di essa non possiamo usare la magia di livello superiore o abilità. Data la mia esperienza io posseggo un grande quantitativo di energia perciò finirla è quasi impossibile per me, ma tu che hai solo 18 anni rischi di rimanere a secco."

"Sigh, lo so..."

"Mh...Però, credo che tu sia abbastanza grande per imparare alcune abilità che possono aiutarti, sia in battaglia che ad ovviare il problema dell'energia. Ti va di apprenderle?"

Udito ciò, la faccia di Almodea tornò giocosa e spensierata, segnalando la sua felicità.

"Certo! Dimmi tutto, papi!"

"Bene, iniziamo dalla prima! È un'abilità che può essere usata sia per attaccare che per difendere, si chiama <Absolute Devourer>. Attaccami con una palla di fuoco, ti faccio vedere..."

Almodea fu sorpresa della richiesta, ma obbedì senza protestare, scagliando una sfera infuocata verso il padre, tanto non gli avrebbe fatto danno comunque. Almodeus alzò la mano destra e fece scaturire da essa un piccolo vortice di energia oscura, che inglobò l'attacco della giovane demone e sembrò divorarlo senza lasciarne traccia.

"Wow! Come hai fatto?"

"Ho usato l'energia oscura come catalizzatore per decomporre l'attacco. Oltre che per difesa, puoi anche assorbire gli attacchi divorati e guadagnare energia dopo ogni pasto."

"Figo! È utilissima! La seconda, invece?"

"Questa è più situazionale, ma estremamente potente! Si chiama <Absolute Cruelty>, ovviamente i nomi puoi cambiarli, li sta a te decidere...Comunque! Questa abilità ti permettere di mietere il terrore degli esseri viventi, strappando le anime di chi ha perso ogni speranza e spirito combattivo oppure di chi chiede la tua pietà."

"Perciò...È una sorta di incantesimo di morte istantanea ad area?"

"Sì. Con un po' di pratica saprai usarlo alla perfezione!"

Almodea ruotò gli occhi al sentire la parola <pratica>. Tuttavia, trattandosi di magia, non le dispiaceva spenderci del tempo sopra.

"Direi di prepararci Almodea, i nostri Alias, ossia Amon ed Alcina, devono entrare in azione!"

Disse, evocando l'elmo dell'armatura che usava come travestimento. Almodea evocò il suo mantello e lo mise sulle spalle, sorridente, poiché poteva tornare a recitare, nonché passare del tempo con Fiora e il suo gruppo, con cui era diventata molto amica.

"Cosa dobbiamo fare oggi?"

Domandò la giovane demone, curiosa della missione che li avrebbe attesi.

"Sgominare dei banditi che stanno assaltando i mercanti della Federazione di Bashad. Sono umani, ma possiamo ucciderli comunque..."

"Evviva! Ho molta noia da sfogare!"

Commentò felice Almodea mentre usciva fuori dalla stanza degli allenamenti, seguendo suo padre. Per quanto fosse molto solare e socievole, nascondeva un lato perverso e crudele, soprattutto se fatta arrabbiare.

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"Dobbiamo prepararci! Il Regno ci dichiarerà battaglia a breve! Dopo l'inverno arriva la stagione del raccolto, il momento ideale per un attacco..."

Commentò il marchese Besham, sbattendo il pugno sul tavolo. Era uno dei nobili maggiori dell'Impero, perciò in molti furono d'accordo con lui.

"Sono d'accordo! Facciamogliela vedere a quei regnicoli!"

Ribattè un altro nobile, il conte Bonarumi, un'ometto basso di poco conto al servizio del marchese Buck, uno dei "Grandi 8"

Ma è mai possibile che gli aristocratici pensino solo ai propri interessi? Non è provocando il Regno o attaccando per primi che vinceremo e daremo speranza all'Impero!

Udendo tali parole, Gareth si limitò a sospirare, rimanendo in piedi accanto all'Imperatore. Normalmente, ad un plebeo come lui, non sarebbe stato permesso di ascoltare tali conversazioni, ma Gareth era il Capitano, la guardia del corpo di sua Maestà, perciò i nobili facevano delle eccezioni, anche se contro voglia.
Mosse lo sguardo verso sua Maestà l'Imperatore, che si limitò ad annuire e dare risposte generiche mentre gli esponenti presenti delle 2 fazioni si affrontavano ad un duello di falsità.

La fazione Aristocratica, quella opposta al governo, vorrebbe allargare i propri feudi ed aumentare la propria autonomia ottenendo vittorie schiaccianti sul Regno nemico. Promettono una vittoria e la usano come scusa per sfruttare la ricorrente guerra annuale con il nostro vicino di casa come trampolino di lancio verso la gloria. La fazione Imperiale, invece, vorrebbe limitarsi a fare come stiamo facendo da una ventina d'anni a questa parte, ossia difenderci e basta. L'idea non è sbagliata di per sé, il regno schiera meno soldati, ma ogni loro uomo è addestrato a combattere e potrebbe sconfiggere 10-20 soldati dell'Impero, che sono solo poveri contadini neanche retribuiti, tuttavia, anche qui vi è una motivazione vera ed una falsa. Quella falsa è quella mostrata e tirata in causa in queste riunioni, ossia la maggiore potenza bellica del Regno, la motivazione vera però sta nel guadagno economico o d'immagine, la fazione Imperiale vuole evitare le guerre poiché, avendo meno risorse da mettere in gioco rispetto a quella Aristocratica, è consapevole che in caso di vittoria sarebbe la fazione nemica a prendersi tutti i meriti.

Si ripetè nella testa Gareth, per lui era un monito. Alla prima riunione aveva subito promesso di non dimenticarsene e di non cadere nell'illusione che ai nobili importasse veramente dell'Impero. Dopo varie ore di discussione e farse, la stanza delle riunioni si svuotò e caddè nel silenzio, rimanerono solo il Capitano e sua Maestà l'Imperatore.

"Siamo in una situazione precaria Maestà, se dovessimo mostrare il fianco, Ashen ci colpirebbe brutalmente e finiremo per rimetterci..."

Disse al sovrano e questo annuì, consapevole che il suo più caro amico aveva pienamente ragione. Era già successo in passato e fu proprio Garteh a salvare la situazione, sconfiggendo addirittura uno dei 5 cavalieri, il fiore all'occhiello dell'esercito nemico.

"Vero, tuttavia, per difenderci al confine ci serve il supporto degli aristocratici. Se solo mi fossi occupato di quel problema prima della scissione nelle 2 fazioni..."

Commentò sua Maestà, abbassando il capo. Garteh sospirò insieme al suo sovrano, sentiva ancora il senso di colpa nelle sue parole, la divisione interna dell'Impero era il più grande rimpianto dell'Imperatore. Oltre a provocargli danni adesso, gli ricordava il periodo in cui morì la sua amata moglie, madre dei suoi 4 figli.

"Maestà...Sapete già come la penso."

Per me, l'Imperatore non deve continuare ad incolparsi per il peccati di suo figlio, dopotutto ogni uomo avrebbe fatto come ha fatto sua Maestà.

"Lo so mio fedele amico, tuttavia..."

Slam!

L'Imperatore venne interrotto bruscamente dal portone della sala, sbattuto con molta forza e aperto senza ritegno alcuno per il frastuono causato.

"Padre! Buon giorno!"

Disse sorridente il Principe Bilius, primo genito dell'Imperatore, seguito a ruota dal suocero, ossia il marchese Buck, uno dei grandi 8.

"Principe Bilius! Siete suo figlio, ma non vi è permesso entrare senza il consenso di sua maestà..."

Tuonò Gareth, cercando di tenere un tono autoritario e allo stesso tempo rispettoso. Era la guardia del corpo del sovrano, ma rimaneva un comune e purtroppo non possedeva autorità sul Principe oppure sul marchese.

Spero solo che capiscano che sto facendo il mio compito e che non mi atteggio da chissà chi.

"Hey! Plebeo! Stai parlando al futuro Imperatore! Dovrei farti frustate per aver aperto bocca senza permesso!!!"

Appunto...

"Calma, marchese Buck! Non c'è bisogno di scagliarsi contro il Capitano! Sta dicendo solo quello che il suo ruolo gli impone, gradirei che venisse rispettato! Comunque...A cosa devo la visita?"

Vorrei stringere la mano all'Imperatore, ma mi devo trattenere. In cuor mio lo ringrazio per avermi rubato le parole di bocca.

"Sarà, ma per me è uno spreco che lui vi rappresenti, Maestà..."

Commentò il marchese, prima di farsi indietro e lasciare la parola al Principe.

"Esatto, padre! Ma venendo a noi, sono qui per chiedervi il permesso di poter andare insieme ai soldati della terza divisione."

Me lo aspettavo, ultimamente c'è stato un aumento degli attacchi ai mercanti da parte di banditi. La Gilda si è già messa in azione ed anche il sovrano si è deciso ad aiutare, inviando la terza divisione a supporto dei mercenari della Gilda. Il Principe Bilius è un ottimo spadaccino, il più abile fra i 4 figli dell'Imperatore, ma non è neanche al livello di Finn. Inoltre è coraggioso fino ad un certo punto, da fuori sembra questo omaccione robusto dal pizzetto biondo che affronterebbe un basilisco a mani nude, ma in realtà se la svignerebbe al primo avversario che non riesce ad abbattere in qualche colpo. Però, mi sorprende che il marchese lo stia supportando, capisco che, essendo sua figlia la moglie del Principe, voglia vedere quest'ultimo sul trono e che una vittoria contro i banditi rafforzerebbe l'immagine del "condottiero forte ed impavido" che il Principe si è fatto costruire attorno. Tuttavia, così rischia che esso possa morire o rimanere ferito gravemente. C'è da dire che la codardia e la presunzione del suddetto Principe sono state rafforzare dalle continue interferenze del marchese, che si è limitato a pompare l'ego del possibile futuro regnante.

Ragionò Gareth, perdendosi nei propri pensieri e venendo riportato alla realtà dalla ferma voce dell'Imperatore.

"Valuterò l'opzione, figlio mio..."

"Padre, vi scongiuro!"

"Ho detto che valuterò! Ora lasciatemi da solo con il Capitano! Dobbiamo discutere delle importanti questioni"

È vero, dobbiamo ancora decidere che cosa fare con gli agenti della Teocrazia che sono stati individuati a Nord dell'Impero, argomento delicato.

"Ok, a dopo allora..."

Rispose il Principe, lasciando la stanza con la coda fra le gambe, seguito a ruota dal marchese Buck.

"Mi ritrovo un figlio davvero sciocco..."

Commentò sua Maestà. Gareth si limitò a fare spallucce, non potendo dargli torto, ma neppure confermare apertamente, rimaneva suo figlio, dopotutto.

"Però...Lo amo troppo per mandarlo a morire."

Anche in questo caso, Garteh si limitò a rimanere passivo, non potendo dare torto a sua Maestà.

Se avessi un figlio mio sarei disposto a tutto per lui.

"Senti Gareth, prima di parlare della questione della Teocrazia, torniamo un attimo ai banditi..."

"Certo, c'è qualcosa di cui volete discutere?"

"Secondo te, c'è dietro Dark Calling?"

Sentendo quel nome, aggrottò la fronte. Gli riportava alla memoria molti insuccessi e battaglie senza veri vincitori.

Dark Calling, l'associazione criminale più potente dell'Impero. Oltre a finanziare bordelli e tratta degli schiavi, finanzia anche i prodigi! Non avrei problemi ad ammettere che la forza bellica di questa organizzazione è pari, se non superiore, a quella Imperiale.

"Non saprei dire con esattezza Maestà, ma è altamente probabile..."

"Come sospettavo. Per te ci potrebbe essere anche Lui?"

Quando l'imperatore diceva "Lui" con quel tono calmo misto a sicurezza si riferiva solo ad una persona, e Garteh sapeva benissimo a chi si stesse riferendo sua Maestà.

"Possibile. So che dopo il nostro scontro è diventato un mercenario. Purtroppo, anche qui non ho certezze da darvi, solo supposizioni..."

"Immaginavo...È un vero peccato. Un prodigio come lui accecato dalla desolazione di una sola sconfitta."

"Già..."

Sì, si sta riferendo proprio a lui, il mio vecchio rivale, l'uomo il cui nome è famoso tanto quanto il mio, El Kaiser.

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"E anche oggi abbiamo finito..."

Commentò Fiora, pulendo il suo fioretto, seduta con gli altri al piccolo accampamento che avevano preparato per la notte.

"Vero! Oggi è stata una giornata piena! Abbiamo fatto fuori gente a pacchi!"

Rise Almodea, sotto le spoglie della maga apprendista Alcina, sedendosi accanto alla duellante e buttando un pezzo di legno nel falò per ravvivare il fuoco.

"Ahahaha! Sei uno spasso, Alcina! Era da anni che non beccavo una donna così divertente, sai? Solitamente le mercenarie sono tutte delle musone! Però tu rimani spensierata, è un lato adorabile di te."

"Ehi! Fiora! Ci provi con la ragazza con cui ci voglio provare io?"

Domandò Nark, in maniera ironica. Voleva solo punzecchiare Fiora per vendetta, tuttavia questa non si scompose e rigirò la frittata, guardandolo con sguardo pungente.

"Forse, ma almeno io non l'assillo come fai tu."

"Punto, game, partita! Vince Fiora!"

Annunciò Alcina alzandosi in piedi e sollevando un braccio verso Fiora come se stesse facendo l'arbitro ad una partita di Tennis. Mentre gli altri si divertivano, Almodeus, sotto le spoglie del cavaliere veterano e Marchese Amon, stava seduto sul carro insieme ad Annie e Roman, osservando attentamente una mappa.

"Domani dobbiamo andare a nord, potremmo tagliare per questa foresta e..."

Iniziò a proporre, ma venne interrotto da Roman, il quale scosse la testa in diniego.

"Non possiamo farlo, Amon."

"Perché? È un territorio proibito?"

"Non esattamente, quella è la foresta della Giada Oscura."

"Un'altra leggenda ritornata in auge recentemente?"

"Non questa volta, la foresta della Giada Oscura è una zona piena di bestie magiche e dei loro villaggi, è pericoloso avventurarcisi!"

"Di che mostri parliamo? Ogre e Goblin?"

"Non solo, anche Uomini lucertola, Oni, Orchi e Troll! Quella zona ha così tanta forza magica che facilita la nascita di mostri e la loro evoluzione."

Annuì ed osservò la mappa, per poi mormorare sotto voce:

"Questa palude..."

"Notato qualcosa Amon?"

"Eh? No no...Niente, comunque comprendo, domani è l'ultimo giorno giusto?"

Amon sembrò molto voglioso di cambiare discorso. Annie e Roman lo notarono, erano curiosi sul perché, ma decisero di rispettare la privacy del cavaliere e non chiesero oltre.

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"Che ne pensi, papà? Credi che guadagneremo abbastanza da questa missione?"

Domandò Alcina, o per meglio dire Almodea, mentre si rimuoveva il guanto nero dalla mano destra, rivelando l'arto intriso di energia rosso cremisi, stiracchiandolo leggermente. Era ormai notte e i due si erano proposti per fare la guardia all'accampamento per primi.

"Il guadagno non è spaziale, ma abbastanza buono da permetterci di non lavorare per un po'. Grazie alle missioni che abbiamo compiuto fino ad adesso siamo già al rango Oro come Fiora."

Rispose Amon, o per meglio dire Almodeus, mentre osservava una mappa della nazione.

"Sai papà, è da un po' che guardi quella cartina...C'è qualcosa di interessante?"

Domandò Almodea curiosa, alzandosi in piedi e avvicinandosi al padre, intrigata dal suo comportamento.

"Vedi qui? È la palude degli Uomini Lucertola"

"Si, la vedo..."

"...."

"Non vedo però perché ti ci fissi tanto..."

"Questa zona dovrebbe essere vicino alla Fear Tower se non ricordo male. Da quello che mi ha spiegato Annie, le creature magiche selvatiche sono attratte dall'energia magica, potrebbero attaccarci. So che la torre è schermata da uno scudo mimetico, ma l'istinto di una bestia supera la capacità visiva..."

"Capisco papà, temi che attirino troppo l'attenzione. Che intendi fare? È una eventualità possibile, dopotutto..."

Almodeus annuì alla figlia e osservò la mappa, per poi girarsi verso la giovane demone.

"Devo pensarci, non era prevedibile e tuttora siamo in un forse, ma sto elaborando un piano! Vorrei evitare di creare delle difese e basta, preferirei sistemare il possibile problema e guadagnarci nel mentre..."

"Ha senso...Avvisiamo Sergio e lasciamo che ci pensi lui?"

"È un idea! Potrei consultarlo, tuttavia preferirei che non diventi un abitudine far agire gli altri, di questo mondo non conosciamo molto e sarebbe utile saper fare un po' di tutto."

Almodea annuì alle parole del padre e si stiracchiò, per poi commentare:

"Hai ragione...Comunque papà, cambiando discorso, oggi ho interrogato alcuni predoni prima di ucciderli, sembra che il motivo per cui stiano attaccando così in massa sia dovuto alla stagione dei commerci."

"Stagione dei commerci?"

"Sì, da quello che ho capito è quando iniziano ad arrivare molti mercanti da dietro le alpi. Essendo che arrivano da terre esterne all'Impero, la loro merce è molto pregiata e rara, anche il cibo esotico si vende a cifre esorbitanti sul mercato nero gestito da la malavita organizzata come Dark Calling."

"Mhh...Capisco, dove vuoi arrivare, piccola macchia?"

Almodea si girò verso il padre e sorrise con il solito fare bambinesco che, spesso, ne tradiva le vere intenzioni.

"Visto che vorremmo studiare le abilità e le Arti di battaglia, potremmo rapire alcuni di loro che le sanno usare, non trovi sia una buona idea?"

Almodeus portò la mano al mento ed annuì, comprendendo le parole della figlia, per poi rispondere:

"La trovo ottima! Ti sei superata, Almodea"

La demone sorrise, sempre nel solito modo innocente, per poi osservare il cielo e scoppiare in una risata.

"Senti papà, posso chiederti una cosa?"

Almodeus spostò lo sgaurdo verso la figlia ed annuì senza proferire parola, fu allora che Almodea si girò di scatto verso di lui, con un sorriso innocente, reso macabro dalla perversione imprignata nelle sue pupille.

"Posso occuparmi io della caccia? Voglio divertirmi un pochetto..."

Il tono della demone era come quello di una bambina che chiedeva al padre se poteva picchiare i compagni di scuola che le davano fastidio, un genitori normale si sarebbe preoccupato di tale richiesta, ma Almodeus conoscenza bene sua figlia e sapeva che questo dualismo era perfettamente normale, tanto che rise anche lui e rispose:

"Ok, basta che non li uccidi tutti. Lasciane qualcuno in vita, siamo d'accordo, piccola macchia?"

Almodea annuì felice, tornando alla sua forma spensierata, rendendo impossibile credere che un volto tanto onesto e puro potesse nascondere una mente considerabile così malata per standard umani.

Passarono vari minuti di silenzio. La giovane demone osservava il cielo, con la mente persa nell'immaginare quello che avrebbe fatto arrivato il momento giusto, nel mentre il demone più anziano osservava il campo base, in particolar modo la tenda dove Fiora ed Annie stavano dormendo.

"Solo una cosa, Almodea..."

Le parole di Almodeus interruppero i pensieri della giovane demone. Questa si girò verso il padre, non turbata dal fatto che fosse stata distratta dall'immaginare i futuri giochi, consapevole che tanto ci sarebbe tornata a breve.

"Si? Che c'è, papà?"

Osservò la figlia, con sguardo serio, tuttavia Almodea sapeva in qualche modo che quello che stava per arrivare non era un rimprovero.

"Ho notato che ti sei molto affezionata a Fiora, giusto?"

"Oh sì! All'inizio ci parlavo perché almeno Nark non mi dava fastidio mentre noi due conversavamo. Però, dopo tutte queste avventure, ammetto di trovarla molto più divertente di quanto avessi previsto!"

La risposta di Almodea era sincera, detta con un tono così innocente che quasi rendeva assurdo pensare che tali parole fossero state dette da una demone che poco prima stava fantasticando su come fare un massacro solo per puro e perverso godimento personale.

"Ascolta, piccola macchia...Sai che loro sono solo umani e niente più, giusto?"

La domanda del padre confuse leggermente Almodea, le sembrava strana e del tutto inutile; ovvio che sapeva che erano umani, che domanda stupida era? Le pareva ridicolo che le chiedesse una cosa così banale, per lei era come chiederle se sapeva quanto facesse 2+2.

"Ovvio che lo so, sono umani, siamo sulla Terra, non la nostra ovviamente, però..."

La demone si fermò. Non riusciva a capire il significato di quella domanda, nonostante ci si scervellasse sopra, oltretutto non capiva il motivo di infiocchettare il discorso con quel "niente più".

"Lasciami spiegare meglio, allora..."

Disse, avvicinandosi alla figlia. Aveva capito che la ragazza non era riuscita a cogliere il vero significato della domanda e, sotto sotto, si incolpava di non essere stato più diretto.

"Sai che possono morire, giusto? Non sono come me, te o Hirashi. Non sono immortali, le loro ferite si rimarginano sì, ma rimangono come monito fino alla fine della loro vita. Se il loro corpo viene distrutto, non ritornano come noi...Capisci dove voglio arrivare?"

Almodea aprì leggermente gli occhi, il concetto di morte non le era nuovo, però, essendo lei incapace di morire del tutto, non vedeva essa come un qualcosa di assoluto a cui tutti erano condannati e destinati. In quel momento, le affiorò un pensiero che non le era venuto in mente prima d'ora, ossia che, come lei poteva uccidere i briganti, anche i suoi amici potevano fare la stessa fine, uccisi. Magari per macabro divertimento di qualcuno.

"Oh...È vero..."

La demone si sentì una stupida per non esserci arrivata prima; gli esseri a cui si era affezionata e abituata a tal punto da considerarli amici, sarebbero potuti morire da un momento all'altro anche per la più stupida delle ragioni.

"Se te l'ho detto è solo perché volevo evitare che questa rivelazione ti colpisse come un fulmine a ciel sereno quando sarebbe capitato in futuro. Non sono contro il fatto che tu possa affezionarti ad altri esseri, hai 18 anni e vuoi scoprire il mondo eccetera eccetera, ma voglio che tieni a mente che questa situazione non durerà in eterno..."

Almodea interruppe il padre, sedendosi a terra e rannichiandosi, per poi dire con voce spezzata:

"Che senso ha farsi degli amici, se poi li perderò un giorno?"

Le parole della demone erano mosse dalla tristezza provocata dal momento, Almodeus sapeva che questa negatività era momentanea, tuttavia decise di parlare comunque, incapace di vedere la figlia in quello stato.

"Ha senso eccome. L'amore che provi per loro rimarrà per sempre anche dopo la loro morte, vivranno nei tuoi ricordi, inoltre, se ti nascondi dietro questo ragionamento, vuol dire che non ha neanche senso uccidere qualcuno, perché tanto prima o poi morirà da solo e..."

Ancora una volta, il demone anziano fu interrotto dalla più giovane, in disaccordo:

"Non è vero! Se lo lasci morire di vecchiaia dov'è la soddisfazione nel...Oh...Aspetta..."

Gli occhi di Almodea si aprirono nuovamente; era finita nella trappola del padre e quasi non se ne era accorta.

"La soddisfazione! La felicità del momento ed il ricordo di essa! Ecco cosa da senso al farmi degli amici..."

La demone si alzò in piedi e si girò verso il padre, dubbiosa ma anche abbastanza sicura sulla pista che stava seguendo.

"Volevi dirmi questo, no?"

Almodeus annuì e fece un breve applauso.

"Brava, vedo che hai capito senza che dovessi spiegartelo! Detta in parole povere, goditi il momento, Carpe Diem"

"Ok...Ma che c'entra oggi pesce?"

"Hai davvero tradotto Carpe Diem con oggi pesce?"

I due demoni scoppiarono in una risata, mandando in vacca la serietà del momento.

"Scusa, Papà! Colpa di Hardshell, una volta stavamo vedendo un film dove veniva detto molto spesso il termine Carpe Diem e lui se ne è uscito con giorno del pesce. Ho pensato di tirarlo in ballo per farci una risata..."

"Hardshell, fa bene il suo lavoro, ma l'intelligenza non è proprio il suo forte! Spero che Frederica gli dia una mano..."

Alla nomina di Frederica, Almodea parve sorpresa, tanto che domandò:

"Frederica? Intendi il capo delle nuove domestiche? Quella che solitamente vedo parlare con mamma?"

"Esatto! Ora è la maid personale di Hardshell, anche se il mio vero obbiettivo è sfruttare il suo caratterino per mettere del sale in zucca alla nostra furia selvaggia."

"Ohhhh! Mi piace come piano! Questa è la ricompensa di Hardshell per il lavoro svolto alla villa giusto? Cosa ha chiesto Smaug?"

"Nulla, mi dirà lui in futuro..."

Almodeus si interruppe e osservò il cielo, in particolar modo le stelle.

"Preparati a svegliare Nark e Roman, dovranno darci il cambio a breve..."

"Puoi svegliarlo tu, Nark? Non mi va di sorbirmi le sue moine, all'inizio era divertente la sua cotta per me, ma ora è solo una gran rottura di cazzo!"

"Ahahah! Ok! A lui ci penso io, tu sveglia Roman, ci vai d'accordo no?"

"Sì, è un tipo apposto..."

Detto ciò, i due demoni sistemarono i loro travestimenti e tornarono nei personaggi di Amon ed Alcina, pronti a svegliare i loro ignari compagni di squadra.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Qualche giorno dopo, eliminati gli ultimi briganti della zona, Fiora e il gruppo fecero ritorno alla città di Arel per riscuotere la ricompensa, qui Amon ed Alcina si separarono dal resto della squadra con la scusa di andare a riposare ad una taverna, facendo la promessa di reincontrarsi quella sera alla Gilda per discutere missioni future. Salutati i due Marchesi dell'Oscurità, Fiora e il resto del gruppo decisero di andare a comprare nuovi equipaggiamenti e pozioni:

"Bene ragazzi, abbiamo sistemato le armature e lo scudo di Roman, ora possiamo andare dal buon vecchio Jaako, ci servono pozioni curative e di potenziamento!"

Commentò girandosi verso i suoi compagni, ridendo leggermente alla visione di Annie seduta sulle spalle di Roman.

Quei due vanno d'accordo per fortuna.

"Hey! Secondo voi Jaako ha delle pozioni d'amore?"

Domandò Nark, sistemandosi il ciuffo biondo. Fiora invece ruotò gli occhi, sapeva già dove stava andando a parare quel Don Giovanni.

"Sai bene che le pozioni d'amore sono illegali, Nark. Inoltre, non ti permetterò di usarla su Alcina..."

"Perché? Ci vuoi provare tu Fiora? Ho visto come la guardi..."

"Ah Ah Ah, ha fatto la battuta! Comunque no, vorrei evitare che Amon ti faccia a pezzi..."

La donna girò l'angolo con il suo gruppo al seguito ed osservò il tramonto. Si era quasi fatta notte ed erano stati giorni impegnativi, ma grazie ad Alcina ed Amon le missioni sembrarono essere molto più semplici ed ora potevano godersi del meritato riposo.

"Secondo voi, fra Amon ed Alcina c'è qualcosa? Cioè...Stanno sempre assieme e sembrano conoscersi molto bene."

Domandò Nark, incrociando le mani dietro la testa e osservando il cielo in cambiamento.

È proprio matto di Alcina, non pensavo fosse messo cosi male.

"Per me non c'è nulla fra loro..."

Commentò Roman, sistemandosi il corpetto dell'armatura, non era un uomo di molte parole, non quando sobrio.

"Da quello che ho capito, Amon è tipo una figura partena per Alcina, perciò non devi preoccuparti, Nark..."

Fiora si girò sorpresa, poiché a parlare fu proprio Annie. Era raro che proferisse parola, era empre stata timida, tuttavia la sorella maggiore aveva notato che Annie parlava spesso con Amon durante i loro viaggi.

"Ne sei sicura, Annie?"

"Osi mettere in dubbio le parole di mia sorella, Nark?"

"C-Calma, Fiora! N-Non stavo..."

"Comunque sono d'accordo con Annie, Alcina mi ha dato la stessa versione, è una sorta di figura paterna, ecco perché lo rispetta così tanto..."

"Fiuuuu! Siamo ancora in gara allora Fiora!"

"Si...aspetta, <siamo>?"

Nark si pulì il sudore dalla fronte e rise come un beota per poi fare un sorrisetto compiaciuto a Fiora, lei si limitò a sbuffare, girando gli occhi e continuando a camminare lungo la via.

"Dimmi Annie..."

Riprese la rossa, girandosi verso la sorella, ancora sulle spalle di Roman.

"Parli spesso con Amon, ti dirò che non me lo aspettavo, sei sempre timida e raramente parli perfino con noi, ma con lui ti vedevo conversare molto. È Amon ad essere bravo con i bambini oppure..."

"Mi fa paura..."

"Cosa? Amon ti fa paura? Ammetto che l'armatura e il tono freddo possono mettere inquietudine, però..."

"Non so perché, ma mi fa molta paura..."

"E allora perché ci parli?"

"Perché mentre ci parlo, sento che niente oltre a lui possa farmi paura..."

Non riesco a capire le parole di mia sorella, parla con qualcuno che le fa paura perché non può avere paura di altro mentre lo fa? Ha il suo senso logico, però è strano.

"Hey Annie! Tanto per sapere, di cosa parlate tu e lui?"

Domandò Nark, facendo una domanda sensata e senza secondi fini, Fiora avrebbe voluto dargli una medaglia solo per quello.

"Parliamo di magia, mostri e tanto altro..."

Sono argomenti strani di cui parlare, soprattutto con una bambina di 10 anni come Annie, anche se mia sorella è sempre stata diversa dagli altri della sua età, un prodigio della magia avrai i suoi interessi suppongo.

"Ti ha detto qualcosa sul tipo di partner che piace ad Alcina?, oppure..."

Ritiro tutto quello che avevo creduto su Nark! È il solito deficente! Mi sento una idiota io stessa per aver creduto che fosse capace di far funzionare quel cervello bacato che si ritrova! La cosa peggiore però è che anche a me interessa la risposta, devo darmi un contegno cazzo!

"Ha detto che se continui ad infastidire Alcina lei prima o poi ti apre il culo e ci sputa dentro..."

Ci fu un silenzio di tomba dopo tali parole. Tutti si fermarono non sapendo se fossero più sorpresi dal contenuto volgare della minaccia oppure dal fatto che a dirla fosse stata una bambina di 10 anni con un tono innocente.

"Ahahah! Amon ed Alcina mi fanno spezzare!"

Commenò Roman, abituato a quel linguaggio da bar.

"Wow...devo sbrigarmi a fare colpo prima che Alcina mi dia il ben servito!"

"Sei senza speranze Nark, comunque ora seri e concentrati! Abbiamo da comprare delle cose con un budget limitato, non possiamo permetterci sperperi!"

Disse Fiora, ammonendo il gruppo, per poi far entrare tutti nella bottega di Jaako, un piccolo negozietto di due piani, con un retro pieno di pozioni distillate.

"Ohhh! Hey Fiora! Come va ragazzi?"

Li accolse calorosamente Jaako, un uomo sulla cinquantina, con una tunica verde acqua, pizzetto e barba neri.

"Tutto bene, siamo qui per il solito: 10 pozioni curative e un paio di potenziamento"

Rispose Fiora appoggiando la borsa con i soldi sul tavolo, Jaako la prese ed iniziò a contare. L'uomo era un ex avventuriero e cacciatore di mostri, il miglior venditore della città, nonché un esperto, si diceva che fosse un mago di terzo livello, abbastanza rari da trovare in giro.

"Certo! Sapete cosa? Vi do 11 pozioni! Una la offre la casa!"

"Che generosità! A cosa la dobbiamo?"

"Eheheh..."

Jaako si grattò la grossa pancia da birra sotto la cintura della tunica, per poi indicare una delle vetrine alle sue spalle, dietro vi era un ampolla con un liquido azzurro dentro, brillante come una gemma.

"Questa mattina sono andato al mercato e indovinate cosa ho trovato a pochi spicci da un mercante del nord? Una rarissima Full-Potion!"

Ha veramente detto Full-Potion?

Pensò Fiora attonita, lei ed il suo gruppo erano tutti sorpresi dalla notizia.

"Quella è..."

"Esatto! L'ho controllata ed è purissima! Ho messo fuori molti annunci, la farò pagare a peso d'oro! Minimo 100 monete!"

Una Full-Potion, è la prima volta che ne vedo una dal vivo, sono rarissime! Si dice che sia la pozione curativa più potente esistente! Possono curare ferite, arti amputati e malattie all'istante! Si dice che possano pure rigenerare le armi, ma su questo non sono sicura...wow!

"Hey Jaako, una domanda..."

"Certo Roman! Chiedi pure!"

"Non per dubitare le tue abilità, ma come mai le Full-Potion sono così rare? Un mago come te dovrebbe poterle distillarle senza problemi o sono in errore?"

La domanda di Roman soorese Fiora, tuttavia essa non parlò, molto incuriosita dalla risposta che avrebbe dato Jaako.

"Ahahaha! Hai ragione! Per me distillarle non sarebbe un problema, tuttavia le Full-Potion si ottengono solo usando una grande quantità di erbe magiche che crescono nella foresta della Giada Oscura, mi costerebbe un patrimonio mandare avventurieri o cacciatori in quella zona, oltretutto non ho la certezza che mi tornerebbero vivi!"

Effettivamente le Full-Potion sono praticamente una leggenda, l'unica potenza che si dice ne abbia una quantità superiore al centinaio nel proprio territorio è la Teocrazia di Reia, dopotutto non dovrebbe essere un problema per loro recuperare il materiale magico.

Ragionò Fiora, comprendendo meglio l'entusiasmo dello stregone di mezza età

"Hey ragazzi! Visto che chiudo a breve e siete miei clienti ormai da anni, vi va se vi offro una bella bottiglia di liquore? Sono troppo contento!"

Fiora diede una veloce occhiata ai propri compagni ed annuì.

"A nome di tutti, eccetto Annie, ti dico che ci stiamo!"

Passò una mezz'ora ed il gruppo si sedette ad un tavolo lì vicino per bere in allegria. La conversazione passò dalle rare Full-Potion alla foresta di della Giada Oscura, per poi giungere ai racconti della gioventù di Jaako:

"Sapete, quando ero giovane non fui solo un avventuriero, in realtà iniziai come Hunter nel regno di Ashen!"

Fiora annuì e bavette dal proprio bicchiere, girandosi verso Jaako.

Adora parlare del suo passato, tuttavia non sapevo fosse stato un Hunter, se non erro nel regno il termine <Hunter> indica i ladri di tombe oppure i cacciatori di tesori, è una pratica lavorativa estremamente rara qui nell'impero ma molto popolare ad Ashen, ancora più della Gilda.

"Davvero? Avrai fatto una fortuna!"

Commentò Nark, tuttavia Jaako scosse la testa e rise di gusto.

"Macché! Guadagnavo a mala pena per vivere! Per essere un Hunter e guadagnare bene devi essere esperto nell'usare le risorse, ed io a vent'anni non lo ero!"

"Dicci...hai fatto il tombarolo?"

"Oh puoi scommetterci il fioretto Fiora! Sono andato in una tomba molto vecchia quando avevo 24 anni! Tuttavia non abbiamo trovato molti tesori, da quella avventura mi sono guadagnato questa cicatrice sotto il braccio e una vecchia maschera"

Jaako alzo la manica e mostrò una cicatrice sbiadita vicino al gomito.

"Una maschera? Ho sentito che la vuoi mettere in vendita"

"Già! Quell'immondezzaio è in vendita da quando ho aperto la bottega 17 anni fa, continuo a mettere annunci, ma nessuno la vuole..."

Un oggetto trovato in una tomba, invenduto? Interessante.

"E perché? È un oggetto magico oppure è solo per bellezza?"

"È magico, anzi maledetto! Nella scatola che la conteneva c'era scritto Maschera di dissipatezza! Chi la indossa si indebolisce così tanto da cadere a terra incapace di muoversi, il sul effetto è mortale dopo 8 giorni"

"E nessuno l'ha voluta? Neanche i collezionisti?"

"Nahhh! È pattume! Probabilmente è un esperimento fallito di qualche stregone..."

Probabile, chi creerebbe una maschera che ti indebolisce? Tanto vale usare un incantesimo su un avversario se è quello il punto, tuttavia la parola <stregone> mi fa tornare in mente Alcina.

Ragionò Fiora, prima di girarsi verso il mago e chiedergli in tono incuriosito.

"Hey Jaako, mai sentito parlare di una donna di nome Alcina?"

Jaako scosse la testa e bevette dal suo bicchiere.

"No, perché?"

"È una nostra nuova compagna insieme al suo maestro, è molto bella, ma soprattutto conosce incantesimi di quinto livello e forse alcuni di sesto!"

Fiora sobbalzare quando Jaako iniziò ad ingozzarsi e quasi soffocare con il liquore. La donna rise un po', a lei sembrava che il pensionato avesse visto una divinità maligna.

"Q-Q-Q-Q-Quinto livello!!!? Scherzi vero? Quanti anni ha?"

"Sono serissima caro Jaako, comunque credo che sia sulla ventina, la sua altezza è molto elevata e contraddice i suoi comportamenti, non saprei dirti con certezza l'età...sappi però che è una sventola, la donna più bella che abbia mai visto, vero Nark?"

"Assolutamente! Se fa perdere la testa anche a Fiora poi!"

"Taci babbeo!"

Ruggì Fiora arrosendo e mollando un pugno in testa al compagno di squadra. Jaako si mise a ridere e li interruppe, tuttavia il rossore sulle guance della donna non se ne andò del tutto.

"Cavolo...livello 5 a vent'anni? mi ammetto invidioso. L'unico essere umano che le è superiore potrebbe essere il famoso Yami Paradox Atem, ossia il <Dark Magician>, lo stregone più potente del regno di Ashen. Si dice sia al pari di alcuni dei 12 Cardinali della Teocraiza di Reia!"

Fiora aprì gli occhi leggermente, essendo originaria di Ashen conosceva le dicerie sul famigerato <Dark Magician>, tuttavia non l'aveva mai visto di persona.

"Perciò questo Paradox sarebbe superiore ad Alcina?"

"Suppongo, si dice che Paradox sia uno stregone di sesto livello, già oltre il massimo comune per gli esseri umani, tuttavia..."

Jaako si fermò e portò la mano al mento, grattandosi il pizzetto.

"La vostra amica Alcina ha solo vent'anni, mentre lui ne ha circa trecento, perciò credo che questa ragazza sia in grado di pareggiarlo o addirittura di superarlo, solo il tempo saprà dirci la verità..."

Fiora ascoltò, bevendo l'ultima goccia nel suo bicchiere e alzò la mano verso Jaako per rifiutare l'ennesimo biss.

Vorrei evitare di ubriacarmi, soprattutto se più tardi dobbiamo incontrare Amon ed Alcica, per gli Dei! Se mi vedesse ubriaca cosa direbbe? Sto arrossendo dell'imbarazzo! Devo distrarmi!

Pensò Fiora, dandosi uno schiaffo mentale, per poi cercare di riprendere il controllo.

"Hem, senti Jaako...parlami di più di questo Paradox"

"Oh certo! Anche se non si sa moltissimo, però c'è una voce che gira ultimamente nel mercato nero dei maghi..."

Jaako gli fece cenno di avvicinarsi, come se dovesse dirgli un segreto di stato.

"Sembra che in qualche modo, il vecchio Paradox abbia imprigionato nei sotterranei del palazzo reale un non-morto estremamente potete, un Black Knight!"

"Un Black Knight?!!!!!"

Urlò la rossa insieme a Roman, sorpresi ed attoniti. I Black Knight erano fra i mostri più pericolosi, non-morti estremamente potenti e che nessun umano poteva controllare.

"Scusate...ma il Black Knight è così pericoloso?"

La domanda idiota doveva venire per forza da Nark!, perché non sono sorpresa?

Pensò Fiora, dandosi uno schiaffo in faccia, imbarazzata dalla domanda del compagno.

"Certo che lo è razza di imbeccille! È un mostro alto due metri e mezzo armato di spada e rivestito in un armatura dura come il diamante! Se è forte come dicono, noi 4 non riusciremo a batterlo!"

"Neanche con l'aiuto di Amon ed Alcina?"

Fiora aprì la bocca per rispondere ma sì bloccò di colpo, non era sicura della risposta. Ai suoi occhi Alcina era forte, ma battere un Black knight? Non era certa che la giovane ne fosse in grado.

"Per me potreste! Con le giuste conoscenze..."

Commentò Jaako, grattandosi la pancia.

"Che intendi? Quali conoscenze?"

"Essendo un non-morto di alto livello, il Black Knight possiede varie abilità che sono molto pericolose se ignorate, per esempio <Inganno alla Morte>, una abilità passiva che gli permette di sopravvivere ad un colpo mortale, può usarla solo 1 volta però, oppure l'abilità <Raccolto Oscuro>, che consente a quel mostro di curarsi e rigenerare ferite ed armatura usando le anime dei viventi che uccide"

"È un cazzo di colosso invincibile quel coso..."

Per una volta sono d'accordo con Nark, scurrilità a parte.

Pensò Fiora, anche lei attonita dalla forza del mostro delle leggende.

"Già, è pericoloso! Sai altro su di lui, Jaako?"

Il vecchio stregone si grattò la nuca, cercando di combattere la stanchezza data dalla bevuta per ricordare i dettagli frammentati nella sua memoria.

"Fammi pensare...ah si! Ha un abilità che si chiama <Gendarme Spietato>, gli consente di resuscitare i nemici deceduti per mano sua come non-morti suoi schiavi"

Fiora annuì e si girò verso i suoi compagni, richiamando la loro attenzione con uno schiocco di dita.

"Ragazzi, se mai vi do ordine di affrontare uno di questi cosi, avete il diritto, anzi il dovere, di mettermi K.O. e di fuggire"

Tutti risero insieme a lei, indicando che lo avrebbero fatto volentieri. Dopo lo scambio, la parola tornò a Jaako, che si versò un altro bicchiere.

"Sapete, tutto questo parlare del Black Knight mi ha fatto ricordare il mostro a capo della tomba dove ho trovato quella maledetta maschera!"

"Che intendi?"

"Era un mostro simile, un Fanthom Knight in questo caso, però lo avevamo scambiato per un Black knight data la scarsa luce, dovevate vedere le paia di mutande che non ho cambiato!"

Jaako inizia a ridere come un beota, l'alcool stava facendo effetto e ci mancherebbe anche dato che è già al settimo bicchiere, chissà se le Full-Potion curano le sbornie.

"Hey Jaako, parli tanto di questa maschera, ma non ci hai mai detto com'è fatta..."

Fiora spalancò gli occhi e si girò verso Nark. La domanda era stranamente sensata, tanto che la donna si iniziò a domandare se la nuova intelligenza del compagno Don Giovanni fosse dato dal liquore.

"Vero, ma faccio prima a farvela vedere! Magari in preda alla sbornia la comprate! Ahahaha!"

Jaako si alzò a fatica dalla sedia, sbattendo la pancia contro il tavolo per poi barcollare dietro al bancone ed aprire la porta che da sul retro, dove ci sono le pozioni distillate.

Ama proprio ubriacarsi eh? Parlando di ubriaconi...

"Roman, basta bere, ok?"

Disse Fiora girandosi verso l'omaccione con ino sguardo severo.

È già al suo quinto bicchiere e non voglio che ci faccia fare brutta figura con Alcina...e-e con Amon naturalmente!

La donna si diede uno schiaffo in faccia per svegliarsi, aveva bevuto solo 2 bicchieri ed era già in fase delirante.

"Hey tu! Che ci fai qui?! Non è per..."

Slash!

Fiora si girò verso il retro dopo aver sentito le grida di Jaako. Si alzò di scatto e portò la mano al fioretto, qualcosa non quadrava.

"Jaako? Tutto bene?"

Con cautela felina si facce strada fino al retro, seguita da Roman, aprì leggermente la porta socchiusa e quasi non gli venne da vomitare: a terra giaceva il corpo di Jaako ricoperto di sangue e con la gola recisa.

"Ma che diavolo!"

Commentò Fiora, alzando lo sguardo e notando una figura incappucciata che gli dava le spalle mentre esaminava una cassa.

Che sia una rapina? Ha senso, il negozio è chiuso a quest'ora e la Full-Potion avrà fatto gola a molti.

"Hey! Si può sapere chi sei?"

Chiese sguainando il fioretto e punatandolo alla figura. Era un po' bassina, sul metro e settanta, pare snella ma con il mantello era difficile dirlo con certezza.

"Oh? Vedo che il vecchio babbione aveva degli amici!"

Rispose la figura, rivelando un tono calmo e giocoso.

Una voce femminile? È una donna? Pare anche entusiasta, come se fosse felice che qui ci siano più persone, mentalità strana per un ladro, sempre se è tale.

"Chi sei?!"

La figura si girò verso a Fiora, abbassando il mantello è rivelando la testa con parte del busto. Era chiaramente una donna dai capelli azzurri e occhi rossi come il sangue, con le mani nascoste dietro la schiena.

"Mi presento, sono l'illustre Camille! Voi siete avventurieri d'Oro da come vedo dalle vostre piastre, che peccato!"

A Fiora si gelò il sangue. Quella ragazza aveva qualcosa che la rendeva inquietante, quel sorriso sadico e pazzo, fece venire voglia alla rossa di darsela a gambe!

"Cosa vuoi Camille? La Full-Potion?"

"E cosa credi mi importi di quel drink da pappe molli?"

"Drink...da pappe molli?"

Camille tirò fuori da dietro la schiena la maschera della dissipatezza di cui aveva parlato Jaako.

Questa donna ha davvero fatto tutto questo casino solo per un ornamento maledetto? Perché provare a rubarla se era a prezzo stracciato? Che sia al verde? No! Questa donna l'ha rubata solo per avere una scusa per uccidere qualcuno! È una sadica assassina, glielo si legge in faccia!

"Nark, porta via Annie e va alla Gilda! Avvisa Amon di venire qui, ok?!"

"M-ma Fiora..."

"NIENTE MA! CAZZO! Rispetta l'ordine!"

Ruggì Fiora, essa aveva capito una cosa che Nark neanche sospettava. Camille li avrebbe già uccisi se avesse voluto, erano nelle sue mani.

"Awwww! Vuoi far salvare la mocciosa? Peccato che il mio amico non lo permetterà"

"Amico?"

Fiora si girò di scatto quando udì le grida della sorella. Vide un uomo dai capelli neri in una tunica rossa alle loro spalle, appoggiato alla porta d'entrata e con un bastone come supporto nella mano destra.

Chi è questo tizio? Che sia un incantatore?

"Desmonduccio! Ben arrivato! Ho trovato quello che ti serviva!"

Camille mostrò la maschera, sbandierandola ai 4 venti, come una bambina che aveva trovato un sasso dalla forma buffa sulla spiaggia.

"Perfetto! Ora andiamo!, dammi la maschera!"

"Ah, ah, ah! Non così in fretta, mi avevi promesso che potevo divertirmi..."

Desmond sbuffò e si incurvò, rivelando che fra i due non scorreva buon sangue.

"Ok...falli fuori va bene? Ma non metterci troppo!"

"Bravo Desmonduccio!"

Ottenuto il consenso, Camille lanciò la maschera a Desmond, che usò un incantesimo di teletrasporto per andarsene. Erano soli, loro 4 contro quella pazza assasina.

"Nark! Ora! Porta fuori Annie!"

Riggì nuovamente Fiora. Nark si avvicinò immediatamente alla porta per scappare, ma notò che era stata bloccata dall'esterno.

"Merda!"

"Roman! Sfonda la porta!"

"Subito!"

L'omaccione scatto verso la porta per provare a sfondarla, mentre Fiora alzò il fioretto verso Camille, intenta a guadagnare tempo fino alla morte.

"Fatti sotto bastarda!"

La rossa caricò frontalmente, pronta a colpirla.

"Coup de Foudre!"

Fiora sorrise, sicura che la sua stoccata fulminea fosse abbastanza per cogliere di sorpresa l'avversario.

"Sei veloce...ma non abbastanza"

Il Fioretto di Fiora colpì la scatola alle spalle di Camille, come se fosse sempre stato il bersaglio originale dell'attacco.

"Ma cosa?"

Si è mossa così velocemente che neanche l'ho vista! È riuscita ad aggirarmi? Ora dove è andata?!

Slash!

Fiora si girò e inorridì, Camille era riuscita, non solo a schivare il suo Coup de Foudre, ma anche ad arrivare da Roman prima che sfondasse la porta.

"Roman! Alla tua destra!"

Gridò Nark, ma ormai fu troppo tardi, Camille aveva già trafitto il collo di Roman con una delle due daghe che portava con sè

Merda! È ad un livello totalmente superiore!

Ragionò Fiora, tremolante.

"Nark! Annie!, andatevene passando dal retro! A lei ci penso io!"

Almeno loro devono vivere...

"Ohhh! Sei una sorella così premurosa!"

Camille derise la rossa e passò la lingua sulla daga destra, come per tastare il sangue di Roman. Finito l'atto, la ragazza magra si mise in posizione e scattarò verso Fiora, ma questa volta la duellante fu pronta.

"fatti sotto! Parade!"

Non importa quando veloce sia, Parade bloccherà il suo colpo dandomi il tempo di un contrattacco!

"Sei noiosa, sai?"

Camille rise in faccia alla duellanre, lanciando una delle daghe verso Nark con una precisione chirurgica, tuttavia, il ragazzo riuscì a schivarla prima di venir colpito, facendo si che l'arma si conficcasse nel muro di legno accanto alla porta.

"Hey! Sono io la tua avversaria! Lasciali stare!"

Ruggì furibonda Fiora. quella donna la stava del tutto ignorando!

Lo fa apposta sta bastarda!

"Mh...fammici pensare, no! Shunpo!"

Shunpo? È un arte di battaglia? Non l'ho mai sentita! Ma non mi importa, non può infrangere la mia Parade!

Slash!

"Ma...cosa?"

Fiora aprì gli occhi in sgomento. Dopo aver pronunciato la parola Shunpo, Camille le sparì da davanti agli occhi, la duellante non fece in tempo a rompere la posa per mantenere Parade attiva, che udì un altro squarcio alle proprie spalle, seguito dalle urla di Annie. Fiora si girò immediatamente e vide il copro di Nark a terra, con una daga infilzata nella schiena e il collo reciso. Camille se ne stava accanto al ragazzo, a fissarla con il solito sorrisino sadico, mentre estraeva l'arma, lanciata precedentemente, dal muro.

"E 2 sono andati! A chi tocca adesso? Alla piccolina oppure a te rossa?"

Gli occhi di Fiora si posizionarono subito su Annie, in lacrime e terrorizzata. Il sangue della donna gli si gelò nelle venne, la paura stava prendendo il sprovvento.

No! Non posso perdere anche lei, NO! NO!!!

"LASCIALA STARE!"

Gridò la duellante che, in preda ad una furia disperata, si lanciò verso Camille. Era una mossa sciocca, la velocità della ragazza più bassa era superiore alla sua, avrebbe potuto uccidere Annie e schivare il colpo in contemporanea, ma a Fiora non importava, non poteva starsene lì senza fare nulla e vedere la propria sorella morire comunque.

"Coup de Foudre!!!"

Non le lascerò ferire Annie, proteggerò la mia famiglia questa volta, ad ogni costo! Sento la mia arte di battaglia potenziarmi, sto per connettere con Camille, è a pochi passi, non importa quanto sia veloce, non potrà schivare questo colpo...ma allora, perché sorride?

"Mi devo ricredere...sei uno spasso rossa!"

Slash!

"Mi divertirò un mondo con te! Ahahahahaha!"

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